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	<title>MG.it&#187; Le 10 Strategie della Manipolazione Mediatica</title>
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		<title>Le 10 Strategie della Manipolazione Mediatica</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Nov 2010 15:48:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Viene qui proposto uno schema che si rifà a Noam Chomsky (linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense), dalle cui riflessioni si estrapola un decalogo, una lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media. Vi consiglio di leggerlo attentamente e di notare quante delle cose descritte nell&#8217;articolo si possano ritrovare nei nostri attuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2562 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="manipolazione" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/11/screen-capture.png" alt="" width="175" height="160" />Viene qui proposto uno schema che si rifà a <strong>Noam Chomsky</strong> (linguista, filosofo e teorico della comunicazione statunitense), dalle cui riflessioni si estrapola un decalogo, una lista delle “10 Strategie della Manipolazione” attraverso i mass media. <strong>Vi consiglio di leggerlo attentamente e di notare quante delle cose descritte nell&#8217;articolo si possano ritrovare nei nostri attuali media, soprattutto la televisione</strong>. Vi invito infine, a divulgare l&#8217;articolo e farlo leggere ai vostri amici, soprattutto quelli affezionati a reality show e programmi trash.</p>
<p><strong>1- La strategia della distrazione</strong><br />
L’elemento primordiale del controllo sociale  è la strategia della distrazione che consiste nel <span style="text-decoration: underline;">deviare l’attenzione del pubblico dai problemi importanti e dei cambiamenti decisi dalle élites politiche ed economiche, attraverso la tecnica del diluvio o inondazioni di continue distrazioni e di informazioni insignificanti</span>.<br />
La strategia della distrazione è anche indispensabile per impedire al pubblico d’interessarsi alle conoscenze essenziali, nell’area della scienza, l’economia, la psicologia, la neurobiologia e la cibernetica. “Mantenere l’Attenzione del pubblico deviata dai veri problemi sociali, imprigionata da temi senza vera importanza. Mantenere il pubblico occupato, occupato, occupato, senza nessun tempo per pensare, di ritorno alla fattoria come gli altri animali (citato nel testo “Armi silenziose per guerre tranquille”).</p>
<p><strong>2- Creare problemi e poi offrire le soluzioni</strong><br />
Questo metodo è anche chiamato “problema- reazione- soluzione”. Si crea un problema, una “situazione” prevista per causare una certa reazione da parte del pubblico, con lo scopo che sia questo il mandante delle misure che si desiderano far accettare. Ad esempio: lasciare che si dilaghi o si intensifichi la violenza urbana, o organizzare attentati sanguinosi, con lo scopo <span style="text-decoration: underline;">che sia il pubblico a richiedere le leggi sulla sicurezza e le politiche a discapito della libertà</span>. O anche: creare una crisi economica per far accettare come un male necessario la retrocessione dei diritti sociali e lo smantellamento dei servizi pubblici.</p>
<p><strong>3- La strategia della gradualità</strong><br />
Per far accettare una misura inaccettabile, basta applicarla gradualmente, a contagocce, per anni consecutivi. E’ in questo modo che condizioni socioeconomiche radicalmente nuove (neoliberismo) furono imposte durante i decenni degli anni 80 e 90: Stato minimo, privatizzazioni, precarietà, flessibilità, disoccupazione in massa, salari che non garantivano più redditi dignitosi, tanti <span style="text-decoration: underline;">cambiamenti che avrebbero provocato una rivoluzione se fossero stati applicati in una sola volta</span>.</p>
<p><strong>4- La strategia del differire</strong><br />
Un altro modo per far accettare una decisione impopolare è quella di presentarla come “<span style="text-decoration: underline;">dolorosa e necessaria</span>”, ottenendo l’accettazione pubblica, nel momento, per un’applicazione futura. E’ più facile accettare un sacrificio futuro che un sacrificio immediato. Prima, perché lo sforzo non è quello impiegato immediatamente. Secondo, perché il pubblico, la massa, ha sempre la tendenza a sperare ingenuamente che “tutto andrà meglio domani” e che il sacrificio richiesto potrebbe essere evitato. Questo dà più tempo al pubblico per abituarsi all’idea del cambiamento e di accettarlo rassegnato quando arriva il momento.</p>
<p><strong>5- Rivolgersi al pubblico come ai bambini</strong><br />
La maggior parte della pubblicità diretta al gran pubblico, usa discorsi, argomenti, personaggi e una intonazione particolarmente infantile, molte volte vicino alla <span style="text-decoration: underline;">debolezza</span>, come se lo spettatore fosse una creatura di pochi anni o un deficiente mentale. Quando più si cerca di ingannare lo spettatore più si tende ad usare un tono infantile. Perché? “Se qualcuno si rivolge ad una persona come se avesse 12 anni o meno, allora, in base alla suggestionabilità, lei tenderà, con certa probabilità, ad una risposta o reazione anche sprovvista di senso critico come quella di una persona di 12 anni o meno (vedere “Armi silenziosi per guerre tranquille”).</p>
<p><strong>6- Usare l’aspetto emotivo molto più della riflessione</strong><br />
Sfruttate l&#8217;emozione è una tecnica classica per provocare <span style="text-decoration: underline;">un corto circuito su un&#8217;analisi razionale</span> e, infine, il senso critico dell&#8217;individuo. Inoltre, l&#8217;uso del registro emotivo permette aprire la porta d’accesso all’inconscio per impiantare o iniettare idee, desideri, paure e timori, compulsioni, o indurre comportamenti&#8230;</p>
<p><strong>7- Mantenere il pubblico nell’ignoranza e nella mediocrità</strong><br />
Far si che il pubblico sia incapace di comprendere le tecnologie ed i metodi usati per il suo controllo e la sua schiavitù.<br />
“<span style="text-decoration: underline;">La qualità dell’educazione data alle classi sociali inferiori deve essere la più povera e mediocre possibile</span>, in modo che la distanza dell’ignoranza che pianifica tra le classi inferiori e le classi superiori sia e rimanga impossibile da colmare dalle classi inferiori&#8221;.</p>
<p><strong>8- Stimolare il pubblico ad essere compiacente con la mediocrità</strong><br />
Spingere il pubblico a ritenere che <span style="text-decoration: underline;">è di moda essere stupidi, volgari e ignoranti</span>&#8230;</p>
<p><strong>9- Rafforzare l’auto-colpevolezza</strong><br />
Far credere all’individuo che è soltanto lui il colpevole della sua disgrazia, per causa della sua insufficiente intelligenza, delle sue capacità o dei suoi sforzi. Così, <span style="text-decoration: underline;">invece di ribellarsi contro il sistema economico, l’individuo si auto svaluta e s’incolpa</span>, cosa che crea a sua volta uno stato depressivo, uno dei cui effetti  è l’inibizione della sua azione. E senza azione non c’è rivoluzione!</p>
<p><strong>10- Conoscere agli individui meglio di quanto loro stessi si conoscano</strong><br />
Negli ultimi 50 anni, i rapidi progressi della scienza hanno generato un divario crescente tra le conoscenze del pubblico e quelle possedute e utilizzate dalle élites dominanti. Grazie alla biologia, la neurobiologia, e la psicologia applicata, il “sistema” ha goduto di una conoscenza avanzata dell’essere umano, sia nella sua forma fisica che psichica. Il sistema è riuscito a conoscere meglio l’individuo comune di quanto egli stesso si conosca. Questo significa che, nella maggior parte dei casi, <span style="text-decoration: underline;">il sistema esercita un controllo maggiore ed un gran potere sugli individui, maggiore di quello che lo stesso individuo esercita su sé stesso</span>.</p>
<p><em>Fonte originale: http://www.visionesalternativas.com<br />
Traduzione per Voci Dalla Strada a cura di VANESA<br />
Fonte: vocidallastrada.com</em></p>

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		<title>L&#8217;Alcol è droga! Non dimentichiamolo.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vino, la birra, le grappe, da sempre fanno parte della nostra cultura: con questa giustificazione, nelle nostre zone soprattutto, si inizia ad avvicinarsi all’Alcol già in età giovanissima (sempre prima) per poi crescere e vivere sempre a stretto contatto con questa sostanza. Le famiglie non ne fanno una tragedia se al rientro da una serata con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2231" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="o_bevi_o_guidi-281x300" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/09/o_bevi_o_guidi-281x300.jpg" alt="" width="225" height="240" />Il vino, la birra, le grappe, da sempre fanno parte della nostra cultura</strong>: con questa <strong>giustificazione</strong>, nelle nostre zone soprattutto, si inizia ad avvicinarsi all’Alcol già in età giovanissima (sempre prima) per poi crescere e vivere sempre a <strong>stretto contatto</strong> con questa sostanza. Le famiglie non ne fanno una tragedia se al rientro da una serata con gli amici i figli sono “allegri” o un po’ su di giri per aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Le scuole evitano completamente il discorso e non esistono campagne di informazione o sensibilizzazione sul tema. <strong>La piazza in generale, è ormai abituata ed accetta senza problemi tutte le occasioni in cui l’abuso dell’Alcol si manifesta</strong>: di prima mattina con il bicchiere di bianco dell’anziano, a pranzo con il caffè corretto dell’operaio, di pomeriggio con la birra per “merenda” di qualche studente, prima di cena con l’aperitivo (che è sempre più pesante) e infine la sera con “chi più ne ha più ne metta”.</p>
<p><strong>L’Alcol viene così celebrato ovunque</strong>: nelle feste, nelle sagre, nelle serate in baita, nelle grigliate estive, addirittura nelle manifestazioni sportive (basti pensare ai tornei di calcio locali, tanto per fare un esempio), in qualsiasi occasione. Di ragazzi, che ormai senza Alcol non si divertono, in giro ce ne sono tantissimi e sempre di più. Di morti, causati dall’Alcol, in Italia ce ne sono 30mila all’anno e sempre di più. <strong>E’ una situazione gravissima</strong>, di cui pochi si rendono conto. Non si fa nulla (o comunque sempre troppo poco) per cambiare le cose. Il problema è di gran lunga <strong>sottovalutato</strong> e non c’è alcun segnale che faccia presagire un cambiamento.</p>
<p><strong> Le amministrazioni locali per prime dovrebbero fare qualcosa a riguardo</strong>, soprattutto per informare la popolazione sui danni e i rischi che una sostanza come l’Alcol può provocare. Creare <strong>disinformazione</strong>, affermando pubblicamente che “<em>l’Alcol non è un droga ma una semplice bevanda</em>” (come ha fatto di recente un nostro Sindaco cadorino) è pericolosissimo: oltre ad essere scientificamente sbagliato, è un <strong>messaggio devastante per i giovani</strong>, soprattutto ripeto, in una zona come la nostra dove il consumo e l’abuso di questa sostanza è già molto diffuso. Il fatto che l’Alcol sia legale non significa che sia meno dannoso di sostanze illegali o che per questo si possa sottovalutarne gli effetti.</p>
<p>Personalmente <strong>ritengo sia inutile e sbagliato proibire</strong> o criminalizzare: bisogna piuttosto <strong>informare</strong>, <strong>diffondere consapevolezza</strong> su questi temi ed invitare tutti ad una maggiore <strong>responsabilità</strong> personale. A tal proposito ho voluto scrivere questo articolo in cui riporto di seguito alcuni dati e informazioni importanti sull’Alcol.</p>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) <strong>classifica l’alcol fra le droghe</strong>; è una droga giuridicamente legale ma è una sostanza molto tossica per la cellula epatica, <strong>più di molte droghe illegali</strong>, ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute. Come tutte le droghe anche l’alcol ha un potere <strong>psicoattivo</strong> (è in grado cioè di modificare il funzionamento del cervello), la sua assunzione protratta nel tempo induce <strong>assuefazione </strong>(per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose), può nel tempo instaurarsi un legame specifico che condiziona negativamente lo stile di vita della persona che ne fa uso, mettendone <strong>a rischio la salute fisica, psichica, familiare e sociale</strong>.<br />
Secondo l’OMS l’Europa è la Regione dove si beve più alcol al mondo. Il consumo d’alcol per abitante è il doppio rispetto alla media mondiale. L’alcol è il terzo fattore di rischio per i decessi e per le invalidità in Europa, e <strong>il principale fattore di rischio per i giovani</strong>.</p>
<p>Uno studio del 2007 condotto dal professor David Nutt dell’Università di Bristol e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica <strong>The Lancet</strong> classifica l’<strong>Alcol al 5° posto tra le droghe più pericolose e dannose</strong> (al 1° c’è l’Eroina, al 9° il Tabacco, all’11° la Cannabis, al 16° gli Steroidi, ecc). Il risultato è frutto di un nuovo sistema di classificazione che tiene conto oltre che della <strong>pericolosità della sostanza</strong> per l’individuo, anche della <strong>dipendenza</strong> che la sostanza genera e della <strong>pericolosità sociale</strong> di chi la assume. Si tratta in realtà più che di uno studio sulle sostanze in sé, di un’inchiesta tra intervistati qualificati: <strong>psichiatri specializzati</strong> in dipendenza da sostanze e <strong>ufficiali giudiziari</strong> o di polizia con <strong>comprovata preparazione scientifica</strong>.</p>

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		<title>Sul giornalismo&#8230; di Joseph Pulitzer</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 17:47:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Big up a Wired che questo mese pubblica in Log Out (pensieri da incorniciare) un testo di Joseph Pulitzer del 1904, tratto da Sul Giornalismo (Bollati Boringhieri) che riporto di seguito, sull&#8217;importanza e i ruoli dell&#8217;informazione. Ogni giornalista (specie in Italia) dovrebbe impararsi a memoria queste parole e soprattutto rispettarle: così facendo forse, avremmo un&#8217;informazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Big up a <a href="http://www.wired.it/" target="_blank">Wired</a> che questo mese pubblica in <em>Log Out</em> (pensieri da incorniciare) un testo di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joseph_Pulitzer" target="_blank">Joseph Pulitzer</a> del 1904, tratto da <em>Sul Giornalismo</em> (Bollati Boringhieri) che riporto di seguito, sull&#8217;importanza e i ruoli dell&#8217;informazione. Ogni giornalista (specie in Italia) dovrebbe impararsi a memoria queste parole e soprattutto rispettarle: così facendo forse, avremmo un&#8217;informazione degna di chiamarsi tale.</p>
<blockquote><p>Che ci piaccia o meno, ci siamo imbarcati in una rivoluzione del pensiero e dell&#8217;esistenza. Il progresso dilaga a velocità sempre maggiore, superando di gran lunga nel giro di pochi decenni il cammino compiuto di precedenti secoli e millenni&#8230;<br />
<strong> La stampa è l&#8217;unica a lavorare per il pubblico interesse</strong>. &#8220;L&#8217;interesse di tutti è l&#8217;interesse di nessuno&#8221;, ma questo non vale per il giornalista: esso è suo per adozione. Se non fosse per le sue attenzioni, quasi ogni riforma fallirebbe in partenza. Egli ricorda ai funzionari il loro dovere. Denuncia piani segreti di ladrocinio. Promuove ogni promettente progetto di sviluppo. Avvicina tra loro le classi e le professioni, insegna loro ad agire di concerto sulla base del senso civico comune.<br />
<strong>La nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme</strong>. Una stampa capace, animata da spirito civico, con un&#8217;intelligenza allenata a distinguere ciò che è giusto e ad avere il coraggio di realizzarlo, può preservare quella pubblica virtù senza la quale il governo del popolo non è che impostura e dileggio. <strong>Una stampa cinica, mercenaria, demagogica e corrotta a lungo andare renderà il popolo tanto ignobile quanto lo è essa stessa</strong>.<br />
Il potere di plasmare il futuro della Repubblica è nelle mani dei giornalisti delle future generazioni.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2086" title="Joseph_Pulitzer" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/08/JosephPulitzerPinceNeznpsgov.jpg" alt="" width="328" height="480" /></p>

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		<title>Il Bavaglio&#8230;</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 13:10:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>
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		<description><![CDATA[Sapete qual&#8217;è il colmo per un giornalista?
Stare in silenzio per protestare contro un bavaglio.



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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sapete qual&#8217;è il colmo per un giornalista?<br />
Stare in silenzio per protestare contro un bavaglio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1983" title="legge_bavaglio" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/07/bavaglio001.jpg" alt="" width="219" height="288" /></p>

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		<title>Il vero bavaglio</title>
		<link>http://www.matteogracis.it/il-vero-bavaglio/</link>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 11:44:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto un articolo che condivido pienamente, scritto da un bravo blogger, che è da tempo nei miei preferiti. Sveglia gente! Spegnete quelle tv&#8230;
VOLETE SAPERE QUAL E&#8217; IL VERO BAVAGLIO?
La Pupa e il Secchione. Il TG1. Lo Speciale Mondiali. Emilio Fede. Il Motomondiale. Studiosport. Minzolini. Il Gossip. L&#8217;Eredità. Lo Speciale CalcioMercato. I Simpson. Centovetrine. Il Meglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto un articolo che condivido pienamente, scritto da un bravo blogger, che è da tempo nei miei preferiti. <strong>Sveglia gente!</strong> Spegnete quelle tv&#8230;</p>
<blockquote><p><strong>VOLETE SAPERE QUAL E&#8217; IL VERO BAVAGLIO?</strong></p>
<p><strong>La Pupa e il Secchione</strong>. Il TG1. Lo Speciale Mondiali. Emilio Fede. Il Motomondiale. Studiosport. Minzolini. Il Gossip. L&#8217;Eredità. Lo Speciale CalcioMercato. I Simpson. Centovetrine. Il Meglio di Forum. Camera Cafè. UnoMattinaEstate. Barbara D&#8217;Urso.</p>
<p><strong>Ecco</strong>. Questo è il vero Bavaglio.</p>
<p><strong>La porcata che ieri</strong> <a href="http://www.adnkronos.com/IGN/News/Politica/Intercettazioni-Senato-approva-ddl-con-164-si-e-25-no_521300555.html" target="_blank">ha approvato</a> il Senato è un Bavaglio al Bavaglio o un Sottobavaglio. Perchè la vera informazione, quella vera, è stata imbavagliata da tempo qui in Italia.</p>
<p><strong>E potremmo organizzare</strong> anche 10.000 scioperi e radunare 10.000.000 di persone, fino a quando la maggioranza degli Italiani non la smetterà con il &#8220;suo&#8221; di Bavaglio, ed emigrerà definitivamente in Rete sarà come lottare contro i mulini a vento: fino a quando il diritto di sapere non sopravalicherà il diritto di rintriciullirsi in Italia saremo sempre punto e da capo.</p>
<p><strong>L&#8217;arroganza di Berlusconi</strong> e l&#8217;ignoranza delle sue tv.<br />
Ecco. <strong>Questo è il vero Bavaglio</strong>.</p></blockquote>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1886" title="reality" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/06/reality.jpg" alt="" width="361" height="312" /></p>
<p>fonte: <a href="http://cogitoergovomito.blogspot.com/2010/06/volete-sapere-qual-e-il-vero-bavaglio.html" target="_blank">cogitoergovomito.blogspot.com</a></p>

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		<title>Raiperunanotte: è già storia!</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 01:22:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Scrivo questo post di getto, preso dall&#8217;entusiasmo, travolto da un&#8217;insolita adrenalina. Questa sera, è successo un fatto storico. Dopo questa sera, nulla sarà più come prima. 
&#8220;Raiperunanotte&#8221; riscrive le regole della comunicazione in Italia. La televisione non è più invincibile. Internet dimostra tutta la sua potenza dirompente. Questa sera, in Italia, la libertà di informazione ha trionfato, e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-1562 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="screen-capture-13" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/03/screen-capture-13.png" alt="screen-capture-13" width="245" height="151" />Scrivo questo post di getto, preso dall&#8217;entusiasmo, travolto da un&#8217;insolita adrenalina. Questa sera, è successo un fatto storico. Dopo questa sera, nulla sarà più come prima. <br />
<strong>&#8220;Raiperunanotte&#8221; riscrive le regole della comunicazione in Italia. La televisione non è più invincibile. </strong>Internet dimostra tutta la sua potenza dirompente. Questa sera, in Italia, <strong>l</strong><strong>a libertà di informazione ha trionfato</strong>, e questo è un fatto storico! <br />
La serata organizzata a Bologna, per dire no alla censura, è stata trasmessa in tutto il Paese attraverso canali alternativi: oltre 200 piazze, 60 radio, centinaia, migliaia di blog, siti, pagine facebook&#8230; 125mila accessi contemporanei in streaming, hanno reso <strong>questa iniziativa il più grande evento web della storia italiana</strong>. Ma i numeri, &#8230;i numeri lasciamoli ad altri, a noi non servono. </p>
<p>Questa sera si è respirata <strong>un&#8217;aria nuova, pura, pulita</strong>. Un&#8217;aria di rivoluzione, di cambiamento, di svolta.<br />
C&#8217;è stata <strong>un&#8217;energia fortissima</strong>, rara, che personalmente non ricordo di aver mai visto attraverso uno schermo, se non in alcuni storici discorsi di eroi del passato. <br />
Santoro, Travaglio, Floris, Lerner, Luttazzi, Monicelli, Benigni, Ruotolo e tutti gli altri, non sono stati i protagonisti della serata, ma i portavoce di milioni di persone. <strong>C&#8217;è un&#8217;Italia stufa</strong>, che non ne può più, che non accetta più certi divieti e limiti, certe ingiustizie e &#8220;prese per il culo&#8221;, certi compromessi e certe oscenità.<br />
<strong>Questa sera, questa Italia, ha finalmente alzato la testa!</strong><br />
Avanti tutta&#8230;</p>
<p><em>Odiare i mascalzoni è cosa nobile; significa onorare gli onesti</em>.<br />
 </p>
<p>Inizio di Raiperunanotte, discorso di Santoro<br />
<object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/gQogZy6v0M0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/gQogZy6v0M0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><strong>APPROFONDIMENTI</strong><br />
- <a href="http://www.ffwebmagazine.it/ffw/page.asp?VisImg=S&amp;Art=4846&amp;Cat=1&amp;I=../immagini/PERSONAGGI/santororai_int.jpg&amp;IdTipo=0&amp;TitoloBlocco=L'Analisi&amp;Codi_Cate_Arti=38" target="_blank">Che ci piaccia o no, ieri sera è morta la tv generalista</a> (Ffwebmagazine)<br />
- <a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/03/26/news/raiperunanotte_ascolti-2913804/" target="_blank">13% di share e boom di ascolti sul web</a> (La Repubblica)</p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.matteogracis.it%2Fraiperunanotte-e-gia-storia%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
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		<title>Big up Antonino Monteleone!</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 12:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1401" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="n23145247487_6708" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/02/n23145247487_6708.jpg" alt="n23145247487_6708" width="140" height="151" />Antonino Monteleone, 24 anni, giornalista scomodo e blogger irriverente. Si occupa di &#8216;ndrangheta, cronaca giudiziaria, politica ed attualità. E&#8217; nato e vive a Reggio Calabria. La scorsa notte <a href="http://www.strill.it/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=60532" target="_blank">la sua macchina è stata incendiata</a>, secondo le più classiche modalità mafiose. Bisogna difenderlo, supportarlo, sostenerlo, esprimergli la nostra solidarietà, la nostra gratitudine. E&#8217; un bene prezioso, in questo Paese allo sfascio! <strong>Lui si</strong> <strong>è un vero giornalista</strong>, tra i più coraggiosi e determinati che abbiamo in Italia.<br />
L&#8217;ho contattato alcuni anni fa, dopo che il suo blog era stato censurato e chiuso, proponendogli di scrivere anche per Dolce Vita: lui in questo contesto si definisce un &#8220;antiproibizionista non praticante&#8221; e ha la rubrica fissa &#8220;Radio Londra&#8221;, dove tratta temi di politica e attualità. E&#8217; un onore pubblicare i suoi articoli (<a href="http://www.dolcevitaonline.it/modules.php?name=News&amp;new_topic=24" target="_blank">QUI</a> potete leggerne alcuni). <br />
Come scrive Strill.it (altra realtà con la quale lui collabora), <em><strong>Monteleone a meno di 25 anni, ha dimostrato in questi anni il coraggio che tanti illustri colleghi a capo di prestigiose redazioni non hanno palesato in decenni di &#8220;onorata carriera&#8221;</strong></em>.<br />
Questo è <a href="http://www.antoninomonteleone.it" target="_blank">il suo blog</a>, questa <a href="http://www.facebook.com/pages/Antonino-Monteleone/23145247487?ref=mf" target="_blank">la sua pagina facebook</a>. <strong>Seguitelo</strong>!</p>
<p>Di seguito un suo intervento ad Anno Zero del 5 febbraio 2009<br />
<object width="480" height="385" data="http://www.youtube.com/v/8ftOcWxoJt0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/8ftOcWxoJt0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.matteogracis.it%2Fbig-up-antonino-monteleone%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
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		<title>ENjOINT.com, il mio &#8220;bambino difficile&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2009 12:15:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ho creato ENjOINT.com nell&#8217;ottobre del 2003, insieme al mio amico Smee (Luca). Annoiati dalla monotona vita universitaria di quei tempi e particolarmente appassionati al tema, abbiamo messo in piedi (inizialmente quasi per gioco) quello che ora è un vero e proprio portale di contro-informazione, antiproibizionismo e cultura della canapa. 
Considero questo sito, l&#8217;inizio di tutto, o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ho creato <a href="http://www.enjoint.com" target="_blank">ENjOINT.com</a> nell&#8217;ottobre del 2003, insieme al mio amico Smee (Luca). Annoiati dalla monotona vita universitaria di quei tempi e particolarmente appassionati al tema, abbiamo messo in piedi (inizialmente quasi per gioco) quello che ora è un vero e proprio <strong>portale di contro-informazione, antiproibizionismo e cultura della canapa</strong>. <br />
Considero questo sito, <strong>l&#8217;inizio di tutto</strong>, o meglio, della mia attività lavorativa e non solo: da questo sito sono partite molte iniziative e progetti che si stanno sviluppando nel tempo, e soprattutto è nata la rivista <a href="http://www.dolcevitaonline.it" target="_self">Dolce Vita</a>, che oggi occupa una gran parte della mia (dolce) vita e di cui sono editore. <strong>E&#8217; con questo sito che ho scoperto la passione per il giornalismo</strong>, per l&#8217;informazione vera, pura, non filtrata! <strong>E&#8217; con questo sito inoltre, che la mia avventura nel magico mondo del web ha avuto inizio</strong>. Infine, <strong>è con questo sito che sono cresciuto </strong>negli anni in cui si scoprono le droghe, le grandi feste, le notti folli, e forse se sono sopravvissuto a quegli &#8220;anni caldi&#8221;, prendendo coscienza di tante cose e maturando, lo devo anche a questo sito! Che io quindi, consideri ENjOINT <strong>il mio &#8220;</strong><em><strong>bambino difficile</strong></em><strong>&#8221; </strong>(il saggio Hofmann insegna), penso sia normale. </p>
<p>Dopo oltre 8 milioni di pagine viste e 5.000 utenti registrati, era arrivato il momento di dargli una bella sistemata, visto che negli ultimi anni lo avevo un po&#8217; trascurato a causa dei mille altri impegni che ho. Qualche giorno-settimana-mese di duro lavoro <strong>et voilà: ENjOINT is back!</strong> Più bello che mai =)    </p>
<p>Riporto di seguito parte del &#8220;<strong>manifesto ufficiale</strong>&#8221; del progetto ENjOINT, di cui oggi più che mai, ne vado particolarmente fiero e orgoglioso: </p>
<blockquote><p>ENjOINT è un progetto no-profit. E’ indipendente e libero da qualsiasi legame politico. <br />
ENjOINT non prende posizione riguardo l’uso di sostante stupefacenti (qualunque esse siano), ma si limita a fornire <strong>le giuste informazioni</strong> a riguardo, invitando tutti ad una responsabilità personale e ad un’eventuale sperimentazione consapevole. E’ invece contrario, all’abuso di qualsiasi sostanza. <br />
ENjOINT è sempre e comunque per la pace, per l’amore e per la legalizzazione (della cannabis). E’ contro il proibizionismo, le guerre, la violenza e le narcomafie.<br />
ENjOINT punta a valorizzare i molteplici utilizzi della canapa, soprattutto in ambito terapeutico e industriale.<br />
In un’epoca in cui l’informazione è sempre più intrattenimento e pubblicità , ENjOINT vuole dedicarsi ad <strong>approfondire ed esaminare a fondo determinati usi e costumi della società moderna</strong>. <br />
ENjOINT non intende e non vuole in alcun modo incentivare condotte vietate, tanto meno promuovere l’uso di droghe; bensì vuole informare, prevenire e invitare alla riflessione i suoi utenti.</p></blockquote>
<p><strong>Lunga vita a ENjOINT! <br />
</strong><br />
<img class="alignnone" title="enjoint" src="http://www.enjoint.info/wp-content/themes/arthemia-premium/images/logo/logo.gif" alt="" width="422" height="90" /></p>

<p class="FacebookLikeButton"><iframe src="http://www.facebook.com/plugins/like.php?href=http%3A%2F%2Fwww.matteogracis.it%2Fenjointcom-il-mio-bambino-difficile%2F&amp;layout=standard&amp;show_faces=true&amp;width=450&amp;action=like&amp;colorscheme=light&amp;locale=it_IT" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true" style="border:none; overflow:hidden; width:450px; height: 60px"></iframe></p>
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		<title>Libertà di stampa: l&#8217;Italia scende al 49° posto</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2009 11:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il nuovo rapporto annuale di Reporters sans frontieres, sulla libertà di stampa nel mondo, ci piazza al 49° posto, tra Hong-Kong e Romania, dietro a stati come l&#8217;Argentina (47°), la Bosnia Herzegovina (39°), il Sud Africa (33°) e  la Costa Rica (30°).
L&#8217;anno scorso l&#8217;Italia era al 44° posto, mentre nel 2007 era al 35°. Un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il nuovo <a href="http://www.rsf.org/en-classement1003-2009.html" target="_blank">rapporto annuale di Reporters sans frontieres</a>, sulla libertà di stampa nel mondo, ci piazza al <strong>49° posto</strong>, tra Hong-Kong e Romania, dietro a stati come l&#8217;Argentina (47°), la Bosnia Herzegovina (39°), il Sud Africa (33°) e  la Costa Rica (30°).<br />
L&#8217;anno scorso l&#8217;Italia era al 44° posto, mentre nel 2007 era al 35°. Un progressivo peggioramento quindi, di anno in anno, che dovrebbe farci riflettere e soprattutto, agire!</p>
<p>I dati più rilevanti del rapporto 2009 sono l&#8217;aumento della libertà di stampa negli Stati Uniti dopo l&#8217;insediamento di Barack Obama (dal 40° al 20° posto). In testa c&#8217;è la Danimarca, seguita da Finlandia e Irlanda. Fanalino di coda (su 175 nazioni monitorate) è l&#8217;Eritrea. Peggiora la situazione in Iran (73°) e resta preoccupante quella dell&#8217;Iraq e dell&#8217;Afghanistan.</p>
<p>Jean-François Julliard, presidente di Reporter senza frontiere, fa un&#8217;importante considerazione che riguarda anche noi:<br />
&#8220;L&#8217;Europa dovrebbe essere d&#8217;esempio sul fronte delle libertà pubbliche. Come possiamo denunciare le varie violazioni nel mondo se non siamo irreprensibili noi stessi in prima persona?!&#8221;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-932" title="screen-capture_500" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2009/10/screen-capture_500.png" alt="screen-capture_500" width="500" height="303" /></p>

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		<title>Come si informano gli italiani</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 14:43:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Riporto qui l&#8217;editoriale del n.816 di Internazionale, quella che considero la rivista più seria pubblicata in Italia. E&#8217; scritto dal direttore, Giovanni De Mauro. Leggendo i dati dell&#8217;articolo, si capisce a chi si affidano gli italiani per essere &#8220;informati&#8221; o meglio dire, disinformati! 
Un sondaggio Ipsos di qualche settimana fa confermava tre dati interessanti. Il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riporto qui l&#8217;editoriale del n.816 di <a href="http://www.internazionale.it/" target="_blank">Internazionale</a>, quella che considero la rivista più seria pubblicata in Italia. E&#8217; scritto dal direttore, Giovanni De Mauro. Leggendo i dati dell&#8217;articolo, si capisce a chi si affidano gli italiani per essere &#8220;informati&#8221; o meglio dire, disinformati! </p>
<p>Un sondaggio Ipsos di qualche settimana fa confermava tre dati interessanti. Il primo è che <strong>i</strong><strong>n Italia il 54 per cento delle persone si informa prevalentemente attraverso la televisione</strong> (il 25 per cento con i quotidiani, il 12 su internet e il 3 con la radio). <strong>Il secondo è che il 53 per cento degli italiani considera i mezzi d’informazione molto o abbastanza autorevoli</strong>, mentre il 41 pensa che non lo siano. <strong>Il terzo è che le persone convinte dell’autorevolezza dei mezzi d’informazione sono le stesse che guardano la tv</strong>, e appartengono ai ceti più popolari. L’aspetto preoccupante di tutto questo è che la spaccatura del paese sembra essere più profonda di una semplice divisione tra nord e sud, ricchi e poveri o destra e sinistra. È una frattura narrativa: <strong>gli italiani sono convinti di guardare tutti lo stesso film, ma i film sono due – uno raccontato dalla tv, l’altro dal resto dei mezzi d’informazione</strong> – e i personaggi e la storia sono molto diversi. Il rischio è che le due Italie non riescano più a parlare tra loro perché non condividono più la stessa realtà, e forse neanche le parole per definirla.</p>
<p>&gt; se ti è piaciuto questo articolo, leggi anche &#8220;<a href="http://www.matteogracis.it/?p=437" target="_self">L&#8217;informazione in Italia</a>&#8221;</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-910" title="screen-capture-3" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2009/10/screen-capture-3.png" alt="screen-capture-3" width="466" height="321" /></p>

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