Lo hai sentito tutta la vita che c’è qualche cosa di sbagliato nel mondo, non sai cos’è ma è qui come una scintilla nella tua mente che ti rende pazzo.
Capisci di cosa sto parlando?
La Matrice. La Matrice è dovunque tutto intorno a noi, anche adesso in questa stessa stanza. Puoi vederla quando apri la finestra o quando accendi la televisione, la puoi sentire quando vai al lavoro, quando vai in chiesa, quando paghi le tasse.
Questo è il mondo che è stato messo davanti i tuoi occhi per nasconderti la verità.
Quale verità? Che sei uno schiavo Neo, come tutti gli altri sei incatenato. Nato in una prigione che non puoi né sentire, né gustare e nemmeno toccare. Una prigione per la tua mente.
Nel tuo profondo lo hai sempre saputo che l’umanità non è quella che dovrebbe essere.
Che ci si può aspettare molto di più da questo mondo.
Che è tempo per l’umanità di evolvere.
E’ l’ora di svegliarsi.
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L’ora di svegliarsi
Il diritto al delirio
Bellissimo monologo di Eduardo Galeano, scrittore uruguaiano, una delle personalità più autorevoli e stimate della letteratura latinoamericana. Vale la pena di prendersi 5 minuti e ascoltarlo/leggerlo con calma.
(testo)
Benche’ non possiamo indovinare il tempo che sarà, possiamo avere almeno il diritto di immaginare come desideriamo che sia.
Le Nazioni Unite proclamarono le grandi liste dei diritti umani tuttavia la stragrande maggioranza dell’umanità, non ha altro che il diritto di vedere, udire e tacere.
Che direste se cominciassimo a praticare il mai proclamato diritto di sognare?
Che direste se delirassimo per un istante?
Alla fine del millennio puntiamo lo sguardo oltre l’infamia, per indovinare un altro mondo possibile.
L’aria sarà pulita da tutto il veleno che non venga dalla paure umane e dalle umane passioni.
La gente non sarà guidata dalla automobile, non sarà programmata dai calcolatori, ne sarà comprata dal supermercato, ne osservata dalla televisione.
La televisione cesserà d’essere il membro più importante della famiglia.
La gente lavorerà per vivere, invece di vivere per lavorare.
Ai codici penali si aggiungerà il delitto di stupidità che commettono coloro che vivono per avere e guadagnare, invece di vivere unicamente per vivere, come il passero che canta senza saper di cantare e come il bimbo che gioca senza saper di giocare.
In nessun paese verranno arrestati i ragazzi che rifiutano di compiere il servizio militare, solo quelli che vorranno compierlo.
Gli economisti non paragoneranno il livello di vita a quello di consumo, ne paragoneranno la qualità della vita alla quantità delle cose.
I cuochi non crederanno che alle aragoste piaccia essere cucinate vive.
Gli storici non crederanno che ai paesi piaccia essere invasi.
Il mondo non sarà più in guerra contro i poveri, ma contro la povertà e l’industria militare sarà costretta a dichiararsi in fallimento.
Il cibo non sarà una mercanzia, ne sarà la comunicazione un’affare,
perchè cibo e comunicazione sono diritti umani.
Nessuno morirà di fame, perchè nessuno morirà d’indigestione.
I bambini di strada non saranno trattati come spazzatura perchè non ci saranno bambini di strada
I bambini ricchi non saranno trattati come fossero denaro perchè non ci saranno bambini ricchi.
L’educazione non sarà il privilegio di chi può pagarla e la polizia non sarà la maledizione di chi non può comprarla.
La giustizia e la libertà, gemelli siamesi condannati alla separazione, torneranno a congiungersi, ben aderenti, schiena contro schiena.
In Argentina, le pazze di Plaza de Mayo saranno un esempio di salute mentale poichè rifiutarono di dimenticare nei tempi dell’amnesia obbligatoria.
La perfezione… la perfezione continuerà ad essere il noioso privilegio degli dei.
Pero’ in questo mondo… in questo mondo semplice e fottuto, ogni notte sarà vissuta come se fosse l’ultima e ogni giorno come se fosse il primo.
Por Osmar
Mi piace sviluppare la mia coscienza, per capire perchè sono vivo.
Che cos’è il mio corpo, e che cosa devo fare per cooperare con i disegni dell’universo.
Non mi piace la gente che accumula informazioni inutili.
Che si crea false forme di condotta, plagiata da personalità importanti.
Mi piace rispettare gli altri, non per via delle deviazioni narcisistiche della loro personalità,
ma per come si sono evoluti interiormente.
Non mi piace la gente la cui mente non sa riposare in silenzio.
Il cui cuore critica gli altri senza sosta. La cui sessualità vive insoddisfatta.
Il cui corpo s’intossica senza saper apprezzare di essere vivo.
Ogni secondo di vita è un regalo sublime.
Mi piace invecchiare, perchè il tempo dissolve il superflo, e conserva l’essenziale.
Non mi piace la gente, che per retaggi infantili, trasforma le bugie in superstizioni.
Non mi piace che ci sia un papa, che predica senza condividere la sua anima con una papessa.
Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne.
Mi piace collaborare, e non competere.
Mi piace scoprire in ogni essere, quella gioia interna che potremmo chiamare Dio interiore.
Non mi piace l’arte che serve solo a celebrare il suo esecutore.
Mi piace l’arte che serve per guarire.
Non mi piacciono le persone troppo stupide.
Mi piace tutto ciò che provoca risate.
Mi piace affrontare volontariamente la mia sofferenza, con l’obbiettivo di espandere, la mia coscienza.
Alejandro Jodorowsky

Invictus
Dal profondo della notte che mi avvolge,
buia come il pozzo più profondo che va da un polo all’altro,
ringrazio gli dei qualunque essi siano
per l’indomabile anima mia.
Nella feroce morsa delle circostanze
non mi sono tirato indietro né ho gridato per l’angoscia.
Sotto i colpi d’ascia della sorte
il mio capo è sanguinante, ma indomito.
Oltre questo luogo di collera e lacrime
incombe solo l’orrore delle ombre,
eppure la minaccia degli anni
mi trova, e mi troverà, senza paura.
Non importa quanto sia stretta la porta,
quanto piena di castighi la vita,
io sono il padrone del mio destino:
io sono il capitano della mia anima.

Invictus è una poesia del poeta inglese William Ernest Henley (1849-1903). Il titolo proviene dal latino e significa “invitto”, ossia “mai sconfitto“. All’età di 12 anni, Henley rimase vittima del morbo di Pott, una grave forma di tubercolosi ossea. Nonostante ciò, riuscì a continuare i suoi studi e a tentare una carriera giornalistica a Londra. Il suo lavoro, però, fu interrotto continuamente dalla grave patologia, che all’età di 25 anni lo costrinse all’amputazione di una gamba per sopravvivere. Henley non si scoraggiò e continuò a vivere per circa 30 anni con una protesi artificiale, fino all’età di 53 anni. Questa è la poesia con la quale Nelson Mandela alleviò gli anni della sua prigionia durante l’apartheid.
Istanti

Se io potessi vivere un’altra volta la mia vita
nella prossima cercherei di fare più errori
non cercherei di essere tanto perfetto,
mi negherei di più,
sarei meno serio di quanto sono stato,
difatti prenderei pochissime cose sul serio.
Sarei meno igienico,
correrei più rischi,
farei più viaggi,
guarderei più tramonti,
salirei più montagne,
nuoterei più fiumi,
andrei in posti dove mai sono andato,
mangerei più gelati e meno fave,
avrei più problemi reali e meno immaginari.
Io sono stato una di quelle persone che ha vissuto sensatamente
e precisamente ogni minuto della sua vita;
certo che ho avuto momenti di gioia
ma se potessi tornare indietro cercherei di avere soltanto buoni momenti.
Nel caso non lo sappiate, di quello è fatta la vita,
solo di momenti, non ti perdere l’oggi.
Io ero uno di quelli che mai andava in nessun posto senza un termometro,
una borsa d’acqua calda, un ombrello e un paracadute;
e potessi vivere di nuovo comincerei ad andare scalzo all’inizio della primavera
e continuerei così fino alla fine dell’autunno.
Farei più giri nella carrozzella,
guarderei più albe e giocherei di più con i bambini,
se avessi un’altra volta la vita davanti.
Ma guardate, ho 85 anni e so che sto morendo.
Jorge Luis Borges
Elogio dei piedi
Perché reggono l’intero peso.
Perché sanno tenersi su appoggi e appigli minimi.
Perché sanno correre sugli scogli e neanche i cavalli lo sanno fare.
Perché portano via.
Perché sono la parte più prigioniera di un corpo incarcerato. E chi esce dopo molti anni deve imparare di nuovo a camminare in linea retta.
Perché sanno saltare, e non è colpa loro se più in alto nello scheletro non ci sono ali.
Perché sanno piantarsi nel mezzo delle strade come muli e fare una siepe davanti al cancello di una fabbrica.
Perché sanno giocare con la palla e sanno nuotare.
Perché per qualche popolo pratico erano unità di misura.
Perché quelli di donna facevano friggere i versi di Pushkin.
Perché gli antichi li amavano e per prima cura di ospitalità li lavavano al viandante.
Perché sanno pregare dondolandosi davanti a un muro o ripiegati indietro da un inginocchiatoio.
Perché mai capirò come fanno a correre contando su un appoggio solo.
Perché sono allegri e sanno ballare il meraviglioso tango, il croccante tip-tap, la ruffiana tarantella.
Perché non sanno accusare e non impugnano armi.
Perché sono stati crocefissi.
Perché anche quando si vorrebbe assestarli nel sedere di qualcuno, viene scrupolo che il bersaglio non meriti l’appoggio.
Perché, come le capre, amano il sale.
Perché non hanno fretta di nascere, però poi quando arriva il punto di morire scalciano in nome del corpo contro la morte.
Erri De Luca

Meglio perdere…
Io sono un uomo che preferisce perdere piuttosto che vincere con modi sleali e spietati.
Grave colpa da parte mia, lo so! E il bello è che ho la sfacciataggine di difendere tale colpa, di considerarla quasi una virtù.
(Pier Paolo Pasolini)

Essere accettati, essere diversi
Ci teniamo tutti ad essere accettati,
ma dovete credere che i vostri pensieri siano unici e vostri,
anche se ad altri sembrano strani e impopolari,
anche se il gregge può dire: “Non è beeeene!”.
Come ha detto Frost: “Due strade trovai nel bosco
e io scelsi quella meno battuta ed è per questo che sono diverso”.

(da “L’attimo fuggente”)
Voto: 7 1/2
(vedi la mia “Film List” completa, con tutti i voti dei film che ho visto)
La felicità
Mia madre mi ripeteva sempre che la felicità è la chiave della vita.
Quando andai a scuola, mi domandarono come volessi essere da grande.
Io scrissi “felice”. Mi dissero che non avevo capito il compito.
Io dissi che loro non avevano capito la vita.
(John Lennon)

La disobbedienza civile…
“La disobbedienza civile diviene un dovere sacro quando lo Stato diviene dispotico o, il che è la stessa cosa, corrotto.
E un cittadino che scende a patti con un simile Stato è partecipe della sua corruzione e del suo dispotismo.”
Ghandi



















