Signori, la vera casta è la nostra indifferenza. Quindi o ci svegliamo come cittadini, o non ci lamentiamo mai più!
Piero Ricca è un attivista, blogger e giornalista freelance italiano, divenuto noto per la sua attività politico-sociale e per le aspre critiche rivolte a vari esponenti dell’establishment politico, economico e mediatico. Utilizza Internet come mezzo di comunicazione principale, in particolare il suo blog e YouTube. È soprattutto noto per i colloqui faccia a faccia, le interviste non convenzionali, le performance al megafono, i volantinaggi e le manifestazioni di piazza.
A marzo del 2007 ha contribuito a creare “Qui Milano Libera”, associazione culturale che organizza manifestazioni, produce video e ha ospitato, durante le sue conferenze, diversi giornalisti, magistrati, politici e intellettuali.
Condivido molte battaglie di Ricca, e soprattutto ciò che dice in questo suo intervento…
AVVERTENZA: Benché dopo appena 30 secondi diventi palese, gli autori assicurano che questo cortometraggio è dall’inizio alla fine una commedia surreale e che, come tale, non va preso sul serio.
Insistere – com’è consuetudine delle forze politiche della II Repubblica – sul fatto che opere simili possano essere potenzialmente incendiarie e provocatorie, significa fraintendere le intenzioni ed emettere un giudizio inopportuno.
Pertanto, prima che pensiate che quanto vedrete possa nuocere a qualcuno o che addirittura infonda odio bolscevico, rammentate che il Paese in cui viviamo appartiene in egual misura ai santi e ai buffoni, e che questo brevissimo film, al di là dei suoi contenuti deliberatamente fittizi, conserva nella forma la sincerità dirompente della satira e della parodia, le uniche speranze di un popolo malandato come il nostro.
Oggi ho ascoltato l’intero discorso di Silvio Berlusconi alla Camera: mi è venuto il forte timore, che il giorno che questo pover uomo sarà arrestato, gli sarà concessa l’invalidità mentale.
Quella che segue è l’intervista di Corrado Formigli a Beppe Grillo, andata in onda ieri 23 settembre 2010 ad Annozero (Rai Due). Io non faccio parte del Movimento 5 Stelle ma condivido molti punti del loro programma, molte delle battaglie che stanno portando avanti. La politica italiana mi ha nauseato e in queste liste civiche nate dai cittadini, ci vedo l’unica speranza per il futuro.
Comunque la pensiate e da qualunque parte siate schierati, è difficile non essere d’accordo con quello che dice Grillo in questo suo intervento di 11 minuti, soprattutto se siete persone giovani e con una visione un po’ aperta del mondo. Ora, io ci ho provato: ho provato a guardare il video cercando di trovare qualche elemento su cui puntare il dito, qualcosa di effettivamente sbagliato… ma non ci sono riuscito. Fatelo voi e se ci riuscite commentate il post, sono curioso.
P.s. domani io vado a Cesena, al Woodstock 5 Stelle ad ascoltare qualche concerto gratis, a discutere di ambiente, di energie rinnovabili, di acqua pubblica… a discutere del MIO FUTURO.
“I leader sono finiti, non esistono più. Se siete così imbecilli nel credere ancora al leader, allora vi meritate tutto ciò che vi arriverà!”
Oggi, dopo essere intervenuto in un dibattito sulla pagina facebook di De Carlo (che potete leggere per intero QUI), in cui tra l’altro dicevo che bisogna stare attenti a sottovalutare l’alcol in quanto è una droga (e a volte più pericolosa di altre) sono stato eliminato dai suoi amici/contatti, impedendomi quindi di intervenire nuovamente nella discussione e di leggere i commenti degli altri utenti. La cosa mi lascia un po’ perplesso ma soprattutto deluso: di De Carlo apprezzavo proprio la sua disponibilità a confrontarsi e l’apertura al dialogo. Giusto per fare un esempio qualche giorno fa (il 4 agosto) in occasione di un’altra discussione che avevamo avuto, gli ho scritto un messaggio privato di chiarimenti e la sua risposta era stata “tranquillo un pò di sano dibattito anche sopra le righe aiuta e stimola”, cosa che avevo apprezzato.
…e ora invece il sindaco De Carlo mi cancella dagli amici: il modo più semplice per eliminare critiche e dibattiti a cui non si è in grado di rispondere. Complimenti sindaco, avanti così.
Ricapitolando:
- sulla sua pagina facebook se qualcuno lo critica o fa interventi che non gli vanno bene lui lo cancella
- sul suo blog i commenti non sono aperti quindi nessuno può intervenire in alcun modo (infatti è uno spazio riservato quasi esclusivamente ai suoi “trofei mediatici”)
- sul forum di NuovoCadore.it non si è ancora mai visto e qualcosa mi dice che mai si vedrà…
Insomma, di De Carlo apprezzavo proprio la sua disponibilità a confrontarsi e l’apertura al dialogo. Mi sbagliavo.
Tirate voi le somme. Io, adesso, un’idea chiara di questo sindaco me la sono fatta. E non mi piace per niente.
Aggiungo una nota per anticipare ed eliminare in partenza eventuali osservazioni errate: parte dell’amministrazione comunale di Calalzo di Cadore, è convinta che le mie critiche nei confronti del sindaco De Carlo nascano dal fatto che il comune ha negato il contributo richiesto per sviluppare i progetti legati al portale NuovoCadore.it (di cui sono amministratore). Tali contributi sono stati chiesti a vari comuni del Cadore: attualmente solo Pieve ha confermato il supporto, mentre altri comuni tra cui Calalzo hanno detto di no. Da altri attendiamo risposte. Ciò non è assolutamente un problema né fonte di critiche: conosco bene la situazione problematica in cui si trovano i nostri comuni e capisco che ognuno fa le proprie scelte e ha le proprie priorità. NuovoCadore.it pubblica informazioni, notizie e iniziative di tutti comuni, senza distinzione alcuna (ne sono prova gli articoli presenti nel portale, che riguardano anche Calalzo di Cadore e altri comuni che hanno negato il contributo).
AGGIORNAMENTO: questa lettera aperta è stata pubblicata oltre che su questo blog e sulla mia pagina facebook sui quotidiani Il Gazzettino di Belluno e Il Corriere Delle Alpi e sui siti NuovoCadore.it, BellunoPress.it, BL1 Blog. Ad oggi, nessuna risposta del sindaco.
In Spagna i parlamentari catalani hanno approvato “un’iniziativa legislativa popolare”, sostenuta da 180.000 firme. Le corride con i tori saranno proibite. Finalmente! QUESTA E’ DEMOCRAZIA.
In Italia attualmente, abbiamo iniziative popolari con oltre 350mila firme (come quella del Parlamento Pulito) ferme negli uffici del Senato. Il popolo non conta più nulla. E’ la casta di politici che decide, dirige e sceglie qualsiasi cosa, naturalmente nei loro interessi e non in quelli del Paese. QUESTA NON E’ DEMOCRAZIA.
Com’è possibile che tutto questo lasci indifferente un paese? (…) Quando gli affari, la corruzione estrema ha ormai eliminato la possibilità di sviluppare una politica sana. Una impresa libera dai clan. Quando non sembra esserci altra alternativa che o corrompersi o emigrare.
“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo.
Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale.
La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto.
Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.
Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico.
In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano.
Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”
Il testo, del 1945, si riferisce a Benito Mussolini.
Cosa avevate pensato?!
(di Elsa Morante, scrittrice italiana, 1912-1985)
RETTIFICA: il testo riportato qui sopra è la “sintesi” di uno scritto più ampio, che riporto di seguito per completezza. A tratti è stato anche modificato per renderlo più “moderno”, ma i significati e il senso del testo rimangono inalterati.
Tormentone sui numeri di partecipanti alla manifestazione del Pdl di ieri a Roma: per gli organizzatori c’erano oltre 1 milione di persone, per la Questura circa 150mila. Una bella differenza! Non si tratta solo di numeri, ma di quanto questi numeri possano anche influenzare gli elettori. Tra tutti gli articoli e le polemiche che stanno girando nel web, questa foto mi sembra la più chiarificatrice. Se non vi basta, ecco il fotoconfronto di La Repubblica. Tirate voi le conclusioni.
Voglio pubblicare invece un comunicato stampa del COISP, il Coordinamento per l’Indipendenza Sindacale delle forze di Polizia, diffuso oggi attraverso il loro sito, con la richiesta di pubblicazione.
Il Pdl attacca la Questura di Roma sui numeri della manifestazione di ieri.
Maccari (COISP): “Questo Governo è una farsa senza precedenti… non perde tempo
per pugnalare la Polizia alle spalle, si vergogni!” Un Governo che sfila contro un altro potere dello Stato (visto che ieri a Roma abbiamo sentito solo slogan contro la Magistratura che è un potere dello Stato) e che smentisce i propri organismi (visto che stamattina gli organizzatori della manifestazione di Roma contestano i dati della Questura che, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è composta da uomini della Polizia che si chiama di Stato…). Questo è il paradosso kafkiano, il festival dell’assurdo che sta vivendo in questo momento l’Italia, probabilmente senza neanche accorgersi della gravità di quanto accade. Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp – il Sindacato Indipendente di Polizia – attacca duramente le osservazioni dei rappresentanti del Governo e lo stesso Premier che “nel tentativo di accreditare un altro suo fallimento – dice Franco Maccari – fa pronunciare ai suoi uomini parole dai contenuti pericolosissimi. Cosa spera di ottenere se Gasparri parla di un Questore in coma etilico e Cicchitto definisce la Polizia deviata? Glielo diciamo noi cosa otterrà – dice ancora Maccari – un violento scontro sociale senza precedenti in cui i mandanti, questa volta in maniera palese, (in altri tempi lo furono in maniera oscura), saranno proprio i rappresentanti del Governo che dovrebbero tutelare la società e non darla in pasto ai beceri istinti di chi, nel nome di un’impunità che sente arrivare dall’alto, si sentirà autorizzato a sbeffeggiare il lavoro di tutti quei Poliziotti impegnati nella tutela della sicurezza e della legalità”.
“Caro Presidente Berlusconi – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – ci giunge voce, e non è solo una voce, che il suo coordinatore nazionale abbia inviato una lettera ai delegati abruzzesi per ”intimargli” di raggiungere il numero di cinquanta pullman per Roma. Sa cosa significa questo politicamente? Significa che quella piazza la volevano in pochi, significa caro Presidente, che i primi a mettere in pericolo la gestione dell’ordine pubblico sono stati i suoi uomini intimando alla gente di partecipare. Questo Governo è la farsa di se stesso – conclude il leader del Sindacato Indipendente di Polizia – non una parola da quel palco è stata pronunciata in favore delle Forze dell’Ordine, non un provvedimento è stato annunciato sulla sicurezza nelle città. Eppure c’erano candidati alle presidenze di regioni “ad alto rischio” come la Calabria, che hanno fatto la parte dei servi sciocchi, cantando la canzone che il padrone aveva ordinato loro di cantare. Presidente il vero coma etilico è quello in cui. Lei tenta di mandare questo Paese ubriacandolo di un vino di ultima scelta”.