Nella notte tra giovedì e venerdì scorso, l’Ucraina ha bombardato con dei droni un dormitorio studentesco a Starobilsk, città nel territorio ucraino occupato dalla Russia.
Il bilancio: 21 morti e 42 feriti. Tutti civili, tutti giovanissimi, tra i 14 e i 18 anni. Secondo Kiev – manco a dirlo – l’attacco era rivolto a obiettivi militari, il Cremlino invece – manco a dirlo – nega completamente che nella zona ci fossero strutture belliche. Difficile, se non impossibile, stabilire quale sia la verità.

Certo è, che sono morti 21 studenti, di cui si hanno volti, nomi e cognomi.
Certo è, che nessun leader politico europeo ha condannato l’attacco in alcun modo.
Certo è, che – manco a dirlo – la stampa occidentale in blocco ha completamente – o quasi – ignorato, nascosto, travisato, ridimensionato o comunque distorto la notizia. Sui principali media, telegiornali o quotidiani non è nemmeno uscita.

Dopo l’accaduto, Il Ministero degli Affari Esteri russo ha dichiarato: “Simili attacchi con armi a lunga gittata, fornite al regime di Kiev dai paesi della NATO, droni inclusi, vengono effettuati con l’assistenza tecnica di esperti stranieri di noti paesi dell’alleanza. Con questo atto criminale il regime di Kiev e i suoi supervisori si assumono la piena responsabilità per l’escalation delle ostilità e il sabotaggio degli sforzi politico-diplomatici per risolvere il conflitto”.

24 ore dopo, nella notte tra sabato e domenica, come prevedibile e come annunciato, la Russia ha sferrato un attacco combinato di missili e droni su Kiev, provocando la morte di 4 persone e almeno 50 feriti.

Ed è ecco puntuali e solo in questo caso – manco a dirlo -, le dichiarazioni dei leader europei, tra cui la “nostra” Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni: “Esprimo ferma condanna per il pesante attacco russo che ha colpito nuovamente le infrastrutture civili in Ucraina. La nostra solidarietà va alla popolazione ucraina, che da oltre quattro anni subisce le drammatiche conseguenze di questa guerra di aggressione”.

E a ruota – manco a dirlo – i pennivendoli della propaganda mediatica che in questo caso si hanno dato ampio risalto alla notizia. Riporto un titolo su tutti, emblematico, de La Stampa: “La furia insensata dello zar sull’orlo di una crisi di nervi”.

Capito come? Furia insensata.

Per completare il quadretto, ecco uscire a valanga una serie di titoli come questo: “L’Oreshnik, il missile ipersonico dello zar che può colpire l’Europa”.
Giustificato dunque il riarmo nonché il motivo per continuare a fornire armi a Kiev.

Cercando di rimanere neutri, imparziali, perché di fronte a una guerra nella quale continuano a morire civili, persone innocenti, da una parte e dall’altra, schierarsi sarebbe da idioti, l’ipocrisia, la falsità e il doppiopesismo dei leader politici europei è qualcosa di oggettivamente e palesemente sempre più disgustoso. In tutto questo, il comportamento dei media fa ribrezzo: invece di cercare la verità e raccontare i fatti, continuano come abbiamo visto a manipolare la realtà, rendendosi in questo modo complici di morte e distruzione.