Vi ricordate a inizio anno la gloriosa cattura di Nicolás Maduro, con un’operazione militare degna dei migliori film hollywoodiani, nonché la decantata liberazione del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America?

Valanghe di post, video di venezuelani in festa. “Finalmente la fine della dittatura!” Dicevano in molti.
“È il trionfo dei diritti umani! Il popolo venezuelano è ora libero!”

Beata ingenuità. Ogni volta lo stesso identico copione e ogni volta, ci cascate come i polli.

Qualche giorno fa, Donald Trump ha annunciato quello che la Casa Bianca definisce “il più grande accordo petrolifero della storia”: il controllo statunitense su oltre 65 miliardi di barili di petrolio venezuelano. E tutto questo, ha sottolineato Trump, “senza spendere un solo dollaro dei contribuenti americani”.

Avete capito qual era la libertà che volevano portare? La solita grande esportazione della democrazia nel mondo è di fatto la libertà di mettere le mani sulle risorse di un altro Paese. Anche le riserve auree venezuelane custodite nel Regno Unito, per un valore di circa quattro miliardi di dollari, dovrebbero finire sotto la supervisione del Tesoro americano.

Il popolo venezuelano non è stato liberato: è stato sottoposto a un nuovo padrone, questa volta straniero. Nel frattempo anche la “nostra” ENI partecipa al banchetto: ha ottenuto infatti la gestione operativa per venticinque anni di un gigantesco giacimento nella Fascia dell’Orinoco contenente circa 35 miliardi di barili. ENI, che ricordo, è al 30% dello stato italiano. Ecco perché anche i nostri governanti gioivano di fronte alla “liberazione” del Venezuela.

Come dicevo, il copione è sempre lo stesso: Saddam Hussein, Gheddafi, Assad, Maduro. In nome della libertà e della democrazia si esporta neo-colonialismo, controllo geopolitico, speculazioni selvagge e spietate, furti legalizzati.

E secondo voi, in Iran ora, cosa sta succedendo? Ancora convinti che USA e Israele siano lì per liberare le donne oppresse e far trionfare i diritti umani? Ma veramente?

Quante volte deve ripetersi la stessa storia prima di capire che è tutta una messa in scena?!

Perché vedete… se questi stati sciacalli possono continuare a fare i loro porci comodi in giro per il mondo, è perché c’è un’opinione pubblica completamente lobotomizzata, a cui è stato fatto il lavaggio del cervello – attraverso i mass media – e che ancora crede nella favoletta dei nostri governi buoni contro quelli cattivi, degli altri.
Il primo passo da fare per fermare queste barbarie, è aprire gli occhi e smetterla di farsi prendere per il culo.