“Mi devi un bambino”.
Queste sono le parole contenute in un’email inviata nel 2019 da Jeffrey Epstein a Eduardo Teodorani-Fabbri.
Chi è costui? Figlio di Maria Sole Agnelli, sorella del noto avvocato e zia di John e Lapo Elkann (anche quest’utlimo, guarda caso, presente negli Epstein Files).
Ma torniamo a Eduardo, tra le altre cose, ex dirigente di Fiat e Maserati. A lui, Epstein in persona, ha scritto un’email con all’interno la frase “Mi devi un bambino”.
Il fatto è emerso in una recente udienza all’aula della Camera degli Stati Uniti, quando un deputato repubblicano ha riportato un elenco di 14 nomi legati, a diverso titolo, a Jeffrey Epstein. L’elenco comprende uomini d’affari, banchieri, intermediari della moda, personalità dello spettacolo, un ex membro della famiglia reale britannica e i due italiani, appunto sopracitati.
Tutti questi sono stati indicati come presunti «co-cospiratori», «associati» o «autori» dei crimini del finanziere pedofilo, chiedendo al Dipartimento di Giustizia di indagarli e, qualora emergano elementi sufficienti, di perseguirli.
“Mi devi un bambino”.
Cosa cazzo vuol dire “mi devi un bambino”? No perché se in altri contesti potrebbe essere un linguaggio in codice, qui ci troviamo all’interno di una corrispondenza legata a quella che le Nazioni Unite hanno definito “una IMPRESA CRIMINALE GLOBALE dedita ad abusi sessuali, traffico e sfruttamento sistematico e su larga scala di donne e ragazze”. C’è poco da interpretare dunque.
“Mi devi un bambino”.
Per quale motivo questa notizia non ha aperto tutti i telegiornali d’Italia e non è finita sulle prime pagine di tutti i quotidiani.
Cosa c’è all’interno di quei 3 milioni di documenti ancora secretati che compongono gli Epstein Files.
Perché, non c’è la priorità assoluta, l’urgenza, la necessaria e totale pressione a fare completa luce su questo scandalo colossale e garantire i responsabili alla giustizia?
Cosa aspettiamo a indignarci tutti e pretendere verità?
