Category Archives: Pensieri e parole

15 ottobre 2011: Roma brucia!

In un Paese civile e democratico, NON SI PUO’ mettere a ferro e fuoco una città.
Il problema, signori, è che il nostro NON E’ PIU’ un Paese civile e democratico da tempo!

Urge un cambiamento radicale: di questo passo la guerra civile non è lontana…


(foto ANSA)

Approfondimenti

La testimonianza di Fiorella Mannoia
“Io c’ero e ho visto centinaia di incappucciati, infiltrati tra persone indignate ma pacifiche, armate di spranghe di ferro, caschi e cappucci, spaccare vetrine e incendiare macchine, e ho visto forze dell’ordine cercare di fermarli. Se vogliamo pensare che a qualcuno facciano comodo questi idioti possiamo anche ragionare, ma armare una guerriglia contro la polizia ditemi a che cosa serve! A che cosa, se non a vanificare una protesta imponente? Alla fine, come per Genova non si farà altro che parlare di questi idioti, e le ragioni dei manifestanti (me compresa), stanchi di questi politici incapaci e di questo governo, saranno vanificate. Non stento a credere che a qualcuno fa comodo tutto questo, ora come allora. Ma penso che siamo tutti vittime degli stessi mandanti, società civile e poliziotti.” (dalla pagina facebook ufficiale di Fiorella Mannoia)

Il metodo Cossiga
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. (…) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”. (Francesco Cossiga 2008)

Aggiornamento del 19 ottobre 2011: Lettera aperta dei black bloc

Uomini, aerei e fulmini

In arrivo da Dubai a Londra un airbus della compagnia aerea Emirates viene colpito da un fulmine pochi minuti prima dell’atterraggio. Nessun problema per i 500 passeggeri e per il personale dell’airbus A380, tra i più grandi aerei di linea del mondo, che sono arrivati all’aeroporto di Heathrow solo con un po’ di paura.

E’ quando succedono queste cose che io resto incantato di fronte al genere umano. Ho fissato l’immagine del fulmine che attraversa l’aereo per alcuni minuti, riflettendo sui progressi tecnologici che l’uomo è riuscito a fare nei suoi 200 mila anni di evoluzione. Le scoperte, le intuizioni, le ricerche, gli studi che ci hanno permesso di costruire un mezzo, non solo in grado di volare trasportando 500 persone, ma addirittura di essere colpito da un fulmine senza subire danni, senza esplodere, senza cadere.
Ed è quando succedono queste cose che mi chiedo com’è possibile che nonostante tutto, il genere umano non sia ancora riuscito a trovare un modo per vivere su questo pianeta in modo giusto, dignitoso, civile, nel rispetto dell’ambiente e dei propri simili.

Tolleriamo ingiustizie, giustifichiamo guerre, sfruttiamo più risorse di quelle a nostra disposizione, ci dedichiamo a cose futili e superficiali travisando completamente le questioni veramente importanti; ignoriamo quotidianamente i problemi reali della nostra Terra e dell’umanità.

Costruiamo aerei a prova di fulmine, ma non abbiamo ancora imparato a vivere come si deve.

(fonte foto e notizia: Repubblica.it)

Questa società è violenza

La società nella quale voi ci costringete a vivere, e che noi vogliamo distruggere, è tutta costruita sulla violenza. Mendicare la vita per un tozzo di pane è violenza; la miseria, la fame alla quale sono costretti milioni di uomini è violenza; il denaro è violenza; la guerra, e persino la paura di morire, che abbiamo tutti, ogni giorno, a pensarci bene è violenza.

Bartolomeo Vanzetti
(dal film Sacco e Vanzetti 1971)

Il Contratto

Questo contratto tu lo firmi ogni mattina!

A prescindere dalle nostre convinzioni o idee politiche, il sistema messo in moto nel nostro mondo “libero” si basa sul tacito accordo di un contratto con ciascuno di noi che a grandi linee espongo…


1 – Io accetto la competitività come base del nostro sistema, anche se mi rendo conto che questa operazione genera frustrazione e rabbia alla maggior parte dei perdenti.

2 – Accetto di essere umiliato o sfruttato a condizione che mi permettano di umiliare o di sfruttare un altro che occupi un posto inferiore nella piramide sociale.

3 – Accetto l’esclusione sociale degli emarginati, dei disadattati e dei deboli, perché penso che il peso che la società può accollarsi ha i suoi limiti.

4 – Accetto di pagare le banche affinché loro investano il mio stipendio secondo la loro convenienza e che non mi diano nessun dividendo dei loro giganteschi guadagni (guadagni che serviranno per aggredire i paesi poveri, fatto che accetto implicitamente). Accetto anche che mi si applichi un alto tasso di interessi per prestarmi denaro, denaro che proviene esclusivamente da altri clienti.

5 – Accetto di congelare o di buttare tonnellate di cibo così le borse non crollano invece di offrirlo ai bisognosi e di permettere ad alcune centinaia di migliaia di persone di non morire ogni anno.

6 – Accetto che sia illegale mettere fine alla tua vita velocemente, invece tollero che si faccia lentamente inalando o ingerendo sostanze tossiche autorizzate dai governi.

7 – Accetto che si faccia la guerra per far regnare la pace. Accetto che in nome della pace la prima spesa degli Stati sia per la difesa. Accetto che i conflitti siano creati artificialmente in modo da creare stock di armi e così permettere all’economia mondiale di continuare a crescere.

8 – Accetto l’egemonia del petrolio nella nostra economia anche se è un’energia molto costosa ed inquinante e sono d’accordo di impedire qualsiasi intento di sostituzione se si svelasse che abbiamo scoperto un mezzo gratuito e illimitato di produrre energia. Accetto che sarebbe la nostra perdizione.

9 – Accetto che si condanni l’assassinio di un altro umano, almeno che i governi non decidano che è un nemico e mi spingano ad ucciderlo.

10 – Accetto che si divida l’opinione pubblica creando partiti di destra e di sinistra che avranno come passatempo la lotta tra di loro facendomi credere che il sistema sta andando avanti, inoltre accetto ogni tipo di divisione possibile, purché quelle divisioni mi permettano di focalizzare la mia rabbia sui nemici stabiliti quando si sbandierano le loro foto davanti ai miei occhi.

11 – Accetto che il potere di costruire l’opinione pubblica, prima ostentato dalle religioni, sia oggi nelle mani di uomini d’affari non eletti democraticamente, totalmente liberi di controllare gli Stati perché sono convinto del buon uso che ne faranno.

12 – Accetto che l’idea della felicità si riduca alla comodità; l’amore al sesso, la libertà alla soddisfazione di tutti i desideri perché è quello che la pubblicità ripete ogni giorno. Quanto più infelice sono, più consumo. Compirò il mio dovere contribuendo al buon funzionamento delle nostra economia.

13 – Accetto che il valore di una persona sia proporzionata al suo conto corrente che si apprezzi la sua utilità in funzione della sua produttività e non delle sue qualità, e che sia escluso dal sistema se non produce sufficientemente.

14 – Accetto che siano ricompensati abbondantemente i giocatori di calcio e gli attori e molto meno gli insegnanti e i medici incaricati dell’educazione e della salute delle future generazioni.

15 – Accetto di escludere dalla società gli anziani la cui esperienza potrebbe servirci ma siccome siamo la civiltà più evoluta del pianeta (e senza dubbio dell’universo) sappiamo che l’esperienza nè si condivide nè si trasmette.

16 – Accetto che mi presentino notizie negative e spaventose del mondo ogni giorno, in modo da poter apprezzare fino a che punto la nostra situazione è normale e quanto sono fortunato a vivere in Occidente. So che mantenere la paura nei nostri spiriti può essere solo un beneficio per noi.

17 – Accetto che gli industriali militari e capi di Stato si riuniscano regolarmente, senza consultarci, per prendere decisioni che compromettano il futuro del nostro pianeta, della vita del pianeta, della vita e il pianeta.

18 – Accetto di consumare carne bovina trattata con ormoni senza che me lo dicano esplicitamente. Accetto che le colture di OGM si propaghino in tutto il mondo permettendo cosi alle multinazionali agroalimentari di brevettare esseri viventi e conservare guadagni considerevoli ed avere sotto controllo l’agricoltura mondiale.

19 – Accetto che le banche internazionali prestino denaro ai paesi che vogliono armarsi e combattere e cosi scegliere quelli che fanno la guerra e quelli che non la faranno. So che è meglio finanziare entrambe le parti per essere sicuri di fare soldi e di prolungare i conflitti più a lungo possibile al fine di rubare completamente le loro risorse se non riescono a pagare i loro debiti.

20 – Accetto che le multinazionali si astengano dall’applicare i progressi sociali dell’Occidente ai paesi poveri considerando che per loro è già una fortuna se li fanno lavorare. Preferisco che di utilizzino le leggi vigenti in questi paesi che permettono di far lavorare i bambini in condizioni disumane e precarie. Nel nome dei diritti umani e del cittadino, non abbiamo nessun diritto di intrometterci.

21 – Sono d’accordo che i politici possano essere di dubbia onestà e talvolta anche corrotti. Credo che questo sia normale data la forte pressione che devono affrontare.

22 – Accetto che i laboratori farmaceutici e gli industriali agroalimentari vendano nei paesi poveri prodotti scaduti o utilizzino sostanze cancerogene vietate in Occidente.

23 – Accetto che il resto del pianeta, cioè 4000 milioni di individui possano pensarla diversamente a condizione che non vengano ad esprimere il loro credo a casa nostra, e meno ancora a cercare di spiegare la nostra Storia con le loro nozioni filosofiche primitive.

24 – Accetto l’idea che esistano solo 2 possibilità in natura, cioè cacciare o essere cacciati, e se siamo dotati di una coscienza e di un linguaggio, certamente non è per sfuggire a questa dualità, ma per giustificare il perché agiamo in quel modo.

25 – Accetto di considerare il nostro passato come una continuazione ininterrotta di conflitti, di cospirazioni politiche e di volontà egemoniche, ma so che tutto questo non esiste più. Perché siamo all’apice della nostra evoluzione, e perché le regole che governano il nostro mondo sono la ricerca della felicità e della libertà per tutti i popoli, come ascoltiamo continuamente dai discorsi dei nostri politici.

26 – Accetto senza discutere e considero come verità tutte le teorie proposte per spiegare i misteri delle nostre origini. E accetto che la natura abbia potuto dedicare milioni di anni per creare un essere umano il cui unico passatempo è la distruzione in pochi istanti della sua stessa specie.

27 – Accetto la ricerca del profitto come fine supremo dell’Umanità e l’accumulo di ricchezza come realizzazione della vita umana.

28 – Accetto la distruzione dei boschi, l’estinzione dei pesci nei fiumi e nei nostri oceani. Accetto l’aumento dell’inquinamento industriale e la dispersione di veleni chimici ed elementi radioattivi nella natura. Accetto l’uso di ogni tipo di additivo chimico nella mia alimentazione perché sono convinto che se vengono aggiunti è perché sono utili e sicuri.

29 – Accetto la guerra economica che agisce esclusivamente sul pianeta, anche se ritengo che ci porterà verso una catastrofe senza precedenti.

30 – Accetto questa situazione e credo che non posso fare nulla per cambiarla o migliorarla.

31 – Accetto di essere trattato come bestiame perché penso di non valere di più.

32 – Accetto di non fare nessuna domanda, di chiudere gli occhi su tutto questo e di non fare nessuna vera opposizione perché sono troppo impegnato con la mia vita e preoccupazioni. Accetto anche di difendere a morte questo contratto se lei me lo chiede.

33 – Accetto quindi, nella mia anima e coscienza e definitivamente questa triste matrice che lei pone di fronte ai miei occhi e di astenermi dal vedere la realtà delle cose. So che tutti voi agite per il mio bene e quello di tutti, e per questo vi ringrazio.

Realizzato da un anonimo.

Perchè tu mi piaci.

Ciao, mi piaci!
Te lo dico subito che così non pensi che lo scrivo per altre cose.
Mi piaci dacce ti ho visto, non prima che non ti conoscevo e non lo so se mi piacevi, però dacchè mi piaci io penso che ti amo anche. Lo so, perchè sei bella e hai le lentiggini. E poi anch’io non sono tanto brutto ma un po’ anche bello. Se ti piaccio anch’io poi ci sposiamo… non oggi che ho il nuoto.
Io ti prometto che quando torno a casa ti porto tutti i fiori del mondo. Ti compro un fioraio e te lo porto, perchè tu mi piaci!
Ti porterò a cena fuori, ma non in un posto brutto, al più bello dei belli!
Per te mi farò sempre bello, così che neanche li guardi gli altri, ma solo a me.
Se vuoi, quando ci vediamo ti do i baci se ti piacciono, io li schifo, ma se ti piacciono te ne darò tantissimi, come quelli dei film.
Perchè tu, mi piaci.

Steve Jobs: vita, sogni, lavoro…

Questo è un discorso di Steve Jobs, fondatore e amministratore delegato della Apple, rivolto ai neolaureati di Stanford (nota università californiana) alcuni anni fa. Parla di vita, di morte, di sogni e di come lui sia riuscito a realizzarli. Secondo me, un bellissimo discorso. Buona visione e buon ascolto…

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18 principi di vita del Dalai Lama

1. Tieni sempre conto del fatto che un grande amore e dei grandi risultati comportano un grande rischio.

2. Quando perdi, non perdere la lezione.

3. Segui sempre la regola delle 3 R: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni.

4. Ricorda che non ottenere quel che si vuole può essere talvolta un meraviglioso colpo di fortuna.

5. Impara le regole, affinché tu possa infrangerle in modo appropriato.

6. Non permettere che una piccola disputa danneggi una grande amicizia.

7. Quando ti accorgi di aver commesso un errore, fai immediatamente qualcosa per correggerlo.

8. Trascorri un po’ di tempo da solo ogni giorno.

9. Apri le braccia al cambiamento, ma non lasciar andare i tuoi valori.

10. Ricorda che talvolta il silenzio è la migliore risposta.

11. Vivi una buona, onorevole vita, di modo che, quando ci ripenserai da vecchio, potrai godertela una seconda volta.

12. Un’atmosfera serena nella tua casa dev’essere il fondamento della tua vita.

13. Quando ti trovi in disaccordo con le persone a te care, affronta soltanto il problema attuale, senza tirare in ballo il passato.

14. Condividi la tua conoscenza. E’ un modo per raggiungere l’immortalità.

15. Sii gentile con la Terra.

16. Almeno una volta l’anno, vai in un posto dove non sei mai stato prima.

17. Ricorda che il miglior rapporto è quello in cui ci si ama di più di quanto si abbia bisogno l’uno dell’altro.

18. Giudica il tuo successo in relazione a ciò a cui hai dovuto rinunciare per ottenerlo.

XIV Dalai Lama

Breve storia di una generazione

Eravamo ragazzi e ci dicevano: “Studiate, sennò non sarete nessuno nella vita”. Studiammo.
Dopo aver studiato ci dissero: “Ma non lo sapete che la laurea non serve a niente? Avreste fatto meglio a imparare un mestiere!”. Lo imparammo. Dopo averlo imparato ci dissero: “Che peccato però, tutto quello studio per finire a fare un mestiere?”. Ci convinsero e lasciammo perdere. Quando lasciammo perdere, rimanemmo senza un centesimo. Ricominciammo a sperare, disperati.
Prima eravamo troppo giovani e senza esperienza. Dopo pochissimo tempo eravamo già troppo grandi, con troppa esperienza e troppi titoli. Finalmente trovammo un lavoro, a contratto, ferie non pagate, zero malattie, zero tredicesime, zero Tfr, zero sindacati, zero diritti. Lottammo per difendere quel non lavoro. Non facemmo figli – per senso di responsabilità – e crescemmo. Così ci dissero, dall’alto dei loro lavori trovati facilmente negli anni ‘60, con uno straccio di diploma o la licenza media, quando si vinceva facile davvero: “Siete dei bamboccioni, non volete crescere e mettere su famiglia”. E intanto pagavamo le loro pensioni, mentre dicevamo per sempre addio alle nostre.
Ci riproducemmo e ci dissero: “Ma come, senza una sicurezza nè un lavoro con un contratto sicuro fate i figli? Siete degli irresponsabili”. A quel punto non potevamo mica ucciderli. Così emigrammo. Andammo altrove, alla ricerca di un angolo sicuro nel mondo, lo trovammo, ci sentimmo bene. Ci sentimmo finalmente a casa. Ma un giorno, quando meno ce lo aspettavamo, il “Sistema Italia” fallì e tutti si ritrovarono col culo per terra. Allora ci dissero: “Ma perchè non avete fatto nulla per impedirlo?”.
A quel punto non potemmo che rispondere: “Andatevene affanculo!”

Autore: Torto – Fonte: I’m losing my fucking mind

Milano 2010

…il cielo di Milano è finto: non ci sono più stelle, non ci sono più nemmeno nuvole.
E’ una cappa grigia/gialla innaturale, un colore indescrivibile. Anche con il sole, è un azzurro sbiadito.
La città sembra correre ma in realtà è ferma: auto ovunque, motori accesi, fari.
Infinite code immobili. Solo qualche sirena, di tanto in tanto, sfreccia zigzagando tra suv e utilitarie ammaccate.
Alla guida persone sempre più simili ad automi: mani ferme sul volante, capo inclinato in avanti, sguardo fisso, cervello in stand-by. La prova che si tratta di umani la si deve a quelli che almeno si muovono, nervosamente fumano, urlano nei cellulari. Ognuno con la propria macchina, una macchina per ogni persona, dieci-cento-mille macchine per dieci-cento-mille persone. Li guardo e non li vedo sorridere, mai. Ma nemmeno lamentarsi, sbuffare. Apatia totale. E’ inquietante.
Fuori l’aria è densa, sembra appoggiarsi sulla pelle e non è piacevole: sento quasi il suo odore, cattivo, malsano.
Zero biciclette, marciapiedi trasformati in parcheggi, aiuole abbandonate.
Questa città è malata. Si salvi chi può…

…si tira avanti

Io non sopporto quando una persona, alla domanda “come va?”, risponde: “Ma si dai” oppure “Eh cosa vuoi… si tira avanti“.
Fossero casi isolati pazienza, non mi darebbe così fastidio, il problema invece è che la maggior parte delle persone risponde proprio così. Pensateci, quand’è stata l’ultima volta che qualcuno vi ha risposto: “Benissimo, va proprio bene!” oppure “Alla grande!
E’ molto probabile che non abbiate mai sentito una simile risposta. E sapete perchè?
Perchè la gente è triste, insoddisfatta, vuota, rassegnata. La gente qui non vive più, ma sopravvive. Tira avanti, appunto, ma è paradossale: è gente che ha tutto, ma non apprezza più niente. Non si rende conto di quanto è privilegiata e fortunata rispetto a chi veramente sopravvive e lotta per arrivare a fine giornata (mi riferisco ai miliardi di esseri umani che vivono nel terzo mondo). La gente qui ha continuamente bisogno di più cose, più soldi, più cibo, più tutto. E più ne ha, più ne vuole.

Si è vero, c’è la crisi, la gente ha mille problemi, ecc ecc… ma ciò di cui sto parlando io non ha nulla a che vedere con queste cose. L’insoddisfazione e l’apatia da me descritte qui sopra non riguardano solo gli ultimi anni: è un meccanismo perverso che va avanti da decenni ormai, che è nato con il consumismo e la globalizzazione, con la perdita di certi valori e il “rincoglionimento” delle masse.
Qualcuno penserà che sono esagerato, che tutto questo non è collegabile con la semplice risposta che uno da quando gli si chiede come va: può darsi, ma è una cosa che mi ha sempre dato fastidio, che ho sempre notato e che noto sempre più spesso.

Certo, non è facile essere sempre di buon umore, allegri e felici ma non serve esserlo per rispondere “va alla grande!”. Basterebbe che ci impegnassimo un po’ di più per riconoscere la preziosità di ogni singolo giorno. (cit. Dalai Lama)