Per il suo 33° compleanno Sfera Ebbasta (il “cantante” italiano più ascoltato in Italia da anni) si è regalato una collana che rappresenta la Madonnina di Milano con oltre un chilo di oro rosa e ricoperta di diamanti. Valore stimato circa mezzo milione di euro. Il video negli ultimi giorni è andato virale su tutte le piattaforme social e un po’ ovunque la stragrande maggioranza dei commenti è entusiasta: “Wow, che king!, partito da zero, grande!” e avanti così. Qualche giorno prima aveva postato le foto di alcune delle sue auto flexando (ovvero esibendo con orgoglio) come solo lui sa fare. E anche lì, standing ovation digitale dei fan.
Ora non me ne frega niente di tutte le critiche che attirerò con questo mio post, tra chi mi dirà che ognuno spende i propri soldi come vuole a chi mi darà dell’invidioso (na burinata del genere non me la metterei addosso manco se costretto) e sia chiaro che non ho nulla di personale contro Sfera, che anzi mi sta anche simpatico. I miei nemici siedono a piani molto più alti. Lui non mi risulta abbia mai fatto del male a nessuno, anzi, per me è una sorta di David Copperfield moderno, un vero e proprio mago dal talento raro, tanto da riempire stadi e vendere milioni di dischi con musica che è marketing travestito da arte.
Non voglio fare il moralista né il polemico a tutti i costi. L’obiettivo di questo mio video è un altro: dire in maniera semplice, a tutti coloro che vedono queste immagini con occhi colmi di ammirazione, di desiderio, di stima, che sta roba è miserevole. E mi rivolgo soprattutto ai più giovani, alle nuove generazioni che si convincono che scene simili siano sinonimo di successo, quello a cui ambire, modelli da emulare o ai quali ispirarsi. No ragazzi miei, qui c’è soltanto l’ostentazione di un qualcosa che riguarda esclusivamente una ricchezza materiale, effimera, superficiale che badate bene, corrisponde sempre e puntualmente a un’estrema povertà umana, morale e spirituale.
Vi stanno facendo il lavaggio del cervello, convincendovi che non c’è altro oltre ai soldi: ma idee del genere sono velenose, tossiche.
Il valore di un qualcosa non è dato dal suo prezzo bensì da ciò che lascia nel tempo, dall’impatto che ha sugli altri, dalla profondità che genera, dal senso che produce, non dal numero di zeri sul conto o dai carati al collo.
Ecco io ci tenevo a dirvelo: sta roba è fuffa, vale meno zero e sappiate che se scene del genere vi smuovono sensazioni spiacevoli, va benissimo, è positivo, non è invidia la vostra, potrebbe al contrario essere una scintilla di consapevolezza. Alimentatela e non abbiate paura di andare contro corrente.
In ultimo, una frase che per molti suonerà scontata, ma che invece è una grande verità e prima ve ne renderete conto, prima la smetterete di rincorrere fantasmi luccicanti: “Le cose importanti della vita, non sono cose.”
