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		<title>Oggi ho scoperto&#8230;</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Sep 2010 14:19:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Oggi ho scoperto che si può dipingere sull&#8217;acqua, che si può suonare una batteria anche se non esiste. Ho scoperto che c&#8217;è ancora un&#8217;Italia che reagisce e alza la testa. Ho scoperto che c&#8217;è ancora un&#8217;Italia da ricostruire. Oggi ho scoperto che negli Stati Uniti hanno iniziato ad installare sui bambini dei dispositivi di tracciamento per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-full wp-image-2242 alignleft" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="1264696374903primo_web" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/09/1264696374903primo_web.jpg" alt="" width="145" height="153" /></p>
<p>Oggi ho scoperto che si può <a href="http://www.youvideomovie.com/913/video/curiosi/larte-del-disegno-sullacqua-bellissimo.html" target="_blank">dipingere sull&#8217;acqua</a>, che si può suonare una batteria anche <a href="http://tv.repubblica.it/copertina/new-york-l-esibizione-alla-batteria-immaginaria/52384?video=&amp;ref=HRESS-9" target="_blank">se non esiste</a>. Ho scoperto che c&#8217;è ancora un&#8217;Italia che <a href="http://www.danielemartinelli.it/2010/08/30/contestazione-a-dellutri-a-como/" target="_blank">reagisce</a> e alza la testa. Ho scoperto che c&#8217;è ancora un&#8217;Italia da <a href="http://www.draquila-ilfilm.it/" target="_blank">ricostruire</a>. Oggi ho scoperto che negli Stati Uniti hanno iniziato ad installare sui bambini dei <a href="http://www.mentereale.com/articoli/in-california-gli-studenti-indosseranno-dei-dispositivi-di-tracciamento-rfid" target="_blank">dispositivi di tracciamento</a> per controllarli meglio e che il <a href="http://agrotv.altervista.org/entro-il-2100-il-livello-del-mare-sinnalzera-di-40-70-centimetri/" target="_blank">livello del mare si alzerà</a> di 50 cm entro la fine del secolo. Oggi ho scoperto che abbiamo una tennista <a href="http://www.youtube.com/watch?v=GlaC9lBqfeY" target="_blank">spettacolare</a> e che esiste un uomo che vive per fare <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Bb6K868RCVY" target="_blank">scherzi</a> alla gente. Oggi ho scoperto, che <a href="http://www.youtube.com/watch?v=jZf3DRaEsIs" target="_blank">il futuro è già stato</a>.</p>
<p>Oggi più che mai, ho sentito quella <strong><em>voglia di scoprire che cosa sta accadendo nel mondo</em></strong>, quella curiosità che mi spinge a fare, viaggiare, cercare, scrivere, condividere. Ed è giusto che io continui a farlo: l&#8217;ho scoperto grazie a un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=54EoLb2Eupg" target="_blank">grandissimo giornalista</a>.</p>
<p>Non tutto quello che ho scoperto oggi mi è piaciuto, però l&#8217;ho scoperto e penso sia questo l&#8217;importante. Grazie <strong>WorldWideWeb</strong>, senza il quale non potrei scoprire così tanto&#8230;</p>
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		<title>L&#8217;Alcol è droga! Non dimentichiamolo.</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 07:12:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il vino, la birra, le grappe, da sempre fanno parte della nostra cultura: con questa giustificazione, nelle nostre zone soprattutto, si inizia ad avvicinarsi all’Alcol già in età giovanissima (sempre prima) per poi crescere e vivere sempre a stretto contatto con questa sostanza. Le famiglie non ne fanno una tragedia se al rientro da una serata con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2231" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="o_bevi_o_guidi-281x300" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/09/o_bevi_o_guidi-281x300.jpg" alt="" width="225" height="240" />Il vino, la birra, le grappe, da sempre fanno parte della nostra cultura</strong>: con questa <strong>giustificazione</strong>, nelle nostre zone soprattutto, si inizia ad avvicinarsi all’Alcol già in età giovanissima (sempre prima) per poi crescere e vivere sempre a <strong>stretto contatto</strong> con questa sostanza. Le famiglie non ne fanno una tragedia se al rientro da una serata con gli amici i figli sono “allegri” o un po’ su di giri per aver bevuto qualche bicchiere di troppo. Le scuole evitano completamente il discorso e non esistono campagne di informazione o sensibilizzazione sul tema. <strong>La piazza in generale, è ormai abituata ed accetta senza problemi tutte le occasioni in cui l’abuso dell’Alcol si manifesta</strong>: di prima mattina con il bicchiere di bianco dell’anziano, a pranzo con il caffè corretto dell’operaio, di pomeriggio con la birra per “merenda” di qualche studente, prima di cena con l’aperitivo (che è sempre più pesante) e infine la sera con “chi più ne ha più ne metta”.</p>
<p><strong>L’Alcol viene così celebrato ovunque</strong>: nelle feste, nelle sagre, nelle serate in baita, nelle grigliate estive, addirittura nelle manifestazioni sportive (basti pensare ai tornei di calcio locali, tanto per fare un esempio), in qualsiasi occasione. Di ragazzi, che ormai senza Alcol non si divertono, in giro ce ne sono tantissimi e sempre di più. Di morti, causati dall’Alcol, in Italia ce ne sono 30mila all’anno e sempre di più. <strong>E’ una situazione gravissima</strong>, di cui pochi si rendono conto. Non si fa nulla (o comunque sempre troppo poco) per cambiare le cose. Il problema è di gran lunga <strong>sottovalutato</strong> e non c’è alcun segnale che faccia presagire un cambiamento.</p>
<p><strong> Le amministrazioni locali per prime dovrebbero fare qualcosa a riguardo</strong>, soprattutto per informare la popolazione sui danni e i rischi che una sostanza come l’Alcol può provocare. Creare <strong>disinformazione</strong>, affermando pubblicamente che “<em>l’Alcol non è un droga ma una semplice bevanda</em>” (come ha fatto di recente un nostro Sindaco cadorino) è pericolosissimo: oltre ad essere scientificamente sbagliato, è un <strong>messaggio devastante per i giovani</strong>, soprattutto ripeto, in una zona come la nostra dove il consumo e l’abuso di questa sostanza è già molto diffuso. Il fatto che l’Alcol sia legale non significa che sia meno dannoso di sostanze illegali o che per questo si possa sottovalutarne gli effetti.</p>
<p>Personalmente <strong>ritengo sia inutile e sbagliato proibire</strong> o criminalizzare: bisogna piuttosto <strong>informare</strong>, <strong>diffondere consapevolezza</strong> su questi temi ed invitare tutti ad una maggiore <strong>responsabilità</strong> personale. A tal proposito ho voluto scrivere questo articolo in cui riporto di seguito alcuni dati e informazioni importanti sull’Alcol.</p>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) <strong>classifica l’alcol fra le droghe</strong>; è una droga giuridicamente legale ma è una sostanza molto tossica per la cellula epatica, <strong>più di molte droghe illegali</strong>, ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute. Come tutte le droghe anche l’alcol ha un potere <strong>psicoattivo</strong> (è in grado cioè di modificare il funzionamento del cervello), la sua assunzione protratta nel tempo induce <strong>assuefazione </strong>(per ottenere lo stesso effetto bisogna aumentare la dose), può nel tempo instaurarsi un legame specifico che condiziona negativamente lo stile di vita della persona che ne fa uso, mettendone <strong>a rischio la salute fisica, psichica, familiare e sociale</strong>.<br />
Secondo l’OMS l’Europa è la Regione dove si beve più alcol al mondo. Il consumo d’alcol per abitante è il doppio rispetto alla media mondiale. L’alcol è il terzo fattore di rischio per i decessi e per le invalidità in Europa, e <strong>il principale fattore di rischio per i giovani</strong>.</p>
<p>Uno studio del 2007 condotto dal professor David Nutt dell’Università di Bristol e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica <strong>The Lancet</strong> classifica l’<strong>Alcol al 5° posto tra le droghe più pericolose e dannose</strong> (al 1° c’è l’Eroina, al 9° il Tabacco, all’11° la Cannabis, al 16° gli Steroidi, ecc). Il risultato è frutto di un nuovo sistema di classificazione che tiene conto oltre che della <strong>pericolosità della sostanza</strong> per l’individuo, anche della <strong>dipendenza</strong> che la sostanza genera e della <strong>pericolosità sociale</strong> di chi la assume. Si tratta in realtà più che di uno studio sulle sostanze in sé, di un’inchiesta tra intervistati qualificati: <strong>psichiatri specializzati</strong> in dipendenza da sostanze e <strong>ufficiali giudiziari</strong> o di polizia con <strong>comprovata preparazione scientifica</strong>.</p>
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		<title>Video della settimana</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Sep 2010 06:55:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<title>Chart Agosto 2010</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 18:29:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La chart è una sorta di classifica, una lista di canzoni. Di solito è utilizzata dai dj per segnalare le canzoni più suonate, più passate. In questo caso, la mia chart riassume i pezzi che ho ascoltato di più nel mese passato, e non per forza si tratta di canzoni nuove. Se vi mancano spunti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La chart è una sorta di <strong>classifica</strong>, una lista di canzoni. Di solito è utilizzata dai dj per segnalare le canzoni più suonate, più passate. In questo caso, la mia chart riassume i pezzi che ho ascoltato di più nel mese passato, e non per forza si tratta di canzoni nuove. Se vi mancano spunti e il vostro iPod non lo aggiornate da un po’… eccovi qualche <strong>input</strong>:</p>
<p>1. Mentre dormi (Max Gazzè)<br />
2. Truth (Chiddy Bang)<br />
3. You spin me right round (Marylin Manson)<br />
4. Never forget you (Noisettes)<br />
5. Zamina o Waka Waka (Zaman)<br />
6. A mani nude (Raige feat Ensi e Rayden)<br />
7. Valerie RMX (Mark Ronson feat Amy Winehouse)<br />
8. Quelli come me (Dj Enzo e J.Ax)<br />
9. Dirty cartoons (Menomena)<br />
10. La rage (Keny Arkana)</p>
<p><img class="alignnone" title="mic" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2009/10/microfono_500.jpg" alt="" width="500" height="375" /></p>
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		<title>Facebook fa marcia indietro e riattiva il mio account</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Sep 2010 12:29:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Della disattivazione del mio account ne hanno parlato diversi siti e blog ma soprattutto ne ho discusso a colpi di email con il team di Facebook. Sapevo di non aver infranto le regole del social network, per tanto pretendevo una spiegazione per l&#8217;esclusione. Per una serie di coincidenze ero convinto (e in parte lo sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Della <a href="http://www.matteogracis.it/facebook-censura-e-proibizionismo/" target="_self">disattivazione del mio account</a> ne hanno parlato diversi siti e blog ma soprattutto ne ho discusso a colpi di email con il team di Facebook. Sapevo di non aver infranto le regole del social network, per tanto pretendevo una spiegazione per l&#8217;esclusione. Per una serie di coincidenze ero convinto (e in parte lo sono ancora) che questa censura fosse collegata al mio coinvolgimento in discussioni e articoli riguardanti il tema <strong>cannabis e antiproibizionismo</strong>, di cui mi occupo da anni per lavoro. Ma, dal momento che le disattivazioni degli account hanno origine dalle <strong>segnalazioni di altri utenti</strong>, non escludo che qualche persona a cui sto poco simpatico (e ce ne sono parecchie, si sa) abbia ben pensato di segnalare alcune mie azioni come <strong>diffamatorie</strong>, anche se non lo erano. <strong>Coincidenza vuole</strong> che proprio una di queste persone, di cui avevo parlato in un mio articolo recente, poche ore dopo la disattivazione del mio account non abbia resistito aggiornando il suo così: &#8220;<em>Chi diffama poi ne paga le conseguenze</em>&#8220;.<br />
<strong>Il limite tra diffamare e rendere pubbliche o condividere determinate informazioni, dovrebbe essere ben delineato</strong>, ma probabilmente per alcuni non lo è (specie per quelli tirati in causa) e il team di Facebook, con l&#8217;enorme numero di utenti che si ritrova, è possibile che non riesca ad approfondire sufficientemente queste segnalazioni &#8220;<strong>disabilitando un account per sbaglio</strong>&#8220;.</p>
<p>Fa strano che si sia passati da &#8220;<strong>I</strong><em><strong>l tuo account è stato disabilitato in modo permanente. Ti informiamo che non lo riattiveremo per nessun motivo. Questa decisione è insindacabile</strong></em>.&#8221; a &#8221;<em>In seguito a un&#8217;analisi più approfondita, <strong>sembra che il tuo account sia stato disabilitato per sbaglio</strong><strong>. Ci scusiamo sinceramente per l&#8217;inconveniente che hai riscontrato. Il tuo account è stato riattivato</strong> e ora puoi accedervi normalmente.</em>&#8221;<br />
Certo, ho fatto tutte le pressioni che potevo fare, ho divulgato la notizia della censura, ho minacciato di azioni legali, ma non è possibile che effettuare &#8220;un&#8217;analisi più approfondita&#8221; richieda tutto questo.</p>
<p>Al mio account sono collegate pagine di lavoro, di portali che collaborano con amministrazioni comunali, di riviste registrate in tribunale, di gruppi che coinvolgono migliaia di persone, quindi<strong> l&#8217;attenzione di chi amministra uno strumento così potente come Facebook, dovrebbe essere maggiore</strong>. Ma attenzione, anche se fosse un account di un semplice utente qualsiasi, bisognerebbe fare le giuste verifiche prima di disattivarlo: è sempre una questione di <strong>diritti degli utenti e di libertà di comunicazione</strong>. Motivo per cui, nonostante la riattivazione del mio account, <strong>continuerò a battermi per questa causa</strong>.</p>
<p>Nell&#8217;articolo di alcuni giorni fa in cui denunciavo la censura subita, concludevo ironicamente dicendo che avrei preso la cancellazione del mio account con filosofia, come se fosse una piccola nota di merito nella mia carriera giornalistica da raccontare ai nipotini: “<strong>…quella volta, sono stato censurato da Facebook</strong>”.<br />
A questo punto, con piacere, potrò aggiungere &#8220;<strong>Ma poi si sono scusati e mi hanno ridato il mio account!</strong>&#8221; =)</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2222" title="facebook-strategia-aziendale" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/09/facebook-strategia-aziendale.jpg" alt="" width="510" height="339" /></p>
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		<title>Himalayan Experience 2010</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 07:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Questo era un progetto che avevo in cantiere da diversi anni, un altro piccolo grande sogno che ora finalmente si realizza. Himalayan Experience 2010 è la nuova avventura che racconterà del trekking in Nepal, al campo base (che si trova a 4.250 mt) dell’Annapurna, detto anche Santuario, ai piedi del colosso Himalayano: uno degli anfiteatri di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo era un progetto che avevo in cantiere da diversi anni, un altro piccolo grande sogno che ora finalmente si realizza. <strong>Himalayan Experience 2010</strong> è la nuova avventura che racconterà del <strong>trekking in Nepal</strong>, al campo base (che si trova a 4.250 mt) dell’Annapurna, detto anche Santuario, ai piedi del colosso Himalayano: <strong>uno degli anfiteatri di montagne più mozzafiato, affascinante e grandioso del mondo.<br />
<span style="font-weight: normal;">Il progetto comprende una prima serie di post e articoli riguardanti l&#8217;organizzazione del viaggio che diventeranno quindi una preziosa guida pratica per tutti quelli che in futuro vorranno fare un viaggio simile. La seconda serie invece sarà un resoconto, una sorta di racconto e diario di viaggio. Verrà poi organizzata una mostra fotografica al nostro rientro.<br />
Faremo questo trekking in 4, partenza il 3 e rientro il 20 ottobre 2010. Tutti gli altri dettagli sul blog dedicato a questa nuova avventura.</span></strong></p>
<h3><strong><span style="font-weight: normal;">Seguiteci su <a href="http://himalayanexperience.wordpress.com/" target="_blank"><strong>www.himalayanexperience.wordpress.com</strong></a></span></strong></h3>
<p><img class="alignnone" title="himalayan_experience_2010" src="http://himalayanexperience.files.wordpress.com/2010/07/himalayan_experience_a5.png" alt="" width="426" height="616" /></p>
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		<title>Intervista su CaffeNews.it</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Aug 2010 09:12:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il magazine online CaffeNews.it pubblica oggi una mia intervista riguardante la censura di Facebook e la cancellazione del mio account. QUI l&#8217;articolo completo.
Approfitto inoltre di questo post per ringraziare i tanti blog e segnalare i siti che hanno riportato la notizia:
Fuoriluogo &#124; Agoravox &#124; Enjoint &#124; InformareXresistere &#124; Aduc &#124; NewNotizie

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il magazine online CaffeNews.it pubblica oggi una mia intervista riguardante la censura di Facebook e la cancellazione del mio account. <a href="http://www.caffenews.it/?p=10590" target="_blank"><strong>QUI</strong></a> l&#8217;articolo completo.</p>
<p>Approfitto inoltre di questo post per ringraziare i tanti blog e segnalare i siti che hanno riportato la notizia:<br />
<a href="http://www.fuoriluogo.it/blog/2010/08/27/facebook-e-la-crociata-anti-cannabis/" target="_blank">Fuoriluogo</a> | <a href="http://www.agoravox.it/Facebook-censura-e-proibizionismo.html" target="_blank">Agoravox</a> | <a href="http://www.enjoint.info/?p=2588" target="_blank">Enjoint</a> | <a href="http://informarexresistere.fr/facebook-censura-e-proibizionismo.html" target="_blank">InformareXresistere</a> | <a href="http://droghe.aduc.it/articolo/follia+censoria+facebook+cancellato+mio+account_18056.php" target="_blank">Aduc</a> | <a href="http://www.newnotizie.it/2010/08/31/facebook-censura-e-proibizionismo/" target="_blank">NewNotizie</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2193" style="border: 1px solid black;" title="screen-capture" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/08/screen-capture3.png" alt="" width="465" height="296" /></p>
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		<title>Kiva: il potere dei microprestiti</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Aug 2010 09:19:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Microcredito significa aiutare i poveri attraverso l&#8217;offerta di prestiti, risparmi e altri servizi finanziari di base.
Il microcredito rende i lavoratori poveri in grado di avviare e far crescere piccole attività imprenditoriali. Queste attività possono generare una fonte di guadagno che rende possible per i poveri migliorare le proprie condizioni di vita, fornire educazione ai propri [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Microcredito</strong> significa aiutare i poveri attraverso l&#8217;offerta di prestiti, risparmi e altri servizi finanziari di base.<br />
Il microcredito rende i lavoratori poveri in grado di avviare e far crescere piccole attività imprenditoriali. Queste attività possono generare una fonte di guadagno che rende possible per i poveri <strong>migliorare le proprie condizioni di vita</strong>, fornire educazione ai propri figli e costuire le basi per un futuro migliore per se stessi e per le loro famiglie.<br />
<strong>Muhammad Yunus</strong> (economista bengalese) è l&#8217;ideatore del microcredito, nonché fondatore della Grameen Bank: attraverso questo strumento, in 30 anni, ha cambiato la vita di 150 milioni di persone! Per i suoi sforzi in questo campo ha vinto il premio Nobel per la pace 2006.</p>
<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-2176" style="margin-left: 3px; margin-right: 3px;" title="kiva logo" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/08/screen-capture-1.png" alt="" width="149" height="82" />Kiva</strong> è un’organizzazione no-profit che sta rivoluzionando la lotta contro la povertà globale. Attraverso Kiva ed il suo sito <a href="http://www.kiva.org/" target="_blank">www.kiva.org</a> <strong>ciascuno di noi può erogare direttamente dei prestiti a piccoli imprenditori dei paesi in via di sviluppo</strong>. Il prestito minimo che possiamo fare a ciascun imprenditore ammonta a soli 25 dollari, pari a circa <strong>18 euro</strong>,  e tale somma, seppur esigua, rappresenta <strong>un importante contributo</strong> all’afflusso di piccoli capitali ai paesi in via di sviluppo, dove la maggior parte delle persone povere è un piccolo “imprenditore di se stesso”.<br />
Grazie ai nostri prestiti, infatti, queste persone possono acquistare <strong>beni necessari a svolgere in indipendenza il proprio lavoro</strong>, come ad esempio una macchina per il cucito oppure del bestiame, e così diventare indipendenti ed in grado di costruirsi da soli, col proprio lavoro, la strada che porta ad uscire dalla povertà.</p>
<p><strong>Io l&#8217;ho fatto</strong>: alcuni mesi fa ho imprestato 75 dollari a 3 attività in Africa. Volevo vedere personalmente se questo sistema funzionava. Ad oggi circa il 70% mi è stato restituito e a breve riceverò il restante. Dopodiché rimetterò a disposizione i miei 75 dollari, imprestandoli a chi ne avrà bisogno (e molto probabilmente incrementerò la cifra).<br />
<strong>Fatelo anche voi!</strong> e raccontate di Kiva ai vostri amici e conoscenti. Il sito di Kiva è in inglese ma è molto facile da utilizzare. Vi segnalo inoltre il sito italiano degli amici di Kiva, <a href="http://www.vivakiva.org/" target="_blank">vivakiva.org</a>, ben fatto e completo. Infine, se volete approfondire il discorso, questo è un <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cAZ_ppt8QxQ" target="_blank">video</a> che mostra bene come funziona il micro credito, con testimonianze sul posto.</p>
<p><strong>Qualche numero</strong>: 476.000 utenti hanno erogato prestiti attraverso Kiva. Le nazioni in cui Kiva opera sono 201. Kiva lavora con 119 istituzioni di micro credito in tutto il mondo. Ogni 31 secondi viene erogato un prestito attraverso Kiva. 22 ore è il tempo medio per raccogliere i fondi necessari a realizzare un progetto su Kiva. Il 98,85% dei prestiti viene restituito. Dal novembre 2009 Kiva ha raccolto e distribuito oltre 155 milioni di dollari.</p>
<p><em>Un giorno i nostri nipoti andranno nei musei per vedere cosa fosse la povertà.</em> (Muhammad Yunus)</p>
<div id="attachment_2177" class="wp-caption alignnone" style="width: 511px"><img class="size-full wp-image-2177" title="kiva loans" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/08/screen-capture2.png" alt="" width="501" height="232" /><p class="wp-caption-text">i miei primi 3 micro prestiti su Kiva.org</p></div>
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		<title>Video della settimana</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Aug 2010 10:15:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="500" height="300"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/tp7EGrpYI-A?fs=1&amp;hl=it_IT"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/tp7EGrpYI-A?fs=1&amp;hl=it_IT" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="500" height="300"></embed></object></p>
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		<title>Facebook: censura e proibizionismo</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 11:50:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Hi-Tech e Web]]></category>
		<category><![CDATA[Informazione]]></category>
		<category><![CDATA[account]]></category>
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		<category><![CDATA[Dolce Vita]]></category>
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		<category><![CDATA[Vittorio Zambardino]]></category>

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		<description><![CDATA[2 giorni fa Facebook ha disattivato e chiuso il mio account. Senza alcun avviso. Senza alcuna spiegazione specifica. Utilizzavo Facebook per tenermi in contatto e comunicare con amici, conoscenti e lettori.
Ho contattato il social network e la risposta (probabilmente automatica) è stata che non possono fornirmi informazioni a riguardo per &#8220;motivi tecnici e di sicurezza&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>2 giorni fa <strong>Facebook ha disattivato e chiuso il mio account</strong>. Senza alcun avviso. Senza alcuna spiegazione specifica. Utilizzavo Facebook per tenermi in contatto e comunicare con amici, conoscenti e lettori.</p>
<p>Ho contattato il social network e la risposta (probabilmente automatica) è stata che non possono fornirmi informazioni a riguardo per &#8220;motivi tecnici e di sicurezza&#8221;, infine che la &#8220;decisione è insindacabile&#8221;.<br />
A un’ulteriore email in cui chiedevo chiarimenti la risposta è stata: “<strong>Ti informiamo che non lo riattiveremo per nessun motivo, né ti forniremo ulteriori spiegazioni sulla violazione di cui sei responsabile o sul sistema che usiamo</strong>.”</p>
<p>Ho perso così centinaia di messaggi, note, foto e materiale vario. Fortunatamente ho sempre riportato il tutto anche sul mio blog personale, ma le discussioni, i dibatti, gli aggiornamenti di stato e soprattutto <strong>i contatti (oltre 1.100) sono spariti</strong>.<br />
Conoscevo già bene la Dichiarazione dei diritti e delle responsabilità di Facebook, dal momento che mi occupo anche per lavoro di comunicazione sul web, ma dopo questo episodio sono andato a rileggermi per intero il regolamento e <strong>posso affermare con certezza di non aver violato in alcun modo le regole da loro imposte</strong>.</p>
<p>Ma penso di sapere il motivo per cui sono stato cacciato da Facebook: <strong>la cannabis!</strong><br />
Una delle mie principali pubblicazioni infatti è dedicata agli stili di vita alternativi e alla cultura della canapa, a 360 gradi quindi dagli utilizzi ricreativi a quelli terapeutici, dalla coltivazione al lato industriale e tessile. La rivista (il cui nome è <a href="http://www.dolcevitaonline.it" target="_blank">Dolce Vita</a>, direttore responsabile Fabrizio Rondolino), è regolarmente registrata in un tribunale italiano da diversi anni, scrupolosamente seguita da un legale competente e distribuita nelle edicole delle principali città. <strong>Non prende posizione riguardo l&#8217;uso di sostante stupefacenti</strong> (qualunque esse siano), <strong>ma si limita a fornire le giuste informazioni a riguardo</strong>, invitando tutti ad una responsabilità personale e ad un&#8217;eventuale sperimentazione consapevole.</p>
<p>Su Facebook avevo aperto personalmente la pagina ufficiale della rivista e spesso sono intervenuto in dibattiti e discussioni riguardanti l’argomento. Considerando inoltre che <strong>Facebook ha appena censurato la campagna referendaria per la legalizzazione della cannabis in California</strong>, <a href="http://aduc.it/comunicato/internet+facebook+censura+campagna+referendaria_18052.php" target="_blank">notizia di ieri</a>, non resta che tirare le somme.<br />
A tal proposito riporto una dichiarazione di Pietro Yates Moretti, vicepresidente dell’Aduc (associazione per i diritti degli utenti e consumatori) che fa notare come “<em>un intervento cosi&#8217; pesante su un dibattito politico ha </em><strong><em>conseguenze sulla sfera pubblica e sui meccanismi della</em></strong><em> </em><strong><em>democrazia</em></strong>” e ci invita giustamente a riflettere sulla “<strong><em>pericolosità del monopolio di qualunque mezzo di comunicazione</em></strong>”.</p>
<p>Personalmente sto prendendo in considerazione l&#8217;ipotesi di avviare una procedura legale, come ha già fatto un anno fa <a href="http://zambardino.blogautore.repubblica.it/2009/05/04/oggi-denuncio-facebook/" target="_blank">Vittorio Zambardino</a>, (giornalista de La Repubblica a cui Facebook aveva riservato un trattamento simile al mio ma per altri motivi), che cito testualmente: “<em>Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di <strong>una battaglia non personale ma di diritto</strong>. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.<br />
Qui il problema che abbiamo di fronte è quello dei diritti degli utenti di Facebook e delle regole della piattaforma, che non possono andare contro i principi che regolano lo stato italiano, oltre ad essere contrari ad ogni buon senso</em>.”</p>
<p>Infine prendo questa cancellazione con filosofia, come se fosse un titolo, una piccola nota di merito nella mia carriera giornalistica da raccontare ai nipotini: &#8220;&#8230;quella volta, sono stato censurato da Facebook&#8221; =)<br />
Certo, se avessi usato il mio account per giocare a Farmville o condividere frasi stupide, non avrei avuto nessun problema. <strong>Ma io faccio altro, ne vado fiero e per questo continuerò a farlo</strong>. Sul mio blog, sui forum, sui siti e si&#8230; anche su Facebook!</p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">&gt; AGGIORNAMENTO DEL 2 SETTEMBRE 2010:</span></strong> <a href="http://www.matteogracis.it/facebook-fa-marcia-indietro-e-riattiva-il-mio-account/" target="_self">Facebook fa marcia indietro e riattiva il mio account</a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-2160" title="facebook censura" src="http://www.matteogracis.it/wp-content/uploads/2010/08/17467_294327990336_76372150336_4382546_7062178_n.jpg" alt="" width="405" height="244" /></p>
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