Oggi guardavo uno spazzino mentre svolgeva il suo lavoro, che poi sarebbe più corretto chiamarlo operatore ecologico. Ma aldilà delle definizioni che per me poco contano, facevo una considerazione che voglio condividere con voi.
Quando ero bambino, sentivo spesso i grandi dirmi:
“Matteo, studia. Impegnati. Altrimenti finirai così.”
E quel “così” era riferito a figure e mestieri come lo spazzino appunto.
Come se fosse simbolo di fallimento o qualcosa comunque di degradante.
Oggi che sono adulto penso l’esatto contrario.
Nella società in cui viviamo, lo spazzino è probabilmente uno dei lavori più virtuosi e dignitosi che esistano.
Parliamo di persone che puliscono dove gli altri sporcano, che tengono in ordine città e paesi, che contribuiscono al decoro urbano. Il decoro… quanti là fuori, possono fregiarsi di una cosa simile e quanti invece, sono quelli che contribuiscono al degrado generale.
Eppure, continuiamo a considerare lavori simili come di poco conto o peggio li disprezziamo. E allo stesso tempo, si elogiano mestieri e modi di svolgerli di cui invece, bisognerebbe vergognarsi.
Vi faccio giusto qualche esempio. Prendiamo gli influencer, uno dei lavori più ambiti dalle nuove generazioni: gente disposta a qualsiasi cosa per un like, un follow, un po’ di notorietà virtuale e poco importa se il prezzo da pagare sia diventare fenomeni da baraccone, strumentalizzare o cavalcare la beneficienza, promuovere le peggio multinazionali o qualsiasi schifezza passi al convento. L’importante è andare virali, tutto il resto chi se ne frega.
Per non parlare della quantità di ragazze che mercificano il proprio corpo, ormai fenomeno fuori controllo, tra siti e applicazioni nate appositamente, podcast e trasmissioni radio che sdoganano la troiaggine come pratica comune e chi più ne ha più ne metta.
Signori questa, è decadenza umana, questa è vera mancanza di dignità. Altro che chi pulisce le strade.
Ma parliamo anche della mia categoria, quella dei giornalisti. Un tempo era un mestiere nobile, oggi è infestato da pennivendoli, cortigiane, zerbini e megafoni delle istituzioni. Gente che… se i culi dei potenti fossero di carta vetrata sarebbe senza lingua. E questo sarebbe un lavoro “dignitoso”? Mi dispiace, ma lo spazzino lo è molto di più.
E che dire dei medici, degli “uomini di scienza”? Quelli che negli ultimi anni abbiam visto cantare in televisione, completamente venduti all’industria farmaceutica, rinnegando giuramenti di Ippocrate e morali di qualsiasi tipo.
Poi ci sono i manager, i dirigenti, quelli che vivono per il profitto. Schiacciando diritti, sfruttando persone, distruggendo vite in nome dei numeri. Ma per la società sono persone di successo, “vincenti” perché esibiscono il Ferrarino o il Rolex.
E infine, i politici, che addirittura continuiamo, anzi continuate a chiamare, “onorevoli”. Un branco di ciarlatani opportunisti pronti a vendersi al miglior offerente, a cambiare casacca in base a dove tira il vento, a promettere tutto e mantenere nulla. L’ignoranza al potere, altro che onore.
Lo spazzino? Lo spazzino è un Signore, a mani basse, che a differenza di tanti altri, dovrebbe camminare a testa alta sempre. Se ce ne fossero di più e se noi imparassimo a capire che cos’è veramente la dignità, smettendola di dare retta e render famosa gente che è il nulla mischiato col niente, questo mondo sarebbe un posto decisamente più pulito, in tutti i sensi.
