Category Archives: Poesia e Letteratura

Invictus

Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l’indomabile anima mia.

Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.

Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

Invictus è una poesia del poeta inglese William Ernest Henley (1849-1903). Il titolo proviene dal latino e significa “invitto”, ossia “mai sconfitto“. All’età di 12 anni, Henley rimase vittima del morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi e a tentare una carriera giornalistica a Londra. Il suo lavoro, però, fu interrotto continuamente dalla grave patologia, che all’età di 25 anni lo costrinse all’amputazione di una gamba per sopravvivere. Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino all’età di 53 anni. Questa è la poesia con la quale Nelson Mandela alleviò gli anni della sua prigionia durante l’apartheid.

Voglio te

Voglio te, la tua anima e il tuo corpo.
Voglio tutto della tua anima, tutto del tuo corpo.
Non li voglio di nessun’altra. Voglio solo i tuoi.
Li ho sempre voluti, li voglio ora più che mai e li vorrò sempre.
Perchè tu sei mia.
Io a te e solo a te, darò tutta la mia anima e tutto il mio corpo.
Perchè io sono tuo.

M.G.

Istanti

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
e potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un’altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.

Jorge Luis Borges

Elogio dei piedi

Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.

Erri De Luca

Kandahar, storia di una passione

La Kandahar è la ditta dei miei genitori. Dal 1970 si occupa di antiquariato orientale. Sono onorato di essere l’editore di questo bellissimo libro. Di seguito copertina e comunicato stampa.

Mai, in nessuno degli antiquari di Londra, Zurigo o Parigi o nelle capitali dell’Asia ho trovato tanta qualità come nei magazzini della Kandahar”.
E’ con queste parole che Reinhold Messner introduce il nuovo libro “Kandahar, storia di una passione”, testimoniando l’eccellenza e sottolineando lo spirito con cui la ditta Kandahar ha lavorato negli anni.

Esce in questi giorni, edita da Azienda ProdAction, la pubblicazione che riassume e celebra gli oltre 40 anni di attività nell’antiquariato orientale di Gracis Andrea e sua moglie Marina. E’ il racconto di un interminabile viaggio alla scoperta dell’Oriente iniziato nel 1970 e diventato negli anni un’attività commerciale di riconosciuto successo.

Il libro ripercorre attraverso immagini di oggetti, suggestivi paesaggi, intensi volti di donne, bambini e uomini, etnie oggi quasi scomparse, il cammino che la Kandahar ha intrapreso con naturale e crescente passione.
Gli elementi d’arredo raccolti e fotografati ci accompagnano in un viaggio alla scoperta delle popolazioni nomadi e di montagna dell’Ararat, dell’Hindu–Kush, del Karakorum e dell’Himalaya.
Il libro è impreziosito inoltre da alcune massime di Hermann Hesse, del Dalai Lama, di Buddha, di Marcel Proust e altri storici personaggi.

“Kandahar, storia di una passione” ci avvicina con rara sensibilità e autenticità a questi mondi sconosciuti e millenari come in un museo vivo, a disposizione di tutti gli appassionati delle culture orientali.
Il libro è stato curato da Susanna da Cortà. Parte dei proventi della vendita sarà devoluta alla Messner Mountain Foundation (fondazione che aiuta i popoli di montagna himalayani).

E’ possibile acquistare il libro su www.kandahar.it

AGGIORNAMENTO: oggi 29.08.2011 sono stati donati i primi 1.000 euro ricavati dalla vendita dei libri.

A noi ce sarveranno le mignotte

Gira per il web un sonetto in romanesco molto divertente firmato Giuseppe Gioachino Belli, noto poeta italiano vissuto a Roma dal 1791 al 1863. Ovviamente si tratta di uno scherzo: si segnala l’incredibile attualità dello scritto, ma in realtà quando Belli scriveva l’Italia era ancora un sogno da realizzare e non c’erano ancora atenei che vedevano partire i “cervelli” per altre nazioni.
Ma certo erano tempi brutti anche i suoi: tempi terribili, corrotti e oscuri, su cui nei suoi sonetti fa parlare i romani, col loro dialetto così colorito e denso di significati.

Ecco il sonetto in questione, che sicuramente Belli avrebbe apprezzato…

Mentre ch’er ber paese se sprofonna
tra frane, teremoti, innondazzioni
mentre che so’ finiti li mijioni
pe turà un deficì de la Madonna

Mentre scole e musei cadeno a pezzi
e l’atenei nun c’hanno più quatrini
pe’ la ricerca, e i cervelli ppiù fini
vanno in artre nazzioni a cercà i mezzi

Mentre li fessi pagheno le tasse
e se rubba e se imbrojia a tutto spiano
e le pensioni so’ sempre ppiù basse

Una luce s’è accesa nella notte.
Dormi tranquillo popolo itajiano
A noi ce sarveranno le mignotte

100 libri

Questa è una lista stilata dalla BBC dei 100 libri più importanti della letteratura.
Un ottimo spunto se vi mancano idee sul prossimo libro da leggere…

(non sono in ordine di importanza)

1. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen
2. Il Signore degli Anelli – JRR Tolkien
3. Il Profeta – Kahlil Gibran
4. Harry Potter – JK Rowling
5. Se questo è un uomo – Primo Levi
6. La Bibbia
7. Cime Tempestose – Emily Bronte
8. 1984 – George Orwell
9. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni
10. La Divina Commedia – Dante Alighieri
11. Piccole Donne – Louisa M Alcott
12. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg
13. Comma 22 – Joseph Heller
14. L’opera completa di Shakespeare
15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani
16. Lo Hobbit – JRR Tolkien
17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco
18. Il Gattopardo – Tomasi di Lampedusa
19. Il Processo –  Franz Kafka
20. Le Affinità Elettive – Goethe
21. Via col Vento – Margaret Mitchell
22. Il Grande Gatsby – F Scott Fitzgerald
23. Bleak House – Charles Dickens
24. Guerra e Pace – Lev Tolstoj
25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
27. Delitto e Castigo– Fyodor Dostoevskj
28. Odissea – Omero
29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll
30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera
31. Anna Karenina – Leo Tolstoj
32. David Copperfield – Charles Dickens
33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis
34. Emma – Jane Austen
35. Cuore – Edmondo de Amici
36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo
37. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini
38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden
40. Winnie the Pooh – AA Milne
41. La Fattoria degli Animali – George Orwell
42. Il Codice da Vinci – Dan Brown
43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez
44. Il Barone Rampante – Italo Calvino
45. Gli Indifferenti – Alberto Moravia
46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
47. I Malavoglia – Giovanni Verga
48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello
49. Il Signore delle Mosche – William Golding
50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
51. Life of Pi – Yann Martel
52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway
53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes
54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe
55. Le Avventure di Pinocchio –  Collodi
56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon
57. Siddharta – Hermann Hesse
58. Brave New World – Aldous Huxley
59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
61. Uomini e topi – John Steinbeck
62. Lolita – Vladimir Nabokov
63. Il Commissario Maigret – George Simenon
64. Amabili resti – Alice Sebold
65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas
66. Sulla Strada – Jack Kerouac
67. La luna e i Falò – Cesare Pavese
68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding
69. Midnight’s Children – Salman Rushdie
70. Moby Dick – Herman Melville
71. Oliver Twist – Charles Dickens
72. Dracula – Bram Stoker
73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
74. Notes From A Small Island – Bill Bryson
75. Ulysses – James Joyce
76. I Buddenbroock – Thomas Mann
77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee
78. Germinal – Emile Zola
79. Vanity Fair – William Makepeace Thackeray
80. Possession – AS Byatt
82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde
83. Il Colore Viola – Alice Walker
84. The Remains of the Day – Kazuo Ishiguro
85. Madame Bovary – Gustave Flaubert
86. A Fine Balance – Rohinton Mistry
87. Charlotte’s Web – EB White
88. Il Rosso e il Nero – Stendhal
89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle
90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad
92. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery
93. The Wasp Factory – Iain Banks
94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
95. Un Uomo – Oriana Fallaci
96. Il Giovane Holden – Salinger
97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas
98. Amleto – William Shakespeare
99. Charlie and the Chocolate Factory – Roald Dahl
100. I Miserabili – Victor Hugo

Personalmente aggiungerei alcuni titoli, ovvero:
Robinson Crusoe – Daniel Defoe
L’alchimista – Paulo Coelho
La fine è il mio inizio – Tiziano Terzani

Perchè tu mi piaci.

Ciao, mi piaci!
Te lo dico subito che così non pensi che lo scrivo per altre cose.
Mi piaci dacce ti ho visto, non prima che non ti conoscevo e non lo so se mi piacevi, però dacchè mi piaci io penso che ti amo anche. Lo so, perchè sei bella e hai le lentiggini. E poi anch’io non sono tanto brutto ma un po’ anche bello. Se ti piaccio anch’io poi ci sposiamo… non oggi che ho il nuoto.
Io ti prometto che quando torno a casa ti porto tutti i fiori del mondo. Ti compro un fioraio e te lo porto, perchè tu mi piaci!
Ti porterò a cena fuori, ma non in un posto brutto, al più bello dei belli!
Per te mi farò sempre bello, così che neanche li guardi gli altri, ma solo a me.
Se vuoi, quando ci vediamo ti do i baci se ti piacciono, io li schifo, ma se ti piacciono te ne darò tantissimi, come quelli dei film.
Perchè tu, mi piaci.

Innamoratevi

…Svelti eh, svelti, veloci, piano, con calma, non v’affrettate eh. Poi non scrivete subito poesie d’amore eh, che sono le più difficili, aspettate di avere almeno un’ottantina d’anni. Scrivete su un altro argomento, che ne so… sul mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra.
Avete capito, la poesia non è fuori, è dentro!
Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu!
E vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete scegliere… a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola. Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
Da Adamo ed Eva… lo sapete Eva quanto ci ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa… ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.
Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è, vi dovete innamorare e diventa tutto vivo.
Si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità. E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato… questo è quello che dovete fare, non son riuscito a leggerli, ora mi son dimenticato!
Per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici, dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre. E se non avete i mezzi, non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria… tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa o da così, bhé buttatevi in terra, mettetevi cosi, eccolo quà! E’ da distesi che si vede il cielo, guarda che bellezza! Perché non mi ci sono messo prima?! Cosa guardate, i poeti non guardano, vedono!
Fatevi ubbidire dalle parole, se la parola muro, muro non vi dà retta, non usatela più per 8 anni, così impara!
Che è questo? Bhò non lo so. Questa è la bellezza, come quei versi là, che voglio che rimangano scritti li per sempre… forza cancellate tutto, che dobbiamo cominciare, la lezione è finita. Ciao ragazzi, ci vediamo mercoledì, giovedì. Ciao, arrivederci.

(Roberto Benigni “La tigre e la neve”)