Category Archives: Pensieri e parole

Milano 2010

…il cielo di Milano è finto: non ci sono più stelle, non ci sono più nemmeno nuvole.
E’ una cappa grigia/gialla innaturale, un colore indescrivibile. Anche con il sole, è un azzurro sbiadito.
La città sembra correre ma in realtà è ferma: auto ovunque, motori accesi, fari.
Infinite code immobili. Solo qualche sirena, di tanto in tanto, sfreccia zigzagando tra suv e utilitarie ammaccate.
Alla guida persone sempre più simili ad automi: mani ferme sul volante, capo inclinato in avanti, sguardo fisso, cervello in stand-by. La prova che si tratta di umani la si deve a quelli che almeno si muovono, nervosamente fumano, urlano nei cellulari. Ognuno con la propria macchina, una macchina per ogni persona, dieci-cento-mille macchine per dieci-cento-mille persone. Li guardo e non li vedo sorridere, mai. Ma nemmeno lamentarsi, sbuffare. Apatia totale. E’ inquietante.
Fuori l’aria è densa, sembra appoggiarsi sulla pelle e non è piacevole: sento quasi il suo odore, cattivo, malsano.
Zero biciclette, marciapiedi trasformati in parcheggi, aiuole abbandonate.
Questa città è malata. Si salvi chi può…

…si tira avanti

Io non sopporto quando una persona, alla domanda “come va?”, risponde: “Ma si dai” oppure “Eh cosa vuoi… si tira avanti“.
Fossero casi isolati pazienza, non mi darebbe così fastidio, il problema invece è che la maggior parte delle persone risponde proprio così. Pensateci, quand’è stata l’ultima volta che qualcuno vi ha risposto: “Benissimo, va proprio bene!” oppure “Alla grande!
E’ molto probabile che non abbiate mai sentito una simile risposta. E sapete perchè?
Perchè la gente è triste, insoddisfatta, vuota, rassegnata. La gente qui non vive più, ma sopravvive. Tira avanti, appunto, ma è paradossale: è gente che ha tutto, ma non apprezza più niente. Non si rende conto di quanto è privilegiata e fortunata rispetto a chi veramente sopravvive e lotta per arrivare a fine giornata (mi riferisco ai miliardi di esseri umani che vivono nel terzo mondo). La gente qui ha continuamente bisogno di più cose, più soldi, più cibo, più tutto. E più ne ha, più ne vuole.

Si è vero, c’è la crisi, la gente ha mille problemi, ecc ecc… ma ciò di cui sto parlando io non ha nulla a che vedere con queste cose. L’insoddisfazione e l’apatia da me descritte qui sopra non riguardano solo gli ultimi anni: è un meccanismo perverso che va avanti da decenni ormai, che è nato con il consumismo e la globalizzazione, con la perdita di certi valori e il “rincoglionimento” delle masse.
Qualcuno penserà che sono esagerato, che tutto questo non è collegabile con la semplice risposta che uno da quando gli si chiede come va: può darsi, ma è una cosa che mi ha sempre dato fastidio, che ho sempre notato e che noto sempre più spesso.

Certo, non è facile essere sempre di buon umore, allegri e felici ma non serve esserlo per rispondere “va alla grande!”. Basterebbe che ci impegnassimo un po’ di più per riconoscere la preziosità di ogni singolo giorno. (cit. Dalai Lama)

Televisione-società-reality show-crisi… Qui c’è qualcosa che non va!

Vi invito a leggere il commento che segue, scritto da una certa Barbara sul sito de Il Gazzettino, riguardante il vincitore del Grande Fratello 2010, Mauro Marin:

Io sono disoccupata, da mesi… ma Mauro l’ho votato e l’ho portato alla vittoria con tutti gli altri… preferivo rinunciare al cappuccino e alla brioche, oppure al mio giornale preferito… IO faccio parte di quei precari che perdono il lavoro per la crisi, di quelli che si arrangiano con lavoretti in nero perchè altri non si trovano, IO sono una di quelle persone di cui tutti parlano mentre intascano i loro stipendi e pontificano… ma ho votato Mauro e lo rifarei!

scimmia20stupita1Ormai nulla più mi meraviglia (ahimè), so bene che in giro nel mondo esistono persone di tutti i tipi, con diversi interessi e diverse priorità, ma devo dire che ogni volta che leggo cose di questo tipo sento una sensazione strana, un mix di desolazione, sgomento, pena e disprezzo
Dopo aver letto il commento sopra citato ho voluto dare un’occhiata a quelli che seguivano, nella speranza di trovare qualche spiraglio di buon senso, qualcuno di più simile a me, al mio modo di ragionare (e per non sentirmi per l’ennesima volta un alieno lontano da casa). Grazie al cielo, qualcuno l’ho trovato… riporto il più significativo: 

Trovo il commento inviato da Barbara estremamente inquietante, purtroppo il livello dei miei studi è molto basso, ma mi piacerebbe molto sentire l’opinione di qualche sociologo o esperto in materia riguardo a questo tipo di comportamento. Voglio dire, cosa spinge delle persone apparentemente normali, afflitte da gravi problemi socio economici come la mancanza di lavoro e di prospettive future, a sprecare ulteriore tempo e denaro per seguire degli eventi come il Gf, che la maggior parte delle persone trovano semplicemente demenziali? (Silverfox)

Io non sono un sociologo o un esperto in materia, quindi non ho la risposta a questa domanda (ma penso che nemmeno gli esperti ce l’abbiano). Viviamo un’epoca strana, questo è certo: siamo circondati da incredibili paradossi e contraddizioni. Ci bombardano di cazzate, ci distraggono con finte notizie, cercano di lobotomizzarci con queste porcate televisive e spesso, come questo caso dimostra, ci riescono!
Dobbiamo stare attenti, salvaguardarci, proteggerci. Secondo me non è cosa da sottovalutare.
 

APPROFONDIMENTI
> Il Grande Fratello, fonte di disvalori 

Gli italiani che vogliono il Duce

Riporto un post trovato in rete, che condivido pienamente.
E per i nostalgici del Duce, ci tengo sempre a ricordare, che l’apologia del fascismo è reato!
Buona lettura.

duce-grossa-2Non c’è altra spiegazione: a gran parte degli italiani piace essere dominati. Li eccita, proprio. Gli viene duro -oppure si bagnano, a seconda del sesso- al solo pensiero di essere guidati con l’autorità, la forza, l’arbitrio. Li rassicura, credo.

Così possono smettere di pensare, ché pensare significa necessariamente dover diventare individui liberi, cioè responsabili, e voi capirete che essere responsabili non è per niente una passeggiata, perché impegna, comporta sacrificio e può pure andare a finire che non ci dormi di notte. E invece vogliono dormire tranquilli, loro.
Certo, hanno delle necessità e dei bisogni, desiderano delle cose: ma preferiscono prendersele furtivamente quando qualcuno gliele dà, come quando si butta l’avanzo della cena nella ciotola di un cane, piuttosto che rivendicarle come diritti.

Perché i diritti comportano degli obblighi.
E quegli obblighi, diciamocelo, chi cazzo te lo fa fare di prenderteli?
Meglio schiavi, si fa meno fatica e tutto sommato si campa lo stesso. Per non dire meglio.

Non è che quegli italiani non le vedano, non le riconoscano o non le capiscano,
tutte le nefandezze che stanno succedendo.
Il guaio, quello vero, è che le vogliono
.

Home

Home – La nostra terra“  è un film-documentario sull’ambiente e il cambiamento climatico, di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente.

Io l’ho trovato bellissimo! A tratti emozionante. Un film che dovrebbero proiettare nelle scuole, che dovrebbero obbligare tutti a vedere. Il film, che è stato prodotto senza fini di lucro, si pone come obiettivo quello di essere visto dal maggior numero di persone possibili per accrescere il livello di consapevolezza sulla responsabilità di ogni individuo nei confronti del Pianeta. E con me, ha raggiunto l’obiettivo: se prima ero solo interessato a certe tematiche, ora dopo la visione di questo film, ho deciso che voglio fare anch’io qualcosa di concreto! Non possiamo restarcene immobili, abbiamo il dovere di fare qualcosa. Allora, tanto per iniziare, questo post inaugura una nuova categoria sul blog, ovvero “Ambiente e Natura”, nella quale tratterò temi inerenti a tutto questo. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi. Nel frattempo vi invito a guardare il film in questione: fermatevi un attimo, prendetevi un’ora e mezza di tempo. Si tratta di una cosa non importante, ma fondamentale! E ci riguarda tutti.

Questo film era un progetto che avevo in mente da 15 anni. Tutto ciò che ho visto e imparato mentre volavo sopra la Terra mi ha cambiato. Oggi voglio condividere tutto quello che ho acquisito. Questo film sarà eccezionale e intelligente ma, soprattutto, assolutamente costruttivo. Per farvi un esempio: la cosa importante non è che il 50% delle foreste sia scomparso, ma che il 50% ci sia ancora. Quello che è importante oggi è che siamo 6 miliardi di esseri intelligenti che possono agire. Attraverso la qualità delle immagini e dei suoi contenuti, questo film permetterà alle persone di capire che TUTTI abbiamo delle responsabilità e che tutti possiamo agire nel nostro piccolo. Come disse il mio amico Albert Jacquard “essere coscienti che il domani è in arrivo e che ognuno può avere un effetto su di esso è specifico dell’Uomo”. Yann Arthus-Bertrand

> VAI AL FILM

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Anarchia vs Non-violenza…

Premessa importante: io non sono un anarchico! L’anarchia (dal greco antico “senza governo”) è una concezione politica basata sull’idea di un ordine fondato sull’autonomia e la libertà degli individui, contrapposto ad ogni forma di Stato e di potere costituito. Purtroppo l’essere umano non è così intelligente da sapersi gestire, soprattutto quando è in gruppo, motivo per cui ritengo sia fondamentale la presenza di un governo, uno Stato, un’istituzione che diriga “il gregge” e metta dei “paletti” (o limiti). 

Ma l’anarchia non è solo caos, disordine e confusione, come molti credono: gli anarchici attribuiscono al loro “movimento” il significato di un nuovo ordine che si contrappone al caos selvaggio dell’autorità, un tipo di società basato sull’orizzontalità che crea armonia. Utopia, che anch’io in parte condivido. Inoltre, sono sempre stato affascinato dall’ideale di libertà estrema e dovendo scegliere, starei senza dubbio dalla parte del ribelle, piuttosto che da quella del padrone. Premessa terminata. 

Capita così, che alcuni giorni fa passeggiando nella zona underground del mercato di Bologna, trovo alcune pubblicazioni anarchiche, bollettini d’informazione anti-industriale, pagine “anticivilizzatrici”, e le acquisto. Leggo i contenuti con curiosità e senza preconcetti, cercando di mantenere nello stesso tempo il senso critico e ben saldi certi miei valori. Rimango stupito dall’energia e dall’estremismo di certi articoli. Perplesso da alcune affermazioni. Incredulo di fronte ad alcune denunce e notizie. Mi sento vicino a certe prese di posizione, lontanissimo da altre.

Un articolo in particolare, intitolato “Senza colpo ferire”, fa vacillare le mie convinzioni sulla non-violenza, sulla pace sempre e comunque, sull’eterna ricerca del dialogo e il rifiuto dell’uso della forza. Ho deciso quindi di pubblicare qui sul mio blog, una parte di questo articolo, che indipendentemente da come la si pensi, offre ottimi spunti di riflessione.

Anche dopo aver letto l’articolo in questione più volte, confermo che: io non sono un anarchico! 
Ma aggiungo:
…forse, solo perchè sono un privilegiato, altrimenti, chissà…

> VAI ALL’ARTICOLO  

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Una bella email

Che bella email ho ricevuto! Ho deciso di pubblicarla qui (in accordo con l’autrice)… 
- perchè le cose belle, a me a volte piace condividerle;
- perchè di internet si parla troppo spesso in modo negativo, mentre questo è un esempio di come due “persone simili”, che mai si sarebbero incontrate, l’hanno fatto virtualmente attraverso un blog;
- perchè uno dei motivi per cui esiste questo spazio on-line, è proprio quello di trovare persone di un certo tipo, con certi valori e certi sogni, in un mondo sempre più pazzo e malato;
- perchè la gente è tanto brava a esternare i propri malesseri, a diffondere odio, a insultare, a porsi in modo aggressivo con gli altri, ma quando si tratta di fare un complimento, di esprimere gratitudine o semplicemente di comunicare con gentilezza, sincerità e spontaneità, sembra impossibile! Questa email dimostra che non lo è affatto. 
- perchè quando ho ricevuto questa email mi sono detto: “Allora ciò che fai, ciò che scrivi, ciò che cerchi di trasmettere, non è del tutto inutile!” …e vi assicuro che non capita spesso.  Grazie Alessia, un abbraccio

Da: Alessia - Oggetto: complimenti! - Data: 12 gennaio 2010 17:25:04
Caro Matteo, mi sono imbattuta per caso nel tuo blog giorni fa e volevo complimentarmi con te, ma principalmente volevo renderti partecipe di un fatto: malgrado la nostra differenza d’età (ne ho 41), dimostri una bellissima personalità e non ti nascondo che ho “scopiazzato” qualche frase stupenda nelle mie riflessioni su internet. Sono stata e, per tantissimi aspetti, sono ancora come te. Pertanto, a volte, malgrado gli anni passino, nulla cambia dentro di noi. La tua intelligenza, cultura, bellezza interiore, i tuoi sogni, il desiderio di realizzare tutto ciò che sei, la tua positività non dovranno MAI cambiare nel tuo futuro. Ora non te ne rendi conto. Quando a me dicevano “te ne accorgerai a 40 anni…!!”. Ti dirò…in me nulla è cambiato. Odio tanto quella frase ripetuta dagli anziani della mia adolescenza. Io sono come te e nella vita ho successo, perchè ho conservato l’infanzia nella mia anima, la positività e la luce (ma anche tanta ribellione…D’altronde sono del ‘68 ;) . Nulla nella realtà, deve essere intaccato, grazie ai nostri sogni. Non amo le frasi fatte e non amo i complimenti fatti a caso. Ti auguro un mondo di fortuna e successo, malgrado ci saranno un sacco di ostacoli da superare, proprio perchè sei bello così. Un abbraccio. Alessia / Roma

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Voi siete un pubblico di merda

A me di calcio non me ne importa molto, mi piacciono i bei gol, le belle giocate, le azioni spettacolari… ma nulla di più. Ormai preferisco quello giocato sulla play station con i miei amici, che quello reale fatto sempre più di mercenari, moviole estenuanti e mani sporche. Riporto qui alcune parti di un articolo che condivido in pieno (e che se vi interessa potete leggerlo intero seguendo il link), intitolato appunto “Voi siete un pubblico di merda” e riguardante il caso Balotelli, scritto da un blogger. Buona lettura…

(…) Ora anche il calcio è il perfetto specchio di questa Italia misera, ignorante, razzista e becera: e la giornata di ieri è stata la perfetta esemplificazione di quanto affermo. (…)
A nessuno è vietato fischiare un avversario, specie se rappresentativo. Ma a nessuno è concesso di prendere per il culo la gente cercando di mascherare
l’ormai per niente latente razzismo delle curve della stragrande maggioranza delle squadre di calcio, che in curva raccolgono quel sottoproletariato periferico ben inglobato e catechizzato dalla mentalità tribale e di branco nella quale scaltri infiltrati mandati per conto dei gruppi di estrema destra hanno potuto per anni fare il bello ed il cattivo tempo sotto lo sguardo vigile e compassionevole delle forze dell’ordine e ben foraggiati dalle società (…)
Ora si deve assistere al
penoso spettacolo dei soliti masticabrodo che si affrettano a dire che la levata di scudi contro Balotelli è frutto del carattere del ragazzo che, ricordo, ha 18 anni. A questi buffoni vorrei ricordare che non basta far togliere celtiche, fasci, striscioni in carattere runico, o inneggianti al duce o addirittura svastiche (non ve le ricordate, eh?) per pitturare di nuovo quello che è rimasto vecchio e stantìo, e cioè il colore nero di moltissime curve italiane.
Ciò significa che anche
i soloni del giornalismo sportivo, una delle categorie più infami e parassite della nazione, preferiscono troncare e sopire sul fenomeno, nonchè non risparmiare ogni volta solenni tirate d’orecchi al negretto ogni volta che il suo carattere dà loro agio di esprimere il loro falso e spudorato moralismo a gettone.
Prendano atto i signori:
l’Italia razzista esiste e la peggiore è quella che lancia il sasso e crede di togliere la mano con scuse patetiche da scuola elementare.
Quest’Italia è ben rappresentata nei nostri stadi, ma anche nelle annesse tribune stampa e nei programmi sportivi, dove si blaterano generiche parole di condanna per poi rovesciare subito il problema addosso ad un esuberante campioncino colpevole di essere italiano ed avere la pelle nera. (…)
“Il pubblico di Verona mi fa schifo”.
E cazzo, era ora che qualcuno lo dicesse.
10, 100, 1000 Balotelli.

> Vai all’articolo completo (di Sassicaia Molotov)

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Solidarietà al popolo iraniano

…che resiste, che combatte, che non accetta il regime, la dittatura, la repressione, che non ci sta, che è stufo, che vuole un futuro libero, che pretende una svolta, che si sacrifica, che non ha paura. Big up Onda Verde

APPROFONDIMENTI
> Teheran, il prezzo del sangue (da PeaceReporter)
> La repressione non ferma la protesta dei riformisti (da Reportonline)

Buon Natale a chi…

A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore, a chi saluta
ancora con un bacio, a
chi lavora molto e si diverte di
più, a chi va in fretta in auto ma
non suona ai semafori, a chi arriva
in ritardo ma non cerca scuse, a chi spegne
la televisione per fare due chiacchiere, a chi è
felice il doppio quando fa a metà, a chi si alza presto
per aiutare un amico, a chi ha l’entusiasmo di un bambino
e pensieri da uomo, a chi vede nero solo quando è buio
A chi non aspetta Natale
per essere
Migliore

Buon Natale