hand-in-hand

Quando nacque mio figlio, 3 anni fa, parlai con svariati dottori, pediatri e ostetriche, incontrati in ospedali diversi e ambulatori privati. Andai appositamente a conoscerli di persona per sentire tutte le loro opinioni riguardo i vaccini, senza alcun pregiudizio, con la massima attenzione e curiosità a riguardo (si trattava pur sempre della salute del mio bambino).
Tra questi ricordo due incontri in particolare: una pediatra che ci disse con tono schifato che saremmo stati degli assassini a non vaccinare nostro figlio, senza darci particolari motivazioni scientifiche, semplicemente perchè “i vaccini vanno fatti e basta”.
Una giovane ostetrica invece ci chiese, a bassa voce e dopo aver chiuso la porta, se volevamo il suo parere da dottoressa o da madre di tre figli: entrambi, risposi. “Come dottoressa di questo ospedale vi consiglio di vaccinare vostro figlio. Come madre, io i miei tre non li ho vaccinati e ritengo che oggi, in occidente, iniettare del vaccino a un neonato, comporti più rischi che benefici.”
Punti di vista, naturalmente. A onor di cronaca devo dire che trovai anche dottori “pro-vaccini” con valide motivazioni e la pazienza di illustrarmele, rispettando qualsiasi scelta avrei poi intrapreso.

Non mi fermai agli incontri, ma provai anche a informarmi in maniera indipendente, leggendo innumerevoli articoli online (e non), guardando documentari sul tema e parlando infine con coppie di genitori amici e conoscenti, alcuni che avevano vaccinato i propri figli e altri che non l’avevano fatto.

Alla fine di tutto questo, insieme e in accordo con la mia compagna, presi una decisione, dettata soprattutto da logica e razionalità ma anche da istinto, sensazioni e amore: nessun vaccino per mio figlio, almeno nel suo primo anno di vita, poi ne avremmo ridiscusso.

Non fu facile, ero pieno di dubbi (e lo sono ancora) ma tra tutti questi prevalse una certezza, forse l’unica, che conservo tra l’altro ancora oggi: se mio figlio dovesse ammalarsi perchè non l’ho vaccinato, farò i conti con me stesso, me ne sono assunto la responsabilità, affronterò la disperazione e tutto quanto necessario. Ma se si dovesse ammalare per un vaccino, quello no, non lo accetterei mai.
Ragionamento, naturalmente, del tutto personale e soggettivo. Ed è per questo che quando amici in procinto di diventare genitori mi chiedono un parere a riguardo, non mi azzardo a dare alcun consiglio se non quello di informarsi nella maniera più dettagliata possibile per poi prendere una decisione con consapevolezza.

Io non sono pro-vaccini o contro-vaccini, e penso che nessuno dovrebbe esserlo: gli schieramenti sono totalmente inutili e dannosi, specie in questioni complesse e delicate come questa. Io sono per riflettere sul loro uso, perchè il loro abuso (ovvero le vaccinazioni di massa o quelle premature o quelle evitabili) ritengo sia pericoloso.
Ed è questo il motivo per il quale quando mio figlio ha compiuto 1 anno e l’Asl ci ha invitato a un incontro con un medico specializzato, per rivalutare la non-vaccinazione, ci sono andato senza indugio e disponibile a cambiare idea se mi fossero state date valide motivazioni.
Per lo stesso motivo, quando e se avrò un altro figlio, riprenderò in considerazione tutto da capo valutando nuovamente cosa ritengo meglio per lui e probabilmente lo vaccinerò. Non lo escludo assolutamente.

ricerca_mani_le_scienze_feb_2013Di norma io mi affido alla scienza, ma non mi fido ciecamente dei suoi “operatori”: troppe volte in passato hanno dimostrato di prediligere la salute dei loro portafogli piuttosto che quella della popolazione.
Sarebbe bello e giusto che la ricerca si fosse espressa (quasi) sempre a favore delle vaccinazioni perchè i benefici che portano sono di gran lunga superiori ai rischi, ma purtroppo non è così. Spesso l’ha fatto anche perchè ci sono dietro interessi economici colossali (a tal proposito consiglio la lettura dell’articolo qui a sinistra, pubblicato nel 2013 proprio dalla rivista scientifica “Le Scienze”).
Recenti annunci catastrofici di epidemie in arrivo con relativa vendita di milioni di dosi di vaccino (vedi Ebola o H1N1) si sono dimostrate nei fatti mere operazioni commerciali.
Culture del passato e di altre zone del mondo inoltre, ci hanno insegnato come la scienza sia comunque limitata e non sia in grado di darci tutte le risposte che cerchiamo.
Quindi anche se mi affido alla scienza, a volte le metto comunque in discussione. Quindi anche se mi affido alla scienza, ritengo giusto tenere in considerazione istinto e sensazioni nel caso di una scelta così importante.

Recentemente è iniziata una massiccia campagna mediatica pro-vaccini (perchè il tasso di immunizzazioni è sceso sotto il 95%) che punta soprattutto a terrorizzare i genitori, con storie di bambini uccisi da malattie che stanno tornando a causa del calo di vaccinazioni. Altre fonti indicano invece che in realtà quelle malattie non erano state debellate grazie alle vaccinazioni di massa ma per il miglioramento delle condizioni igieniche e altri fattori. E che di quelle malattie muoiono anche i bambini vaccinati. Purtroppo la confusione sul tema regna sovrana.

Tutto questo fa si che improvvisamente sui social network siano tutti esperti di vaccini ed è curioso notare come la stragrande maggioranza di chi urla a gran voce come sia giusto vaccinare, non abbia figli (della serie “tutti vaccinatori coi figli degli altri”).

Per concludere segnalo un articolo interessante scritto da Eugenio Serravalle (laureato in medicina e chirurgia, specializzato in pediatria preventiva e puericultura e patologia neonatale), dal cui titolo ho preso spunto per il mio: “Perchè ho vaccinato i miei figli e non i miei nipoti“.
Così come consiglio la lettura degli articoli correlati sotto a questo (non è la prima volta che affronto l’argomento).

L’obesità in Italia è la seconda causa di morte tra le patologie che possono essere prevenute (la prima è il fumo): ma nessuno parla di educazione alimentare né tanto meno di come pessimi genitori nutrono i propri figli con le peggio schifezze. Chissà perchè.