Category Archives: Viaggi

Move Learn Eat

3 ragazzi, 44 giorni, 11 stati, 18 voli, 38mila miglia, 2 videocamere e circa 1 terabyte di filmati… tutto ciò per girare 3 ambiziosi video-concept basati sul movimento, sull’apprendimento e sul cibo.
3 piccoli capolavori che raccontano in pochi minuti lo splendido viaggio della vita.

Commissionati dalla STA Travel, un’agenzia di viaggi australiana. Regia di Rick Mereki. L’attore è Andrew Lees.

Il più grande disegno del mondo

Volevo fare il più grande disegno del mondo.
Così ho spedito una valigetta contenente un sistema GPS per monitorare il viaggio.
La valigetta è diventata la mia penna, il mondo il mio foglio.

Una bellissima storia, un’idea originale, un viaggio incredibile di 110.000 km…

…peccato solo che sia una bufala! :)
Proprio così, questa storia è un “fake” (un falso): un articolo di Wired America riporta l’ammissione di Erik Nordenenkar, l’artista svedese che ha ideato il tutto e della DHL, che smentisce totalmente la notizia. D’altronde le perplessità vedendo il video erano già molte anche prima dell’annuncio: la DHL non consegna in destinazioni a caso indicate da una latitudine-longitudine; non è possibile ricevere un segnale GPS attraverso la strutture di alluminio degli aerei; nessun sistema GPS, anche con batterie supplementari, può durare 55 giorni (la durata del viaggio); ecc.

Ciò nonostante, è apprezzabile la creatività dell’artista… e la trovata pubblicitaria di chi ha commissionato il progetto.

Io vado!

Sono in partenza. Il blog resterà quindi in stand-by per 2 settimane.
Seguitemi qui: http://camminosantiago2011.wordpress.com

Il Cammino di Santiago in bicicletta

Riporto di seguito l’introduzione con cui ho inaugurato ieri
il blog del mio nuovo viaggio.

Non ho mai viaggiato in bici, ma da sempre mi affascinano quei bikers intrepidi che ogni tanto si incontrano per strada, con enormi sacche montate sui lati, vestiti consumati e una bandierina che sventola indicandone la provenienza. E’ una delle figure che più mi trasmette il senso di Libertà! Li ho sempre ammirati con stima e simpatia.
Così da anni anch’io avevo in mente un viaggio in bicicletta, in solitaria, tranquillo. La ricerca e la scelta dell’itinerario non è stata difficile: lo storico Cammino di Santiago è tutto ciò che cercavo. Anzi, di più!

Meta di un particolare turismo religioso e non solo che viene compiuto a piedi, in bicicletta, a cavallo e comunque senza mezzi di locomozione a motore, camminando principalmente per strade di campagna con l’unica meta di giungere a Santiago de Compostela presso la tomba dell’Apostolo San Giacomo (Santiago). Andare per strade o semplici vie campestri significa misurarsi con l’inclemenza del clima, con la bellezza del paesaggio e con le sorprese che un uomo può incontrare nell’andare a piedi verso una meta lontana. Per questa ragione vanno subito fissate delle indicazioni precise: 1) Chi va al Cammino di Santiago non è un eroe e neppure una persona fisicamente dotata in modo particolare; 2) Il Cammino di Santiago non deve essere affrontato come un “c’ero anche io” (è praticato da migliaia di pellegrini all’anno); 3) Va tenuto presente che ci sono da percorrere non meno di 30 Km al giorno per molti giorni e che quindi occorre una certa preparazione fisica.

Io non sono credente, non percorrerò quindi questa strada per devozione, ricerca spirituale o penitenza verso un luogo considerato sacro. La percorrerò come “spettatore” e semplice viaggiatore, rispettando naturalmente la sua storia e la sua sacralità. Percorrerò questi 900 km in bicicletta, nell’arco di 15 giorni, senza seguire un programma di viaggio dettagliato. A differenza dei miei viaggi precedenti, questa volta ho deciso di non coinvolgere sponsor e partner: voglio dedicarmi al 100% all’Andare! Non assicuro infatti un aggiornamento costante del blog, che sarà comunque completato se non durante il viaggio in un secondo momento. La data di partenza è fissata per il 25 maggio. I prossimi giorni inserirò informazioni e dettagli sui preparativi, utili per altri viaggiatori interessati a questa avventura.

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Blog in stand-by…

Sono in partenza! Seguitemi QUI

Himalayan Experience 2010

Questo era un progetto che avevo in cantiere da diversi anni, un altro piccolo grande sogno che ora finalmente si realizza. Himalayan Experience 2010 è la nuova avventura che racconterà del trekking in Nepal, al campo base (che si trova a 4.250 mt) dell’Annapurna, detto anche Santuario, ai piedi del colosso Himalayano: uno degli anfiteatri di montagne più mozzafiato, affascinante e grandioso del mondo.
Il progetto comprende una prima serie di post e articoli riguardanti l’organizzazione del viaggio che diventeranno quindi una preziosa guida pratica per tutti quelli che in futuro vorranno fare un viaggio simile. La seconda serie invece sarà un resoconto, una sorta di racconto e diario di viaggio. Verrà poi organizzata una mostra fotografica al nostro rientro.
Faremo questo trekking in 4, partenza il 3 e rientro il 20 ottobre 2010. Tutti gli altri dettagli sul blog dedicato a questa nuova avventura.

Seguiteci su www.himalayanexperience.wordpress.com

Citazione sul sito di GQ

Alcuni giorni fa mi ha contattato una giornalista di GQ (nota rivista dedicata all’universo maschile) per una breve intervista telefonica riguardo ai miei progetti di viaggi e comunicazione. Oggi è stato pubblicato on-line un articolo intitolato “Il viaggo? me lo paga lo sponsor” di cui riporto di seguito la parte che mi riguarda:

Chi non è pratico di Internet resta a casa? C’è qualcuno che ha realizzato il suo sogno contando (quasi) esclusivamente sulle sue forze, senza l’uso, almeno all’inizio, del Web. Matteo Gracis, 27enne di Pieve di Cadore, in provincia di Belluno, è riuscito a farsi finanziare ben tre viaggi auto promuovendosi. Il primo in Spagna, il secondo in America (Stati Uniti e Canada), e il prossimo in Himalaya. “La partenza è prevista per il 3 ottobre; già mi sono attivato per trovare qualcuno che creda nel mio progetto e capisca le sue potenzialità”. Matteo infatti ha aperto un blog, ad hoc, una sorta di diario di viaggio aggiornato quotidianamente con foto e commenti a caldo.
Due mesi on the road gli sono costati (agli “sponsor”) 4 mila euro, voli inclusi. “Prima di partire”, sottolinea Matteo, “ho fatto una ricerca di alberghi, pensioni e quant’altro anticipando l’idea del viaggio e la funzionalità del mio blog realizzato ad hoc. In molti hanno capito e ospitato gratuitamente, in cambio di una citazione e/o foto pubblicata”. Cosa ci guadagnano gli sponsor? Visibilità, anche con chi magari non ha mai sentito parlare di loro. “Il blog del viaggio in America nel 2008 aveva raggiunto 20 mila accessi unici, dopo due anni ne ha 45 mila, quello in Spagna 3000, oggi ne ha 18 mila”. “Penso di non aver inventato nulla”, ha aggiunto infine il giovane viaggiatore, “per il momento non ho ancora incontrato nessuno che ha fatto la mia stessa cosa”.

Nella terra degli dei

Viaggio in Tibet: Kora del Monte Kailash

Questo è il riassunto di un viaggio molto particolare. Di un’esperienza tale che definire viaggio è riduttivo. Questo inoltre sarà un video-racconto, un filmato a cui io e mio padre stiamo lavorando da anni. Un progetto ambizioso, considerando la mole di lavoro, che ci ha messo in crisi più volte, ma che sappiamo ci darà grande soddisfazione. Speriamo di poterlo presentare a breve, ci siamo quasi… nel frattempo, ecco il testo e qualche foto. Benvenuti nella terra degli dei…

screen-capture-5Ci sono montagne che sono soltanto montagne e ci sono montagne che hanno personalità. La personalità di una montagna non è soltanto una strana forma che la rende diversa dalle altre, proprio come un viso con una strana sagoma o azioni strane non fanno di un individuo una personalità. La personalità consiste nel potere di influenzare gli altri, e questo potere è dovuto alla risolutezza, all’armonia e alla focalizzazione su un punto del carattere. Se in un individuo queste qualità sono presenti nel loro massimo grado di perfezione, allora tale individuo è un potenziale leader dell’umanità, come governante, come pensatore oppure come santo, e lo riconosciamo come ricettacolo del potere divino. Se queste qualità sono presenti in una montagna la riconosciamo come un ricettacolo del potere cosmico, e la chiamiamo una montagna sacra. E’ così che al di sopra di tutte le montagne sacre del mondo si è diffusa la fama del monte Kailash e ha ispirato gli esseri umani fin dai tempi immemorabili. Non c’è altra montagna paragonabile al Kailash, poiché forma il punto centrale delle due più importanti civiltà antiche del mondo, le cui tradizioni sono rimaste intatte per migliaia di anni: l’India e la Cina. Sia per gli induisti che per i buddisti il Kailash è il centro dell’universo. E’ chiamato Meru o Semeru, secondo le più antiche tradizioni sanscrite, ed è considerato sia il centro fisico del mondo nonché quello metafisico. Esso forma la cuspide del “Tetto del mondo” come è chiamato l’altopiano tibetano, e irraggiandosi da esso, come i raggi dal mozzo di una ruota, alcuni poderosi fiumi iniziano il loro corso verso l’est, l’ovest, il nord-ovest e il sud. Questi fiumi sono il Bramaputra, l’Indo, il Sutlej e il Karnali. Tutti questi fiumi nascono nella regione del Kailash-Manasarovar, che forma la catena più alta dell’altopiano tibetano. (Lama Anagarika Govinda)
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Prende la bici e fa il giro del mondo: ora, dopo 11 anni, è tornato a casa

L’impresa è da Guinness dei primati: 11 anni per completare un avventuroso giro del mondo pedalando su di una bicicletta per 150.000 chilometri, attraverso 130 Paesi. Il protagonista è Daisuke Nakanishi, giapponese di 39 anni che cominciò il viaggio a luglio del 1998 da Anchorage, in Alaska, quando aveva di anni ne aveva appena 28 anni. Della sua fedele due ruote, racconta Nakanishi al quotidiano nipponico Yomiuri, “solo il telaio” è lo stesso della partenza. Il bagaglio, tra utensili, tenda e altro materiale, aveva un peso di circa 50 chili, mentre quello della bicicletta era di 20 chili. Durante il viaggio ha dovuto cambiare 82 pneumatici, 15 catene, 5 pedali e rattoppare più di 300 forature. Dall’Alaska, Nakanishi ha attraversato Canada, Stati Uniti e Messico seguendo la costa occidentale fino a Panama e Perù. Da qui ha preso un aereo per Stoccolma, aprendo il tour nel nord Europa fino all’agosto del 2000. In seguito un altro aereo per l’Africa, seguendo anche qui la costa occidentale. Australia, Nuova Zelanda e Argentina, raggiunta a giugno del 2003 prima di risalire verso gli Usa lungo la costa orientale.
Il traguardo dei 100mila chilometri è stato tagliato a ottobre del 2006 in Lituania. Nel complesso, un doppio passaggio in America del Sud, Usa ed Europa, prima di ritornare a Osaka, sua destinazione finale, lo scorso 11 ottobre proveniente da Busan, Corea del Sud. Molti ricordi: l’incontro in Brasile con Pelé o quello con Sir ‘Everest’ Edmund Hillary ad Auckland, in Nuova Zelanda. E le avventure: la notte in Sudafrica passata nella cella messa a disposizione dalla polizia come riparo dalla pioggia, le due ore passate in Namibia con un coltello da cucina in mano mentre la sua tenda fu circondata da due iene, e i giorni sotto le bombe a Tbilisi durante lo scontro tra Russia e Georgia, nel 2008. Ora Nakashini promette di volere solo “un lavoro normale”, senza però rinunciare a raccontare la sue avventure. (fonte: Tiscali news)

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Valencia, incredibile ma vera

Raccontano molte storie su quella città… e tutte incredibili. 
Raccontano che puoi viaggiare nel tempo svoltando un angolo o attraversare i 5 oceani in una sola mattinata.
Che lì le macchine circolano a più di 300 km all’ora e i leoni vagano in totale libertà.
Raccontano che ci sono palazzi che sembrano di un altro pianeta, che le stelle del rock trascorrono lì l’inverno e che tutte le strade finiscono sul mare. Raccontano molte storie su quella città…e tutte SONO VERE. 

APPROFONDIMENTI
- Valencia, progetti per un verde futuro
Città delle Arti e delle Scienze
- Bioparc
- Sito ufficiale circuito Formula 1
- Sito ufficiale Ufficio turistico Valencia
- Dormire a Valencia: ostello, hotel economico, appartamenti
- La miglior pizza di Valencia! =)