Category Archives: Perle di saggezza

Sul giornalismo… di Joseph Pulitzer

Big up a Wired che questo mese pubblica in Log Out (pensieri da incorniciare) un testo di Joseph Pulitzer del 1904, tratto da Sul Giornalismo (Bollati Boringhieri) che riporto di seguito, sull’importanza e i ruoli dell’informazione. Ogni giornalista (specie in Italia) dovrebbe impararsi a memoria queste parole e soprattutto rispettarle: così facendo forse, avremmo un’informazione degna di chiamarsi tale.

Che ci piaccia o meno, ci siamo imbarcati in una rivoluzione del pensiero e dell’esistenza. Il progresso dilaga a velocità sempre maggiore, superando di gran lunga nel giro di pochi decenni il cammino compiuto di precedenti secoli e millenni…
La stampa è l’unica a lavorare per il pubblico interesse. “L’interesse di tutti è l’interesse di nessuno”, ma questo non vale per il giornalista: esso è suo per adozione. Se non fosse per le sue attenzioni, quasi ogni riforma fallirebbe in partenza. Egli ricorda ai funzionari il loro dovere. Denuncia piani segreti di ladrocinio. Promuove ogni promettente progetto di sviluppo. Avvicina tra loro le classi e le professioni, insegna loro ad agire di concerto sulla base del senso civico comune.
La nostra Repubblica e la sua stampa progrediranno o cadranno insieme. Una stampa capace, animata da spirito civico, con un’intelligenza allenata a distinguere ciò che è giusto e ad avere il coraggio di realizzarlo, può preservare quella pubblica virtù senza la quale il governo del popolo non è che impostura e dileggio. Una stampa cinica, mercenaria, demagogica e corrotta a lungo andare renderà il popolo tanto ignobile quanto lo è essa stessa.
Il potere di plasmare il futuro della Repubblica è nelle mani dei giornalisti delle future generazioni.

Il discorso tipico dello schiavo

Questo discorso è di Silvano Agosti, regista e scrittore romano (in realtà è molto di più).
L’ho scoperto alcuni anni fa e da allora cerco di ascoltarlo almeno una volta al mese, per tenere bene a mente ciò che dice. Penso che questo discorso riassuma perfettamente i motivi che ci hanno portato a creare la società malata in cui viviamo. Penso che questo discorso dovrebbe essere stampato e appeso in ogni aula scolastica e in ogni ufficio di lavoro. Per quanto mi riguarda, ho voluto pubblicarlo su Dolce Vita (n.23 luglio/agosto 2009) e l’ho inserito in una canzone del mio prossimo album. Ora, lo pubblico anche qui.
Consiglio infine la lettura di “Lettere dalla Kirghisia“, il libro più famoso di Silvano (1° edizione ed. L’immagine, 2° edizione Rizzoli – nota: va bene anche la seconda edizione, in cui c’è comunque il testo della prima). Questo, il sito personale di Silvano. Buon ascolto…

(testo)

Uno degli aspetti più micidiale dell’attuale cultura, è di far credere che sia l’unica cultura…
invece è semplicemente la peggiore.
Gli esempi sono nel cuore di ognuno… per esempio il fatto che la gente vada a lavorare
sei giorni alla settimana è la cosa più pezzente che si possa immaginare.
Come si fa a rubare la vita agli esseri umani in cambio del cibo,
del letto, della macchinetta…
Mentre fino ad ieri credevo che mi avessero fatto un piacere a darmi un lavoro, da oggi
penso: “Pensa questi bastardi che mi stanno rubando l’unica vita che ho, perché non ne
avrò un’altra, c’ho solo questa.. e loro mi fanno andare a lavorare 5 volte, 6 giorni alla
settimana e mi lasciano un miserabile giorno, per fare cosa?! Come si fa in un giorno a
costruire la vita?!”
Allora, intanto uno non deve mettere i fiorellini alla finestra della cella della quale è prigioniero
perché sennò anche se un giorno la porta sarà aperta lui non vorrà uscire…
Deve sempre pensare, con una coscienza perfetta: “Questi stanno rubandomi la vita,
in cambio di mille euro al mese, bene che vada, mentre io sono un capolavoro
il cui valore è inenarrabile”
Non capisco perché un quadro di Van Gogh debba valere miliardi e un essere
umano due mille euro al mese, bene che vada.
Secondo me poi, siccome c’è un parametro che, con le nuove tecnologie, i profitti sono
aumentati almeno 100 volte… e allora il lavoro doveva diminuire almeno 10 volte!
Invece no! L’orario di lavoro è rimasto intatto. Oggi so che mi stanno rubando il bene più
prezioso che mi è stato dato dalla Natura.
Pensa alla cosa più bella che la Natura propone, che è quella, mettiamo, di fare l’amore…
Immagina che tu vivi in un sistema politico, economico e sociale dove le persone sono
obbligate, con quello che le sorveglia, a fare l’amore otto ore al giorno… sarebbe una
vera tortura. E quindi perché non dovrebbe essere la stessa cosa per il lavoro che non è
certamente più gradevole di fare l’amore, no?! Per esempio il fatto che la gente vada a
lavorare sei giorni alla settimana… certo c’ho il mitra alla nuca, lo faccio, perché faccio il
discorso: “Meglio leccare il pavimento o morire?”
“Meglio leccare il pavimento” ma quello che è orrendo in questa cultura è che
“leccare il pavimento” è diventata addirittura una aspirazione, capisci?
Ma è mostruoso che il tipo debba andare a lavorare 8 ore al giorno e debba essere pure
grato a chi gli fa leccare il pavimento, capisci? Tutto ciò è mostruoso…
“SI VABBE’ MA ORMAI E’ IRREVERSIBILE LA SITUAZIONE…”
…Si, tu fai giustamente un discorso in difesa di chi ti opprime, perché è il tipico dello
schiavo, no?! Il vero schiavo difende il padrone, mica lo combatte.
Perché lo schiavo non è tanto quello che ha la catena al piede quanto
quello che non è più capace di immaginarsi la libertà.
Ma rispetto a quello che tu mi hai detto adesso: quando Galileo ha enunciato che era la
Terra a girare intorno al Sole, ci sarà sicuramente stato qualcuno come te, che gli avrà
detto: “Eh si! sono 22 secoli che tutti dicono che è il Sole che gira intorno, mò arrivi te
a dire questa stronzata… e come farai a spiegarlo, a tutti gli esseri umani?” e lui: “Non è
affar mio, signori…”
“Allora guarda, noi intanto ti caliamo in un pozzo e ti facciamo dire che non è vero, così
tutto torna nell’ordine delle cose”… hai capito? Perché tutto l’Occidente vive in un’area
di beneficio perché sta rubando 8/10 dei beni del resto del Mondo.Quindi non è che noi
stiamo vivendo in un regime politico capace di darci la televisione, la macchina, ecc… no!
E’ un sistema politico che sa rubare 8/10 a 3/4 di Mondo e da un po’ di benessere a 1/4
di Mondo, che siamo noi.
Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire…
o bisogna accorgersi che siete tutti morti!

Innamoratevi

…Svelti eh, svelti, veloci, piano, con calma, non v’affrettate eh. Poi non scrivete subito poesie d’amore eh, che sono le più difficili, aspettate di avere almeno un’ottantina d’anni. Scrivete su un altro argomento, che ne so… sul mare, il vento, un termosifone, un tram in ritardo, ecco, che non esiste una cosa più poetica di un’altra.
Avete capito, la poesia non è fuori, è dentro!
Cos’è la poesia? Non chiedermelo più, guardati nello specchio, la poesia sei tu!
E vestitele bene le poesie, cercate bene le parole, dovete scegliere… a volte ci vogliono 8 mesi per trovare una parola. Sceglietele, che la bellezza è cominciata quando qualcuno ha cominciato a scegliere.
Da Adamo ed Eva… lo sapete Eva quanto ci ha messo prima di scegliere la foglia di fico giusta? Come mi sta questa, come mi sta questa, come mi sta questa… ha spogliato tutti i fichi del paradiso terrestre.
Innamoratevi! Se non vi innamorate è tutto morto, morto tutto è, vi dovete innamorare e diventa tutto vivo.
Si muove tutto. Dilapidate la gioia, sperperate l’allegria, siate tristi e taciturni con esuberanza. Fate soffiare in faccia alla gente la felicità. E come si fa? Fammi vedere gli appunti che mi son scordato… questo è quello che dovete fare, non son riuscito a leggerli, ora mi son dimenticato!
Per trasmettere la felicità bisogna essere felici e per trasmettere il dolore bisogna essere felici. Siate felici, dovete patire, stare male, soffrire, non abbiate paura a soffrire, tutto il mondo soffre. E se non avete i mezzi, non vi preoccupate, tanto per fare poesia una sola cosa è necessaria… tutto! Avete capito? E non cercate la novità, la novità è la cosa più vecchia che ci sia. E se il verso non vi viene da questa posizione, da questa o da così, bhé buttatevi in terra, mettetevi cosi, eccolo quà! E’ da distesi che si vede il cielo, guarda che bellezza! Perché non mi ci sono messo prima?! Cosa guardate, i poeti non guardano, vedono!
Fatevi ubbidire dalle parole, se la parola muro, muro non vi dà retta, non usatela più per 8 anni, così impara!
Che è questo? Bhò non lo so. Questa è la bellezza, come quei versi là, che voglio che rimangano scritti li per sempre… forza cancellate tutto, che dobbiamo cominciare, la lezione è finita. Ciao ragazzi, ci vediamo mercoledì, giovedì. Ciao, arrivederci.

(Roberto Benigni “La tigre e la neve”)

Bruce Lee: 11 lezioni di vita

Bruce Lee è stato un attore, un filosofo, un regista, un produttore, un sceneggiatore e un artista marziale. E’ nato nel 1940 ed è morto nel 1973 a causa di una misteriosa emorragia cerebrale. Molti considerano Bruce Lee come il più influente protagonista delle arti marziali del 20° secolo. È stato un vero pioniere, rendendo popolari le arti marziali cinesi in occidente. Ancora oggi è considerato una leggenda, per la sua filosofia di vita attraverso la sua arte marziale Jeet Kune Do e attraverso la sua scrittura. Era un ragazzo magro, che pesava poco, ma sembrava avere la forza di un leone. Ha ispirato e motivato migliaia di persone, dimostrando come ognuno di noi può decidere della propria vita, senza essere influenzato dagli altri.

Questi sono gli 11 insegnamenti più importanti di Bruce Lee:

1. Obiettivi

“Un obiettivo non è sempre destinato ad essere raggiunto, spesso serve semplicemente come qualcosa a cui puntare”.

Gli obiettivi servono quindi per avere uno stimolo e non bisogna dare troppo peso al loro raggiungimento. Bisogna concentrarsi sul “viaggio” e il processo. Se si sta effettuando un’escursione su un sentiero bellissimo, il vostro obiettivo è quello di arrivare a destinazione finale, ma questo non significa che non si può godere della passeggiata, o anche cambiare direzione. Siate aperti, essere flessibili.

2. Flessibilità

“Si noti che l’albero più rigido si rompe più facilmente, mentre il bambù o salice sopravvive piegandosi con il vento.”

I popoli più felici del mondo, sono flessibili. Non hanno credenze rigide e non cercano di controllare o manipolare l’ambiente circostante. Se si vuole avere una vita appagante e felice, bisogna essere flessibili e accettare le cose come sono.

3. Tempo

“Se amate la vita, non perdete tempo, perché è il tempo ciò di cui è fatta la vita”.

Non c’è tempo da perdere, per soccombere alle vostre paure. So che può essere difficile, ma alla fine ognuno di noi muore, quindi perché non sfruttare al meglio la tua vita? Non perdere tempo e cerca di realizzare con coraggio i tuoi sogni sogni.

4. Servizio

“Vivere realmente per gli altri.”

Il modo più soddisfacente di vivere è quello di aiutare e arricchire la vita degli altri. Se si riesce a trovare un modo per risolvere i problemi di altre persone mentre si segue la propria passione, si ha trovato il modo ideale di vivere.

5. Accettazione

“Non preoccupatevi di chi è giusto o sbagliato o meglio. Non essere a favore o contro”.

Se vogliamo che la Terra diventi migliore, dobbiamo lasciar andare il giudizio, i pregiudizi e le credenze rigide. Non c’è bisogno di essere giusto o sbagliato, o dire che sei meglio di qualcun altro. Tutto è come è. Se non ti piace, puoi fare qualcosa di diverso, ma non iniettare energia negativa, perché non fai mai nulla di buono.

6. Risolutezza

“Non temere l’uomo che ha praticato 10 mila calci una volta, ma temi l’uomo che ha praticato un calcio 10 mila volte.”

Se si vuole ottenere risultati e qualcosa di grande, dovete smettere di sguazzare e saltare da cosa a cosa. La maggior parte delle persone smette prima di raggiungere qualsiasi risultato. Essi rinunciano troppo presto. Non essere una di quelle persone!

7. Creatività

“Nessun modo, nessuna limitazione”.

Significa non imporsi limiti troppo rigidi. Anche se un guru ti dice che qualcosa è impossibile non significa che lo sia. Ricordate, alla maggior parte dei grandi popoli fu detto che non avrebbero mai potuto fare qualcosa di grande, ma sono andati avanti e lo hanno fatto lo stesso. Ascoltate voi stessi e fate quello che vi emoziona.

8. Semplicità

“La semplicità è la chiave della brillantezza”.

Semplifica la tua vita ed elimina il superfluo. A noi come società, è stato insegnato a consumare e accumulare beni materiali. Per fortuna, stiamo iniziando a capire che questo non funziona. La felicità viene da dentro, non dall’esterno. La semplicità ti dà la chiarezza e la pace della mente.

9. Trova il tuo percorso

“Assorbire ciò che è utile, scartare ciò che non lo è, aggiungere quello che è unicamente vostro.”

Inizialmente, imparate da qualcuno che ottiene le cose in modo efficace, prendete ciò che funziona e scartate ciò che non lo fa. Siamo tutti unici, quindi col tempo dobbiamo trovare la nostra anima e iniziare ad ascoltare noi stessi. Ascolta il tuo cuore per l’orientamento. Dove cerca di portarvi?

10. Attivati

“Conoscere non è sufficiente, è necessario applicare; la disponibilità non è sufficiente, si deve fare”.

È possibile leggere tutte le informazioni che volete, ma se non agite, non succederà nulla. Sarà come non avere mai una chiarezza cristallina, così si andrà avanti attraverso la confusione e l’incertezza. Devi iniziare a muoverti subito, al fine di arrivare dove vuoi.

11. Ego

“Le arti marziali sono, in ultima analisi, la conoscenza di sé. Un pugno o un calcio non servono per mandare all’inferno la persona che avete di fronte, ma per  sconfiggere il vostro ego e la vostra paura.”

Tutto ciò che fai coinvolge il tuo ego. E ‘quello che ha paura. Vuole rimanere dove le cose sono comode, convenienti e sicure. Se ascolti il tuo cuore, tu sai che questo non è il percorso per te. Bisogna accettare la paura dentro di sé e continuare a muoversi. La vita è fatta per essere vissuta, quindi inizia a vivere e segui le tue passioni.

Se siete d’accordo, non esitate a passare questo articolo ai vostri amici!

(fonte: 11 Inspiring Life Lesson from Bruce Lee, di Henri Junttila, segnalato da Irko, traduzione di Matteo Gracis)

Moltitudine Inarrestabile

Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto.

(testo)

Nella mia visione noi siamo parte di un movimento che è più grande, più profondo e più esteso di quanto noi stessi sappiamo o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto aldilà del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede un’ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio.
Questo movimento senza nome, è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto.
La stessa parola “movimento” secondo me è troppo ristretta per definirlo.
Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi inappagabile ed instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori, economici, culture, regioni e comunità. Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni.
Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale.
Questi 3 settori e le loro branchie si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono.
Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie, questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civili e umani, è un movimento democratico. Questo è il mondo che verrà.

Quello che vedete qui è solo l’inizio di una lunga lista di almeno 130.000 organizzazioni che in tutto il mondo lavorano per la giustizia sociale ed ambientale. E’ una stima per difetto, potrebbero essere 250.000 gruppi o forse anche 500.000. Sono certo che leggendoli, la maggior parte di questi nomi, non vi saranno familiari, neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento.
Esso si basa sulle affinità, la comunità, la simbiosi, è pacha mama, è la mamma, capite? E’ la Terra che risponde, che si sta svegliando. Quelli che vedete elencati su questo schermo , sono vostri simili e ciò vi può dare un’idea di quanto sia grande questo movimento. Se avessi avviato questo video venerdì mattina alle 9 quando è iniziata la conferenza e lo avessi lasciato scorrere tutto il venerdì e tutta la notte, tutto il sabato e tutta la notte, tutta la domenica e tutta la notte e tutto il lunedì, ancora non avremmo visto ogni nome di ogni gruppo del mondo, che siamo noi.

E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo.
Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce. E’ in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, in ogni gruppo etnico al mondo. Questa è la prima volta che sul pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. 
Nel corso del ventesimo secolo le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni, hanno dominato le nostre convinzioni. Sono le ideologie che hanno governato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo.
Nelle parole di Ed Hunt le ideologie hanno fermato la Terra, blindandola, hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del nostro territorio, il che non è stato piacevole. Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi sappiamo dove si trova la salvezza. Lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia. La salvezza si trova nella diversità.

Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati dalle ideologie. Tocca a noi decidere come saremo, chi saremo.
Questo è ciò che vuol dire ricostruire; questa è la capacità di risposta. Che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
L’umanità sa cosa deve fare.
Paul Hawken 

Sul sito www.moltitudineinarrestabile.it è possibile leggere le prime 50 pagine del libro Moltitudine Inarrestabile, edito in Italia da Edizioni Ambiente (acquista il libro qui)

L’ultimo albero…

Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato,
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

La nostra terra vale più del vostro denaro. E durerà per sempre.
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.
Finchè il sole splenderà e l’acqua scorrerà, darà vita a uomini e animali.
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;
è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla perchè non ci appartiene. Potete contare il vostro denaro e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa, ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d’erba della nostra terra. 
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo e che potete portare con voi, ma la terra mai.

Sahpo Muxika / Piede di Corvo (ex capo della tribù Piedi Neri / Pikàni, nativi americani)

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Elogio della follia

Osservate con quanta previdenza la natura, madre del genere umano, ebbe cura di spargere ovunque un pizzico di follia. Infuse nell’uomo più passione che ragione perché fosse tutto meno triste. Se i mortali si guardassero da qualsiasi rapporto con la saggezza, la vecchiaia neppure ci sarebbe. Se solo fossero più fatui, allegri e dissennati godrebbero felici di un’eterna giovinezza. La vita umana non è altro che un gioco della Follia. (da l’Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam)

Buona visione… 

Cuori vicini e lontani

Un giorno, un pensatore indiano fece la seguente domanda ai suoi discepoli:
Perché le persone gridano quando sono arrabbiate?
“Gridano perché perdono la calma” rispose uno di loro.
“Ma perché gridare se la persona sta al suo lato?” disse nuovamente il pensatore.
“Bene, gridiamo perché desideriamo che l’altra persona ci ascolti” replicò un altro discepolo. E il maestro tornò a domandare: “Allora non è possibile parlargli a voce bassa?” Varie altre risposte furono date ma nessuna convinse il pensatore.
Allora egli esclamò: “Voi sapete perché si grida contro un’altra persona quando si è arrabbiati? Il fatto è che
quando due persone sono arrabbiate i loro cuori si allontanano molto. Per coprire questa distanza bisogna gridare per potersi ascoltare. Quanto più arrabbiati sono tanto più forte dovranno gridare per sentirsi l’uno con l’altro. D’altra parte, che succede quando due persone sono innamorate? Loro non gridano, parlano soavemente. E perché?
Perché i loro cuori sono molto vicini. La distanza tra loro è piccola. A volte sono talmente vicini i loro cuori che neanche parlano, solamente sussurrano. E
quando l’amore è più intenso non è necessario nemmeno sussurrare, basta guardarsi. I loro cuori si intendono. E’ questo che accade quando due persone che si amano si avvicinano.”

Infine il pensatore concluse dicendo: “Quando voi discuterete non lasciate che i vostri cuori si allontanino, non dite parole che li possano distanziare di più, perché arriverà un giorno in cui la distanza sarà tanta che non incontreranno mai più la strada per tornare.”

Mahatma Gandhi

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Lentamente muore

Sempre bellissima questa poesia di Martha Medeiros, giornalista e scrittrice brasiliana. Il titolo originale è “A morte devagar” e compare nella raccolta “Poesia Reunida” (1998). E’ al centro di una delle più colossali errate attribuzioni circolanti su internet: essa è infatti attribuita dai più a Pablo Neruda, il premio nobel per la letteratura del 1971. Ma sia la fondazione Neruda che l’editore italiano Passigli hanno chiaramente negato che sia opera del poeta cileno.
Una poesia da leggere e rileggere infinite volte.
Da tenere a mente, sempre. Da incorniciare!  

Lentamente muore
Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi, chi non cambia la marca, chi non rischia e cambia colore dei vestiti, chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione, chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni, proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo, chi è infelice sul lavoro, chi non rischia la certezza per l’incertezza, per inseguire un sogno, chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati. Lentamente muore chi non viaggia, chi non legge, chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso. Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo, chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare. Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.

Think different

Questo film lo dedichiamo ai folli, agli anticonformisti, ai ribelli, ai piantagrane, a tutti coloro che vedono le cose in modo diverso. Costoro non amano le regole, specie i regolamenti e non hanno alcun rispetto per lo status quo. Potete citarli, essere in disaccordo con loro, potete glorificarli o denigrarli. Ma l’unica cosa che non potrete mai fare, è ignorarli. Perchè riescono a cambiare le cose, perchè fanno progredire l’umanità, e mentre qualcuno potrebbe definirli folli, noi ne vediamo il genio. Perchè solo coloro che sono abbastanza folli da poter pensare di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.