Le guerre spacciate per missioni di pace, sono VIOLENZA.
La pressione fiscale che c’è in Italia, è VIOLENZA.
L’esportazione della democrazia nel mondo, è VIOLENZA.
Il fatto che l’1% della spesa militare globale basterebbe a sconfiggere la fame nel mondo, è VIOLENZA.
Gli stipendi degli italiani fermi da 20 anni, sono VIOLENZA.
Credere che lo stile di vita occidentale sia il migliore e volerlo imporre con la forza agli altri, è VIOLENZA.
6 famiglie italiane su 10 che faticano ad arrivare a fine mese, è VIOLENZA.
Le liste d’attesa infinite per una visita medica, sono VIOLENZA.
L’imposizione di trattamenti sanitari obbligatori, è VIOLENZA.
I miliardi di euro di debiti che peseranno sulle future generazioni contratti dal governo italiano per finanziare il riarmo, è VIOLENZA.
Il fatto lo stato non investa nulla per la messa in sicurezza del territorio o la prevenzione di fronte alla stima ufficiale che il 94% dei comuni italiani è esposto a rischio idrogeologico, è VIOLENZA.
E che contemporaneamente spenda miliardi per opere folli e senza senso come il Ponte sullo Stretto o la TAV, è VIOLENZA.
Un sistema che ruota intorno al dio denaro, è VIOLENZA.
Che un 1% di persone nel mondo abbia più ricchezza e potere del restante 99% dell’umanità, è VIOLENZA.
Una società basata su competizione, consumismo e omologazione, è VIOLENZA.

Certo, anche i calci e i pugni contro un poliziotto sono violenza, …ma a volte sono la conseguenza, non la causa. Altre, come già successo in passato, frutto di infiltrati messi lì appositamente a fare quello.

Ogni volta è la stessa storia, un copione che si ripete: decine di migliaia di persone in piazza manifestano pacificamente e a nessuno importa nulla, mentre i pochi che scatenano scompiglio e caos, monopolizzano l’attenzione mediatica e dell’opinione pubblica.

Ed ecco che un martello contro un agente a terra, diventa più importante di tutto il resto. La violenza contro lo stato, guardatela tutti, indignatevi… anche perché sarà motivo giustificato di ulteriori e nuove repressioni, controlli e misure restrittive. Ma è per la nostra sicurezza, dunque ben venga, così sia. C’è già il pacchetto pronto, vedrete ora come tornerà d’attualità e verrà accolto da tutti a braccia aperte.
 
Mentre quella dello stato, molto più subdola, strutturale, quotidiana, normalizzata e diffusa, quella violenza, passa puntualmente inosservata.

Ma è violenza vera, altrettanto o più grave, costringere milioni di persone a vivere nella precarietà permanente.
È violenza costringere le persone a lavorare tutta la vita senza mai potersi permettere una casa.
È violenza criminalizzare il dissenso mentre si giustificano ingiustizie sistemiche.

Condannare solo la violenza visibile, senza riconoscere quella invisibile che la genera, è miopia e ingenuità. È come voler curare i sintomi ignorando la malattia.

Finché continueremo a dividerci in stupide guerre tra poveri, finché non capiremo chi sono i veri nemici, finché non metteremo al centro la dignità umana invece del profitto, questa società continuerà a produrre rabbia, conflitto e disperazione, nonché naturalmente, da una parte e dall’altra, becera violenza.