gracis vs paniz

E’ una storia incredibile! Se frequenti siti online stai attento! Potrebbe capitare a ognuno di noi.”

Con queste parole, La Cosa, web channel del blog di Beppe Grillo, introduce il servizio sul caso che mi vede, mio malgrado, protagonista.

I fatti in breve
Un utente anonimo inserisce un commento sul forum di NuovoCadore.it (sito di mia proprietà).
All’interno del commento è presente una critica politica all’ex deputato di Forza Italia e avvocato Maurizio Paniz.
Ricevo dallo studio legale di Paniz una richiesta di rimozione del commento in questione.
Accolgo in parte la richiesta modificando il commento e omettendo completamente la parte ipoteticamente diffamatoria.
Ciò nonostante, ricevo una denuncia per diffamazione vengo condannato in primo grado.

Mi trovo dunque accusato (e condannato) di diffamazione anche se:
1) il commento non l’ho scritto io
2) sono intervenuto come richiesto per moderare il commento
3) l’eventuale reato non sussiste più dal momento che il commento è già stato modificato

Per dirla in parole povere è come se chiunque di voi scrivesse sul proprio diario Facebook una critica o anche un insulto nei confronti di un’altra persona e ad essere responsabile di ciò non sareste voi bensì Mark Zuckemberg, proprietario del social network. Capite la follia?! 
Tutti i dettagli nella video-intervista de La Cosa (linkata sopra) o nei vari articoli linkati di seguito.

Ringrazio il blog di Grillo e il suo staff per l’interessamento e tutte le persone che hanno espresso la loro solidarietà.
Segnalo inoltre l’articolo del Punto Informatico sempre sul caso in questione (grazie Claudio Tamburrino). Segnalo articolo uscito sul sito de L’ESPRESSO (grazie Guido Scorza). Segnalo articolo e video usciti sul ByoBlu.com (grazie Claudio Messora).

AGGIORNAMENTO: udienza rimandata al 7 aprile 2015

AGGIORNAMENTO: seconda udienza 19 ottobre 2015

AGGIORNAMENTO: oggi, 12 novembre 2015, sono stato giudicato colpevole di diffamazione. Non la comprendo ma accetto molto serenamente questa sentenza. So di essere nel giusto e farò valere i miei diritti per dimostrarlo. Ci si vede in appello e poi se serve in cassazione, sempre comunque, a testa alta. MOTIVAZIONI SENTENZA (pdf).

AGGIORNAMENTO: La CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO ha assolto i proprietari di un sito web ungherese all’interno del quale era stato inserito un commento diffamatorio da parte di un utente. I giudici hanno accolto la richiesta degli avvocati secondo cui condannare i proprietari del sito “avrebbe avuto gravi conseguenze negative per la libertà di espressione e l’apertura democratica nell’era di internet”.