Incredibile ma vero: il video che ho pubblicato ieri dal titolo “Ceuta: chi c’è dietro l’emergenza migranti?” è stato censurato/oscurato sia su Facebook che su Instagram. Ora nell’anteprima appare la dicitura “Informazioni false. Contenuto controllato da fact-checker indipendenti.”
E sapete chi sono questi fact-checker indipendenti? Nientepopodimeno del sito OPEN, quello di Enrico Mentana (colui che qualche anno fa mandò in onda, in diretta nazionale su LA7, lo spezzone di un film hollywoodiano – Project X – durante l’assalto a Capitol Hill).
E sapete, secondo questi “signori”, quali sarebbero le informazioni false contenute nel mio video? Tenetevi forte: “Il camion pieno di uomini a Ceuta era a 50 km dal confine: così la geolocalizzazione smentisce l’ipotesi del trasposto migranti”.
Avete capito? Quindi secondo loro il camion mostrato nel video trasportava un’allegra comitiva in gita turistica e non dei migranti o dei possibili clandestini.
Ma ci rendiamo conto del livello di follia?
E la cosa più grave è che questi ciarlatani dell’informazione hanno il potere di oscurare un mio contenuto sui social network più grandi del mondo e di inserire un link al loro articolo, dirottando il mio pubblico sul loro sito per fargli leggere le loro interpretazioni deliranti. Perché di questo si tratta, nulla di più né di meno.
Quel fottuto camion era diretto a Ceuta e gli uomini che si vedono scendere sono palesemente dei migranti intenti a unirsi alle decine di migliaia di altri migranti che nelle ultime 48 ore hanno varcato illegalmente i confini spagnoli.
Questo dicevo nel video oscurato.
I social tra l’altro oggi sono strapieni di altri video che mostrano le stesse scene più o meno distanti dal confine.
E il tutto con la complicità delle autorità marocchine, come ipotizzavo nel mio video. Si perché se ieri era solo un’ipotesi, oggi è stata confermata, anche in un’intervista mandata in onda dal Tg3.
È dunque scandaloso, anzi inaccettabile, che una combriccola di pennivendoli e scribacchini abbia la possibilità di stabilire quali sarebbero le notizie vere e quelle false, in base al loro giudizio (tant’è che lo stesso video è stato pubblicato anche su TikTok, Youtube e X senza subire alcuna censura o segnalazione), e di interferire con il lavoro di altri giornalisti, in questo caso del sottoscritto.
Motivo per il quale, insieme ai miei avvocati, stiamo valutando azioni legali.
Nel frattempo, nel mio piccolo, continuerò a fare il mio lavoro, ovvero cercare la verità, raccontare i fatti e difendere la libertà di informazione. Il tutto, manco a dirlo, senza chiedere il permesso a nessuno e senza temere le loro miserevoli censure.
AGGIORNAMENTO del 7.08.2026
Oggi attraverso il mio avvocato di fiducia, ho depositato presso il tribunale di Belluno querela contro la testata OPEN e il signor Enrico Mentana (in quanto responsabile della stessa), con l’accusa di DIFFAMAZIONE AGGRAVATA ai danni del sottoscritto.
È mia intenzione inoltre, una volta ottenuta l’auspicata condanna, inoltrare la documentazione a META richiedendo di sospendere la collaborazione di fact-checking vista l’evidente inadempienza, parzialità e faziosità dello staff di OPEN.
Infine, chiederò all’Ordine dei Giornalisti di aprire un procedimento disciplinare, sempre nei confronti della redazione di OPEN e del suo direttore responsabile, valutando provvedimenti per l’inaccettabile censura e diffamazione che ho subito.
