Category Archives: Usa & Canada on the road 2008

The End

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A montaggio finito riguardo il filmato del nostro viaggio e mi brillano gli occhi…

Se mi concentro un attimo posso ancora sentire il rumore delle auto in Times Square; le gocce d’acqua sulla pelle alle Cascate del Niagara; vedo gli alberi rossi delle foreste canadesi e il tramonto riflesso su quel lago in Ontario; sento il gusto amaro degli shot di tequila al Coyote Ugly, a Chicago; il vento in faccia sulla Route 66; posso ancora toccare il sangue di Ric sui miei jeans, percepire la tensione di quella notte a Oklahoma City, la rabbia e la determinazione dei giorni successivi, la solidarietà, l’umanità, la forza; e vedo di nuovo gli indiani che cavalcano nel deserto dell’Arizona, rivivo quella fantastica allucinazione; mi manca il fiato, un’altra volta, sul Gran Canyon; e sorrido oggi come allora, sulla spiaggia di Santa Monica, a Los Angeles, guardando il sole tra le palme della California e ringraziando non so chi, non so cosa, per tutto ciò che ho avuto la possibilità di sentire, ascoltare, vedere, …vivere, in questa avventura irripetibile.

Prima di partire sapevamo che sarebbe stato un grande viaggio, ma non fino a questo punto: le foto e gli articoli del blog aiutano a ricordare, a trasmettere parte di ciò che abbiamo vissuto, a condividerlo… ma ciò che ci ha lasciato dentro è un qualcosa di immenso, di indescrivibile, ed è personale, intimo.
Non è stato un semplice viaggio, una vacanza, un’esperienza… ripensando a quei 40 giorni ho come l’impressione di aver vissuto una “piccola vita” all’interno della mia vita. Un’esistenza quasi separata, distinta e indipendente da tutto il resto, tanto grande che è stata.

A questo punto, ulteriori considerazioni sugli Stati Uniti mi sembrano superflue: auguro a loro (e quindi al resto del mondo) di trovare presto le soluzioni necessarie a risolvere le attuali e future crisi economiche e sociali che invadono il Pianeta. Perché se molte cose di quelle che abbiamo visto funzionano e sono eticamente giuste, molte altre no.

Vorrei infine sottolineare l’importanza del viaggiare, aldilà di questa nostra avventura. Se ne potrebbe parlare e scrivere per ore, ma preferisco lasciarvi con una citazione: 
“Inizialmente viaggiamo per perderci, poi viaggiamo per ritrovarci. Viaggiamo per aprire il nostro cuore e i nostri occhi e conoscere del mondo più di quello che riesce a stare nei giornali (…) In sostanza, viaggiamo per ritornare a essere dei giovani pazzi, per rallentare il tempo, farci ingannare e innamorarci di nuovo.” (Pico Iyer)

Buon viaggio a tutti! Peace.  

Matteo

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(¯`·.¸¸.·´¯`·.¸¸.-.¸¸.·´¯`·.¸¸.·´¯)

I numeri del viaggio: 
15 città
17 stati
42 giorni
9.464 km percorsi
1.442 foto scattate
40 articoli blog
552 commenti
23 registrazioni radio
9 dirette radio
22 articoli giornale
554 presenze su motori di ricerca
394 media visite uniche giornaliere
811 visite uniche record giornaliere (il 20.10.08)
16.543 visite totali (fino al 3.11.08)

La colonna sonora del viaggio:
Last night – Puff Daddy
Sailing to Philadelphia - Mark Knopfler
The eye of tiger - Survivor
No Matter What - T.I.
Attack - 30 seconds to Mars
I’ll be missing changes - Puff Daddy vs Tupac
Oh boy - Buddy Holly
Layla - Eric Clapton
Apologize - Timbaland feat. One Republic
Rise – Eddie Vedder
Di vizi di forma e virtù – Dargen D’Amico
Brothers in arms - Mark Knopler
Fast car - Tracy Chapman
Push & Pull - Nikka Costa
Summer of ‘69 - Bryan Adams
Homecoming - Kanye West feat. Chris Martin
On the road again - Sheryl Crow & Willie Nelson
Silence - Delerium feat. Sarah McLachlan
Kansas City Shuffle - J. Ralph
Mack the Knife - Louis Armstrong
Ly O Lay Ale Loya - Sacred Spirits
Blowin’ in the wind - Bob Dylan
Hey ma - Cam Ron
Hate it or Love it - The Game feat. 50 Cent
To live and die in L.A. - Tupac
California dreamin – The Mamas and The Papas

La canzone del viaggio: Whatever you like – T.I.

La foto del viaggio:

Monument Valley on the mirror

Monument Valley on the mirror

Thanks: le nostre famiglie, il nostro sponsor (X-ide eyewear), i nostri media partner (Dolce Vita magazine e Radio Club 103), Marco Antinarella e il Corriere delle Alpi, Alessandro Bove, Alice Guy, la dott.ssa Robin e tutto lo staff del St. Anthony Hospital di Oklahoma City, Giuseppe Clemente, Marmarole Viaggi, Mondial Assistance, tutte le persone che ci hanno letto e seguito (soprattutto chi ha commentato), Tobia (la “presenza”) e i Kadore Bad Boys.

San Francisco days

Che bella città San Francisco! Non avremmo potuto concludere il nostro viaggio in un posto migliore. Peccato solo per il brutto tempo: su 3 giorni passati qui, non siamo riusciti a vedere la città col cielo azzurro. Motivo in più per tornarci! 
Abbiamo lasciato Los Angeles il 30 ottobre pomeriggio, 600 km tutti di un fiato ed eccoci in quella che fu la capitale degli hippy e uno dei “focolai” della beat generation.

il

il Golden Gate Bridge

“La città è famosa soprattutto per la sua vocazione cosmopolita e tollerante, per la sua vivacità culturale e l’eclettismo architettonico” (da Wikipedia). 
Basta una mezza giornata per le vie di San Francisco per rendersi conto di essere in una città particolare, diversa, unica… sia per come è costruita (con continue salite e discese su strade ripidissime) che per la gente che ci vive (è facile incontrare personaggi a dir poco alternativi).

un tratto di Lombard St.

un tratto di Lombard St., la strada "più inclinata del mondo"

il centro di San Francisco visto dalle Twin Peaks

il Financial District visto dalle Twin Peaks

Il primo giorno l’abbiamo dedicato alla visita dei quartieri più famosi della città, da North Beach, detta anche Little Italy, con alcuni locali storici come il Vesuvio, uno dei bar più amati dai protagonisti della Beat Generation…

il Vesuvio

il Vesuvio

…a l’Haight Ashbury, che durante gli anni ‘60 fu il centro del mondo degli hippy, mecca della cultura alternativa e bohémien.

Sir al Twin Peak park

Sir al Twin Peak park

Serata del 31 (Halloween) passata nel quartiere Castro… e le foto del post precedente raccontano tutto (o quasi) :)

Pioggia e vento ci hanno accolto il 1° novembre ma senza scoraggiarci siamo partiti alla scoperta di Alcatraz, la prigione più famosa al mondo…

l isola di Alcatraz sullo sfondo

l'isola di Alcatraz sullo sfondo

…battello preso da Pier 33, sulla via The Embarcadero e dopo mezz’ora di navigazione eccoci sull’isola.

alcuni dei detenuti pi

alcuni dei detenuti più famosi passati per Alcatraz

Passeggiare per i corridoi del carcere sapendo che lì hanno vissuto parte della loro vita tra i criminali peggiori al mondo (tra cui Al Capone, Robert Stroud detto “the Birdman”, Alvin Karpavicz, George Kelly detto “Machine gun”), è una sensazione strana: sembra quasi di sentire ancora le loro voci, i loro respiri. 

Tinto in una cella di Alcatraz

Tinto in una cella di Alcatraz

All’arrivo, lo staff fornisce ad ogni visitatore un walkman con una registrazione dettagliata (anche in italiano) che guida le persone attraverso un tour completo nella prigione. 

Sir in una cella d isolamento

Sir in una cella d'isolamento

Informazioni, curiosità e storie del penitenziario, vengono raccontate tramite le cuffie e mostrati dal vivo all’interno delle varie sale (celle, visitors center, mensa, sale delle guardi, cortile, ecc). 

il corridoio centrale di Alcatraz

il corridoio centrale di Alcatraz, foto storica

Particolarmente avvincente il racconto dell’evasione più famosa di Alcatraz ovvero quella di Frank Morris, John Anglin e Clarence Anglin che nel 1962 riuscirono ad uscire dalle loro celle, attraverso l’impianto di ventilazione (lasciando dei manichini da loro costruiti sulle brande per cercare di camuffare il più a lungo possibile la fuga) e ad arrivare, servendosi di gommoni fatti di impermeabili, fino alla costa, dove fecero perdere definitivamente le loro tracce. A questo episodio è ispirato il film Fuga da Alcatraz, con Clint Eastwood.

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una delle celle dei fuggitivi, con il buco nell'impianto di ventilazione

Finita la visita ad Alcatraz (durata qualche ora), siamo tornati alla nostra auto, dove abbiamo trovato una brutta sorpresa: finestrino posteriore rotto e una valigia di Tinto rubata (valigia che conteneva regali e souvenir vari). 
Avevamo lasciato la macchina in un parcheggio con il parchimetro, in una zona turistica che sembrava assolutamente tranquilla. Le valigie non erano visibili dall’esterno, essendo nel bagagliaio, ma probabilmente gli adesivi sull’auto hanno attirato l’attenzione di qualche mal intenzionato, che pensava di trovare chissà cosa. 
Immediata denuncia alla polizia e ritrovamento della valigia (da cui però mancavano alcune paia di scarpe nuove e abbigliamento vario). E così, anche “l’esperienza furto” è stata fatta (avremo preferito evitarla naturalmente). 

Ultima serata negli States (con ottima cena di pesce) al Pier 39, nel quartiere Fishierman’s Wharf. 

Domani, alle 14.30, abbiamo il volo di ritorno per l’Italia. Faremo scalo a Francoforte e arriveremo a Venezia alle 17.00 di lunedì 3 novembre. Ric è già a casa da alcuni giorni, sta bene!  
E così, terminerà il viaggio USA & CANADA on the road 2008: una delle più grandi avventure della nostra vita!

Ora abbiamo bisogno di alcuni giorni (o settimane?) per metabolizzare, riordinare i ricordi e le mille esperienze vissute. Però siamo contenti, più che soddisfatti e soprattutto “pieni”: questo viaggio ci ha dato tantissimo nonostante alcuni problemi ed “esperienze negative” (che comunque bisogna accettare e fanno parte di un viaggio, o meglio, della vita stessa). Speriamo di essere riusciti a comunicarvi almeno una piccola parte di tutto ciò che abbiamo vissuto.

A breve pubblicheremo un post con tutti i numeri del coast to coast e alcune considerazioni finali. Quindi aspettate a salutarci, non è ancora finita! :)
Il racconto del viaggio sarà pubblicato a puntate sulla rivista bimestrale Dolce Vita, a partire da Gennaio 2009. Collegatevi al blog anche per avere eventuali info su progetti e viaggi futuri.

The trip goes on! Bless.  

underground x-ide style

underground x-ide style

Halloween in San Francisco

Una sola parola: whuau! :)

Los Angeles

Palme, sole, ragazze in bikini, spiagge infinite e l’oceano davanti a noi… siamo in California amici! Nella seconda città più grande d’America, L.A., the City of Angels.

grattacieli di L.A.

grattacieli di L.A.

Qui si trova la mecca del cinema, Hollywood e altri quartieri ultra famosi, palcoscenici di film e serie televisive viste in tutto il mondo. 

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

La famosa scritta sulle colline di Hollywood

Dopo un breve giro in centro e un po’ di sano shopping, abbiamo fatto visita agli Universal Studios, una specie di micro-città interamente dedicata al mondo del cinema.   

Tinto agli Universal Studio

Tinto agli Universal Studio

Avendo solo poche ore a disposizione e ritenendo esagerato il prezzo del biglietto d’ingresso alle attrazioni principali (65 $), ci siamo limitati alla parte “esterna” del parco, piena di negozi tematici e piccole curiosità. 

negozi e locali agli Universal Studios

negozi e locali agli Universal Studios

scorcio degli Studios

scorcio degli Studios

L’appuntamento principale della nostra prima giornata a Los Angeles era un altro infatti: la partita di basket dei Lakers, una delle più forti squadre dell’NBA, dove milita tra l’altro Kobe Bryant, attualmente considerato il miglior giocatore del mondo e l’erede di Michael Jordan. 

Avevamo acquistato i biglietti tramite internet diverse settimane fa, pagandoli cari (100 $ l’uno), ma ritenendoci già fortunati: si trattava infatti della partita d’apertura della stagione, quindi particolarmente sentita dai tifosi e dall’intera città. Contro i Portland Blazers.
Ore 19.30, appuntamento al mitico Stamples Center con altri 20.000 sostenitori dei Los Angeles Lakers…

lo Staples Center di L.A.

lo Staples Center di L.A.

Hot dog, birra fresca in mano (carissima, 10 $ per 1 birra media), gadgets della squadra addosso (questi gratis, regalati dalla società) e si va! 

prima della partita

all'entrata, prima della partita

Lo stadio è una bolgia, non si tratta solo di una partita ma di un evento spettacolare. La gente balla, ride, urla… e i Lakers dominano la partita dall’inizio alla fine. Al 3° quarto Kobe “inizia a giocare” ed è show time: 20 punti in dieci minuti con tiri e giocate degne del M.V.P. della scorsa stagione. Il pubblico è in delirio. E’ una festa che dura più di due ore.

la presentazione della squadra

la presentazione della squadra

Durante un time out, le telecamere della regia interna riprendono in sequenza i vip presenti alla partita… Leonardo Di Caprio, Denzel Washington, Jack Nicholson, David Beckham e Arnold Schwarzenegger. Ovazione per tutti tranne che per l’ultimo, che qualche fischio se lo prende. Strana sensazione esser presenti ad un evento con star di questo calibro. 

Finito il match, facciamo un ultimo giro per la città, scattiamo qualche foto e ci ritiriamo in motel.
Qui si sta da Dio, 30 gradi, vento fresco e poca umidità. Big up L.A.! 

Spese del giorno
Generali: 74 $ motel, 12 $ parcheggio Studios, 8 $ parcheggio notte, 200 $ biglietti partita (tot 294 $)
Sir: 136 $ vestiti, 14 $ pranzo, 17 $ taglio capelli, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 207 $)
Tinto: 210 $ vestiti, 18 $ pranzo, 30 $ cibo e birra partita, 10 $ cena (tot 268 $) 

Km percorsi: 60

Frase del giorno: Go Lakers! 
Canzone del giorno: Iris – Goo Goo Dolls

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Kobe Bryant alla lunetta dei liberi

Il nostro secondo giorno a Los Angeles inizia sul molo di Santa Monica… 

il molo di Santa Monica

il molo di Santa Monica

Qui, dopo 3.800 km, termina la storica Route 66, la madre di tutte le strade. Avevamo visto e fotografato il suo inizio a Chicago, l’abbiamo incrociata e percorsa varie volte durante il nostro viaggio ma soprattutto l’abbiamo vissuta, on the road, al 100%, dall’Illinois all’Oklahoma, dall’Arizona alla California, attraverso persone, posti, musiche e odori. Una strada che attraversa gli Stati Uniti da parte a parte, per poi “perdersi” nell’oceano. Una strada che continuerà a vivere nei milioni di persone che l’hanno percorsa, e d’ora in poi, anche in noi.

Oceano Pacifico

Oceano Pacifico

Noleggiate due splendide bike-chopper, abbiamo iniziato il nostro giro sul famoso lungo mare di Santa Monica e di Venice Beach…

i nostri bolidi

i nostri bolidi

lungo mare di Venice Beach

lungo mare di Venice Beach

Qui si fa jogging, si gioca a beach volley, si va in bicicletta o sui roller blade. Ci sono anche mini palestre a cielo aperto, dove i classici Big Jim biondi sfoderano i loro muscoli.
Durante il nostro giro, abbiamo fatto anche un po’ di promozione allo sponsor del viaggio, l’X-ide, conoscendo 2 bagnini di cui pubblichiamo alcune foto per il piacere delle visitatrici del blog. :)  

baywatch in L.A.

baywatch in L.A.

lifeguard

lifeguard

In questo periodo non c’è molta gente che frequenta le spiagge, rispetto all’alta stagione, ma qualche temerario che faceva il bagno c’era e domani, probabilmente, tenteremo anche noi (nonostante faccia caldo l’acqua dell’oceano è sempre molto fredda). 

la spiaggia di Santa Monica

la spiaggia di Santa Monica

Dopo due ore, abbiamo riconsegnato le bici e ci siamo concessi un pranzo coi fiocchi: ricordate Bubba, l’amico di Forrest Gump, che nel film è uno specialista di gamberetti?! Bene, qui sul molo di Santa Monica c’è il Bubba Gump, un ristorante dedicato alla storica pellicola e naturalmente al sea food.  

il

il Bubba Gump

Non potevamo che ordinare i piatti della casa ovvero gamberetti cucinati e conditi in tutti i modi possibili. Very good!  

shrimp

shrimp shrimp shrimp

Un breve giro in macchina sul Palisades Park che costeggia l’oceano…

Palisades Road

Palisades Road

sull’Ocean Avenue…

palme a L.A.

palme a L.A.

…e via verso i quartieri interni della città. Visita obbligatoria a Beverly Hills, passando per Rodeo Drive (la via delle star e del lusso), Sunset Boulevard, Bel Air e infine Mulholland Drive.
Il traffico che c’è in questa città penalizza ogni spostamento e anche noi oggi abbiamo perso diverse ore sulle strade “locali” e sulle highway.

il quartiere

il quartiere che ha ispirato il fortunato telefilm

Domani mattina ci faremo qualche ora di spiaggia e mare, prima di ripartire alla volta di San Francisco, la nostra meta.

Ric è partito oggi e domani (oggi per voi che leggete) sarà a casa, in Italia. Vola in 1° classe con la British Airlines, accompagnato da un medico italiano che è venuto apposta negli States per assisterlo durante il viaggio di ritorno. Sta molto meglio e fra qualche giorno saremo di nuovo tutti insieme.

USA & CANADA on the road 2008 è quasi al termine. In certi momenti ci sembra di essere in viaggio da anni, in altri, da pochi giorni. Siamo un po’ stanchi è vero, abbiamo fatto tanta strada e vissuto esperienze che mai avremo pensato, ma non siamo per niente stufi. Abbiamo ancora 600 km da percorrere e una città meravigliosa da scoprire. Restate con noi fino alla fine di questa grande avventura.

Spese del giorno
Generali: 40 $ noleggio bici, 6 $ parcheggio molo, 10 $ parcheggio notte, 74 $ motel (tot 130 $)
Sir: 16 $ souvenir, 34 $ pranzo, 4 $ cartoline, 12 $ cena (66  $)
Tinto: 3 $ cartoline, 34 $ pranzo, 12 $ cena (tot 49 $) 

Km percorsi: 120

Frase del giorno: Stupid is as stupid does!  
Canzone del giorno: To live and die in L.A. – Tupac

L.A. by night

L.A. by night

Las Vegas: la città del peccato

Riprendendo la frase del giorno di ieri… “What happens here stay here” (ovvero Quello che succede qui rimane qui). E non potrebbe essere altrimenti, visto che il soprannome di questa pazza città, è Sin City (città del peccato). Detto questo, capirete che non possiamo svelarvi con precisione ciò che abbiamo fatto la notte scorsa. :) Nessuna assunzione di sostanze stupefacenti alla “Paura e Delirio” nè rapine alla “Ocean’s Eleven“, ma semplicemente una sfavillante serata nella capitale del divertimento.
Anche in questo caso quindi, lasceremo che le foto parlino per noi. 

Dopo aver passato la Hoover Dam (futuristica diga sul fiume Colorado)…

la diga Hoover Dam

la diga Hoover Dam

…siamo entrati nel deserto del Nevada. 

I primi cartelli in cui compare Las Vegas

verso Las Vegas

la strada che attraversa il deserto del Nevada

la strada che attraversa il deserto del Nevada

Qui, in mezzo al nulla, si trova Las Vegas!

Las Vegas in lontananza

Las Vegas in lontananza

Il cuore della città è la Strip, la parte della Las Vegas Boulevard dove si concentrano i principali casinò/hotel… 

La Strip

La Strip

Caesar

Caesars Palace

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Mirage

Incredibilmente fedele all’originale, il The Venetian riproduce alcuni scorci di P.zza San Marco e del Ponte di Rialto…

The Venetian

The Venetian

gondole davanti al The Venetian

gondole davanti al The Venetian

Ponte di Rialto e Campanile di S. Marco a Las Vegas

Ponte di Rialto e Campanile di S. Marco a Las Vegas

a

Treasure Island

Da non perdere lo spettacolo serale delle fontane davanti al Bellagio…

il mitico Bellagio

il mitico Bellagio

La Statua della Libertà del New York New York

La Statua della Libertà del New York New York

a

Uno degli edifici del gigante Mandalay Bay

Luxur

Stile egiziano al Luxur

MGM, il secondo hot

MGM, il secondo hotel più grande del mondo

Nonostante le decine di hotel e casinò presenti nel raggio di pochi chilometri, a Las Vegas si continua a costruire ad un ritmo incredibile. E’ una città in forte espansione e la sua economia è tra quelle che stanno crescendo di più negli Stati Uniti. Se nel resto del Paese è in corso una delle più gravi crisi finanziarie della storia, qui, di questa crisi non c’è ombra!  

palazzi in costruzione

palazzi in costruzione

Las Vegas vive 24 ore al giorno, i casinò sono sempre pieni, le strade principali affollate e girano tanti di quei soldi da andar fuori di testa! E’ un vero e proprio circo a cielo aperto, curato nei minimi particolari.

la Strip

la Strip

Dopo un accurato giro turistico per ambientarsi un po’, ci siamo preparati per la serata… qualche dollaro in tasca, occhiali da star, gel nei capelli e sigaro in bocca! Missione: sbancare Las Vegas! :)

Are u ready

Are u ready?!

Abbiamo “visitato” il Bellagio, l’MGM, il Flamingo, l’Imperial Palace (dove abbiamo anche “dormito”) e infine il The Venetian. Poker, roulette e slot machines le nostre attrazioni preferite. Cifre basse naturalmente: qui per giocare seriamente bisogna avere migliaia di dollari a disposizione da buttare e noi, fortunatamente, non li avevamo. Uscire indenni da un Texas Hold’em al Bellagio, è già un’impresa non facile, che Tinto ha compiuto alla grande!   

Gli altri particolari della serata, come detto a inizio post… sono top secret! :)  

Dopo qualche ora di sonno, ultimo giro per la città, ultime piccole puntate e via di nuovo, verso il Pacifico. 450 km ed ecco davanti a noi le luci dei grattacieli di Los Angeles! Siamo esausti, si va dritti in motel (Motel 6, 1738 Whitley Avenue, ad Hollywood). Siamo sulla West Coast… non ci sembra vero! 

Spese del giorno
Generali: 40 $ benzina, 74 $ motel (tot 114 $)
Sir: 9 $ colazione, 12 $ souvenir e regali, 2 $ pranzo, 7 $ carte da gioco, 40 $ casinò, 14 $ cena (tot 84 $)
Tinto: 5 $ colazione, 2 $ pranzo, 3 $ carte da gioco, 40 $ casinò, 23 $ cena  (tot 73 $) 

Km percorsi: 470

Frase del giorno: Can we have one fiches?
Canzone del giorno: Hate it or Love it – The Game feat. 50 Cent 

Tramonto vicino a Los Angeles

Tramonto vicino a Los Angeles

Pausa Las Vegas

Qui ora sono le 10 di sera. Siamo a LAS VEGAS signori e signore. Capite, che abbiamo altro da fare! Abbiamo “solo” 12 ore per sbizzarirci poi dobbiamo ripartire verso Los Angeles. Aggiorneremo il blog poi. Domani, forse. :)  
Alloggiamo al 15° piano dell’Imperial Palace, nel mezzo dello Strip, il cuore della città.

Il nostro hotel-casino-night club-bar-pub...

Il nostro hotel-casino-night club-bar-pub...

Riguardo la THE READERS COMPETITION, solamente 3 di voi hanno indovinato… la risposta giusta infatti era la 1°: poco prima di partire, a Oklahoma City, Tinto ha fatto una retromarcia delle sue prendendo in pieno un’auto parcheggiata a pochi metri da noi. Ingenti danni sia sulla loro che sulla nostra auto. No comment!
Complimenti quindi a Riccardo, Tony-S e Brao Brao Ganghi… le fiches dal Bellagio arriveranno presto.

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 59 $ hotel (tot 97 $)
Sir: 2 $ colazione, 20 $ sigari, 14 $ pranzo, ??? $ serata (tot —  $)
Tinto: 2 $ colazione, 10 $ souvenir, 19 $ cappello, 30 $ zippo,  ??? $ serata (tot — $) 

Km percorsi: 280

Frase del giorno: What happens here stay here…  
Canzone del giorno: Hey ma - Cam Ron

Tinto al bancomat

Tinto in un bancomat di Las Vegas

Monument Valley e Gran Canyon

Tinto e Sir sulla Monument Valley

Tinto e Sir nella Monument Valley

Apriamo il post di oggi con una foto, perchè descrivere a parole ciò che abbiamo visto durante questa incredibile giornata, è impossibile. Lasciamo che siano le immagini a raccontarsi da sole. Ci limiteremo a qualche dettaglio e commento…

Non c’è una nuvola in cielo, il sole splende. Finestrini giù, braccio fuori e musica alta. L’auto sfreccia sulla highway 163. Arriviamo nella Monument Valley intorno alle 11 di mattina e lo spettacolo inizia

la strada che entra nella valle

La strada che entra nella valle (highway 163)

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una delle prime "guglie"

Consultiamo qualche cartina e una guida turistica per non perdere troppo tempo tra le lunghe strade della valle. Lungo il percorso incrociamo dei cani randagi, alcuni sono cuccioli, bellissimi, ma non possiamo che fotografarli…

cuccioli

cuccioli

Arriviamo al visitor center, scendiamo dalla macchina, saliamo una piccola rampa di scale e… davanti a noi, è magia…

Monument Valley

Monument Valley

Ci fermiamo qui almeno mezz’ora, a guardare, a parlare, a sognare e a scattare mille foto.

Sir eyewear

Sir's eyes

Tinto X-ide style

Tinto X-ide style

Molti pensieri vanno a Ric, a quanto gli piacerebbe essere qui, a quanto vorremmo che fosse qui con noi. Poi pensiamo che queste rocce sono qui da centinaia di migliaia di anni, e che da qui non si muoveranno per un bel pezzo: così ci consoliamo al pensiero che ci torneremo insieme. 

The shot

The shot!

Da qui è possibile partire per escursioni organizzate dai Navajo (gli indiani abitanti della zona) in jeep, in autobus o anche a cavallo. Ma noi non siamo per i tour organizzati, così torniamo all’auto e ci inoltriamo nella valle da soli…

La strada sterrata in mezzo alle rocce

La strada sterrata in mezzo alle rocce

extreme road

extreme road

E’ incredibile come la natura possa aver “disegnato” una paesaggio del genere. Ogni scorcio sembra un quadro, ogni particolare è al posto giusto. Abbiamo quasi l’impressione di essere in terra di giganti, e che queste rocce sono i loro troni.    

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una delle guglie vista da vicino

Vorremmo passare qui l’intera giornata, aspettare il tramonto (che qui dicono essere paradisiaco), dormire sotto le stelle in mezzo a queste opere d’arte, ma dobbiamo accontentarci e proseguire verso il Gran Canyon, la nostra prossima tappa. 
Scattiamo le ultime foto, impostiamo il navigatore satellitare e ci rimettiamo in viaggio.

Dopo alcune centinaia di chilometri il paesaggio cambia, entriamo in una fitta foresta e iniziamo a salire di altitudine. Facciamo una specie di passo, su strade strette in mezzo ad alberi che ci sono familiari (sembra di essere nel bosco di S. Marco, nel Bellunese, tra Auronzo di Cadore e Misurina, per chi conosce quella zona). Arriviamo fino a a 2.267 metri, all’entrata del magnifico Gran Canyon National Park (versante South Rim).

La ranger all'ingresso del parco del Gran Canyon

La ranger all'entrata del parco

Paghiamo i 25 dollari per entrare (giusti, tutto sommato, vista la pulizia e l’organizzazione del parco) e guidiamo piano fino al primo punto d’osservazione, il Desert View. Lo spettacolo che ci si presenta davanti, ci fa dimenticare presto le meraviglie della Monument Valley…

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arrivando sul Gran Canyon

Improvvisamente, la terra si apre, un’enorme voragine domina il paesaggio e giunti davanti al Gran Canyon, ci manca quasi il respiro…

Grand Canyon visto dalla Desert View

Grand Canyon visto dalla Desert View

Solo ora capiamo perchè l’hanno chiamato GRAN Canyon. Le dimensioni di questa immensa gola sono fuori da qualsiasi immaginazione. Tanto per dirvi un po’ di numeri, il Gran Canyon è lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.600 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 27 chilometri.
Sul fondo del Canyon, il fiume Colorado sembra un piccolo ruscello.

vista da Navajo Point

vista dal Navajo Point

I punti d’osservazione sono molti, ne facciamo 3-4 e in ognuno rimaniamo incantati.
Di tutti, il migliore secondo noi è il Moran Point…

dal Moran Point

versante sud visto dal Moran Point

versante nord visto dal Noran Point

versante nord visto dal Moran Point

Come detto a inizio post, non ci sono molte parole per descrivere tanta bellezza. La visita a queste meraviglie vale sicuramente un viaggio fino a qui, quindi la consigliamo a tutti. Ci vorrebbe sicuramente più tempo per apprezzare totalmente sia la Monument Valley che il Gran Canyon. In quest’ultimo c’è anche la possibilità di dormire in tenda sul fondo della valle o di percorrere alcune miglia del fiume Colorado a bordo di canoe o gommoni. Esperienze che siamo sicuri, varrebbe la pena di fare se si passa di quà.

dalla Grandview Point

Grandview Point

Salutato il Gran Canyon, ci siamo rimessi in strada intorno alle 7 si sera, avvolti già da un senso di malinconia per la giornata strepitosa. 200 km verso sud-ovest e stop per la notte, di nuovo sulla Ruote 66 (Canyon Lodge motel a Seligman, Arizona).

E visto che domani saremo a Las Vegas, ora lanciamo una nuova THE READERS COMPETITION!
1. Alcuni giorni fa Tinto, nel parcheggio di un Toyota service, ha battuto con la jeep contro un’auto appena uscita dalla carrozzeria facendo centinaia di dollari di danni. 
2. Oggi Sir sulla Monument Valley, ha preso una strada sterrata non percorribile ed è stato inseguito dalla polizia Navajo, rischiando l’arresto.
3. Con la scusa di essere giornalisti reporter di viaggio, Sir e Tinto hanno passato alcune ore in compagnia di 2 posrnostar americane, tra finti servizi fotografici e spogliarelli senza censure.

ATTENZIONE: soltanto UNA di queste TRE “storielle” è VERA. Le altre sono false!
Rispondete con un commento a questo post indicando la vostra scelta. In palio per i vincitori, 1 fiches originale da un casinò della “maledetta” Las Vegas! 

Good Luck guys! ;)
 

Spese del giorno
Generali: 38 $ benzina, 10 $ parco Monument Valley, 25 $ parco Gran Canyon, 7 olio auto, 58 $ motel (tot 138 $)
Sir: 10 $ souvenir, 7 $ pranzo (17  $)
Tinto: 2 $ cartoline, 6 $ pranzo, 15 $ serata (tot 23 $) 

Km percorsi: 520
Oggetti rubati (da Tinto): manganello di plastica, frontino, vibratore elettronico a 2 velocità 

Frase del giorno: We are a little men in front of the nature  
Canzone del giorno: Blowin’ in the wind – Bob Dylan

Sir sul Gran Canyon

Sir sul Gran Canyon

New Mexico e Arizona

Wow, che posti ragazzi! 
Oggi vi raccontiamo di 800 km attraverso il deserto del New Mexico e dell’Arizona… 
Partiti intorno alle 9 di mattina dopo la diretta con Radio Club 103, ci siamo diretti verso ovest attraverso la highway 40 e a tratti la Historic Route 66, fermandoci più volte durante il percorso per scattare qualche foto.

Il primo rifornimento della giornata

Il primo rifornimento della giornata

Tinto

Tinto

A circa 70 miglia da Albuquerque, abbiamo incontrato un temerario bikers americano, proveniente dall’Ohio e diretto a Las Vegas. Un viaggio di circa 1000 miglia (circa 1.600 km), a bordo di una semplicissima bicicletta, con qualche zaino e una tenda. Ci ha raccontato di come il vento a sfavore gli facesse perdere molte ore al giorno e di quanto la notte sia fredda nel deserto. Non ha voluto un paio di occhiali da sole in omaggio, nè una t-shirt… aveva già tutto e qualsiasi cosa in più per lui significava peso inutile.   
Siamo riusciti a regalargli una bandana, ad augurargli buon viaggio e a fargli una foto…

il viaggiatore solitario

il viaggiatore solitario

Fedeli allo spirito e alla filosofia dei viaggi on the road, ci siamo dedicati ad assaporare il percorso, la strada, il tragitto… senza preoccuparci della meta, senza pensare al fatto che stessimo andando in un posto preciso. Così Jack Kerouac insegna. 

Tra i vari cartelli curiosi incontrati sulla strada eccone uno simpatico… 

S

"Segnala i guidatori ubriachi"

Passata Albuquerque ci siamo fermati per la pausa pranzo. Una cosa “leggera” e via…

New Mexico 66 Burger

New Mexico 66 Burger

Proseguendo verso l’Arizona, siamo usciti dall’highway per percorrere alcune decine di km sulla Route 66. Questo è stato sicuramente il tratto più “selvaggio” e desolato che abbiamo visto della storica strada, e naturalmente il più affascinante. 

sulla Mother Road

sulla "Mother Road"

Non serve tanta immaginazione per intravedere tra la polvere della prateria, indiani a cavallo che corrono liberi col vento nei capelli, o qualche secolo dopo, potenti Harley Davidson che consumano la strada sterrata… 

Sir in Cowboy style

Sir in Cowboy style

Con in sottofondo colonne sonore di pellicole americane e musiche strumentali composte con flauti di pan, ci siamo sentiti noi stessi dentro un film e non sono mancati alcuni piacevoli incontri…

mucche attraversano la strada

mucche attraversano la strada

antilope ci guarda incuriosita

un'antilope ci guarda incuriosita

Passata Gallup (cittadina del New Mexico), siamo così arrivati in Arizona, e da lì ci siamo diretti verso nord, puntando alla Monument Valley e più precisamente a Kayenta.

strade infinite

strade infinite

In queste zone si incontrano riserve indiane ridotte ormai ad agglomerati di roulotte malconce e baracche all’apparenza disabitate. E’ triste vedere come è stata ridotta una cultura unica e preziosa come quella degli indiani d’America… 

cartello all entrata di una riserva indiana

cartello all'entrata di una riserva indiana

Proseguendo verso nord il paesaggio si è trasformato ancora e le strade hanno iniziato a perdersi nell’orizzonte… 

il rettilineo pi lungo che abbiamo mai visto

il rettilineo più lungo che abbiamo mai visto

X-ide on the mirror

X-ide on the mirror

Dopo quasi 10 ore di viaggio la stanchezza ha iniziato a farsi sentire, ma la luce del tramonto sulle rocce del deserto dell’Arizona, ci ha pienamente ripagato… 

le rocce rosse

aaa

tramonto in Arizona

Intorno le 8 di sera siamo entrati nello Utah e ci siamo fermati in un motel (Kokopelli Inn, a Bluff).
Siamo a 30 km dalla Monument Valley e a 350 km dal Gran Canyon, che raggiungeremo domani in giornata.

Questa mattina il detective di Oklahoma City che seguiva il nostro caso, ci ha avvisati di aver arrestato la ragazza che era alla guida del pick up, quando Ric si è ferito. Ora si trova nella prigione locale e a breve ci saranno altri aggiornamenti. Vi terremo informati. Giustizia è stata fatta
Ric sta sempre meglio, e questa è la cosa comunque più importante.

Ora siamo in posti fantastici, vogliamo solo rilassarci e goderci il viaggio. A presto amici.

Spese del giorno
Generali: 90 $ benzina, 66 $ motel (tot 156 $)
Sir: 10 $ pranzo, 5 $ varie, 30 $ cena (45  $)
Tinto: 15 $ pranzo, 15 $ souvenir e regali, 30 $ cena (tot 60 $) 

Km percorsi: 840

Frase del giorno: Can you hear it? It’s the spirit of the wind.  
Canzone del giorno: Rise – Eddie Veder

spettacolo

Utah

Dall’Oklahoma al Texas

Questa mattina abbiamo avuto l’ultimo incontro con l’avvocato, in ospedale, dove abbiamo anche salutato Ric. Sta meglio e oggi l’hanno spostato in un altro reparto, ancora più tranquillo. Mentre eravamo là un’infermiera ha voluto fargli un test, con domande del tipo “la mela è blu?” oppure “perchè i bambini vanno a scuola?”… domande lecite e che fanno parte della prassi, soprattutto quando ci sono stati traumi cranici. Ma non per Ric, che dopo qualche domanda mi ha chiesto di tradurre all’infermiera che per lui quelle erano “cazzate” e se non aveva cose più serie da chiedergli, che lo lasciasse dormire. :)

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o

Dopo quasi una settimana a Oklahoma City…

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Monumento in memoria delle vittime dell'attentato del 1995

(info sull’attentato a Oklahoma City

Omaggi e ricordi dei

Il "muro" degli omaggi e dei ricordi

…ci siamo quindi rimessi in viaggio, diretti verso Albuquerque e il Gran Canyon. Abbiamo percorso 600 km tra le grandi pianure del Texas, passando per Amarillo e percorrendo ancora alcuni tratti della storica Route 66. Questa è terra di indiani e cowboy, di grandi cavalcate e di orizzonti infiniti.

statua di indiano d america

statua di indiano d'America

Presto saremo nella tanto sognata Monument Valley (quella che si vede nella foto in cima al blog tanto per intenderci) e successivamente a Las Vegas. 
Siamo entrati in New Mexico e ci siamo fermati al Motel 6 di Tucumcari, un paesino a 270 km da Albuquerque. Siamo di nuovo on the road! 

 

Spese del giorno
Generali: 50 $ benzina, 40 $ motel, 26 $ birra (tot 90 $)
Sir: 2 $ colazione, 15 $ pranzo, 120 $ souvenir e regali, 5 $ cena (142  $)
Tinto: 2 $ colazione, 20 $ pranzo, 5 $ sigarette, 78 $ souvenir e regali, 5 $ cena (tot 110 $) 

Km percorsi: 600

Frase del giorno: For him these are bullshit!  
Canzone del giorno: Ly O Lay Ale Loya – Sacred Spirits

again on the road

again on the road

Salutando Oklahoma City

Ciao amici. Oggi non ci sono state grandi novità. Ric continua a migliorare poco per volta e questo è già importante. Ha iniziato a mangiare autonomamente e i mal di testa pian piano diminuiscono, anche se gli danno ancora molto fastidio. A giorni si avrà la conferma della data di rientro in Italia. 
Questo pomeriggio gli abbiamo detto che io e Tinto ripartiamo per finire il viaggio e portare l’auto noleggiata a San Francisco: temevamo una “brutta” reazione invece lui ha capito subito, si è reso conto della situazione e ha aggiunto che era dispiaciuto di non poter finire il viaggio con noi. Serenamente quindi ci siamo dati appuntamento in Italia, al suo e al nostro ritorno.

La

Il percorso fatto fin'ora

Domani mattina quindi (oggi per voi che leggete), il viaggio USA & CANADA on the road 2008, riprende.
Ric ha polverizzato tutti i record del blog, e ormai è lui la star indiscussa del nostro raid (811 visite uniche in 1 giorno, 33 commenti in un post, 15° posto tra i blog italiani più letti su WordPress.com, tutto questo il 20 ottobre, con il post “Piccoli Passi”). Big up Ric! :)

Noi quindi ci limiteremo a raccontarvi gli ultimi 10 giorni di questa incredibile avventura e naturalmente a tenervi aggiornati sulle condizioni di salute del nostro record man.
Lo stop prolungato a Oklahoma City ci obbliga naturalmente a rivedere l’itinerario, per arrivare in tempo a San Francisco (il 2 novembre). Salteremo così Dallas, El Paso e Phoenix, andando direttamente a ovest verso il Grand Canyon.

L itinerario originale

L'itinerario originale

 Prossime tappe quindi Amarillo (in Texas) e Albuquerque (in New Mexico)…

Il nuovo percorso

Il nuovo percorso

…Gran Canyon, Las Vegas, Los Angeles e infine San Francisco. Circa 3.000 km in 9 giorni, senza la ruota di scorta ma determinati più che mai ad andare fino in fondo. Non perdetevi quindi il proseguimento del viaggio!

Questi giorni a Oklahoma City non sono stati facili per nessuno, ma fortunatamente è andato tutto bene e sembra che le cose procedano per il meglio ora. Vogliamo ringraziare tutte le persone che in qualche modo ci hanno aiutato, sostenuto o semplicemente ci sono state vicine in questi giorni difficili… a partire da tutto lo staff dell’ospedale St. Anthony (in particolare la dott.ssa Robin), la Mondial Assistance, le nostre famiglie, Marco Antinarella e il Corriere Delle Alpi, Barbara e Radio Club 103, Giuseppe Clemente e tutti voi, nessuno escluso! Tnx for all. 

The show must goes on!  

in auto

noi in auto a Chicago, 11.10.2008