Category Archives: Attualità

Italiani e calcio

Se gli italiani ci mettessero nelle COSE SERIE metà della PASSIONE che ci mettono nel CALCIO, l’Italia sarebbe un PARADISO. Invece è l’INFERNO e ce lo meritiamo TUTTO.

AGGIORNAMENTO: la mia frase di qui sopra è stata trasformata in un’immagine (che riporto sotto) ed è diventata virale raccogliendo in meno di 24 ore oltre 6.000 condivisioni su facebook. Il potere del web! ;)

Il ciclone Movimento 5 Stelle

I partiti hanno paura, gli ultimi sondaggi* sono incredibili: un movimento nato da zero, dalla rete, dall’idea di un comico-attivista e portato avanti da semplici cittadini, in soli 3 anni e senza rimborsi elettorali sembra essere ora la 3° forza politica italiana e cresce di giorno in giorno in maniera esponenziale.
Considerando poi chi e come fa i sondaggi in Italia, considerando che tutti i partiti e i mass media hanno sempre cercato di boicottare/censurare/snobbare il Movimento 5 Stelle, non ci sarebbe da stupirsi se effettivamente “Grillo e suoi” fossero ben al di sopra delle cifre divulgate (7,5%) e soprattutto, se gli altri fossero ben lontani dalle loro (Pdl e Pd intorno al 24-25%).

Il Movimento convince, ogni giorno di più: porta avanti un programma chiaro e semplice, presenta facce e idee nuove, propone soluzioni concrete e non si limita alle critiche. E’ senza dubbio la realtà politica attuale più vicina alla gente, più a contatto con la realtà, in netta contrapposizione con i partiti che hanno regnato fino ad oggi, che stanno implodendo e sembrano non voler ammettere che sono al capolinea.

Consiglio l’ascolto/visione di questo filmato, in cui un Grillo più in forma che mai distrugge e ricostruisce il nostro Bel Paese in 50 minuti di monologo. Difficile non farsi trascinare da tutto questo entusiasmo, finalmente

*Fonte sondaggi

L’Everest in bicicletta: una pagliacciata!

Madre dell’universoDio del cielo: è così che i tibetani e i nepalesi chiamano l’Everest. Montagna sacra, per loro che ci vivono da millenni, “circo del no-limits”, per noi occidentali che non sappiamo più cosa inventarci.

In questi giorni Vittorio Brumotti, campione di bike trial e inviato di Striscia la Notizia, si trova in Nepal: vuole scalare l’Everest in bicicletta e una volta in cima, saltellare un po’. Si farà guidare da Simone Moro, alpinista italiano, attualmente tra i più forti al mondo. Volevo scrivere qualcosa a riguardo, ma nelle mie ricerche mi sono imbattuto in un articolo che dice esattamente ciò che penso e che avrei voluto dire (e lo dice molto meglio di come l’avrei fatto io). L’autore è Manuel Lugli, questo l’articolo:

Brumotti Everest Circus

Che Simone Moro sia un bravo alpinista, un uomo brillante, versatile ed un grande comunicatore è un fatto innegabile. A Simone mi lega una conoscenza ormai vecchia di anni, durante i quali ho sempre ammirato le doti che lo hanno portato ad essere uno dei pochi alpinisti – con Reinhold Messner – ad essere conosciuto da un pubblico molto ampio, non costituito da soli specialisti od appassionati di alpinismo. Le sue imprese hanno sempre avuto una forte componente  comunicativa ed empatica che le ha rese “comprensibili” e capaci di suscitare emozioni; che fossero le dirette su radio 24, i collegamenti via computer dai campi base o le sue serate, Simone ha sempre sfruttato al meglio le possibilità offerte dai media per promuovere la propria attività e la propria persona. Così come è sempre stato molto bravo a fare cordata con alpinisti straordinariamente forti e capaci – Bukreev ed Urubko su tutti – senza i quali, forse, certi exploit sarebbero stati più difficili.
 Come molti personaggi che si affrancano da un‘ aurea mediocritas – di nuovo Messner docet – ha suscitato, e suscita, approvazione entusiastica ed altrettanta drastica avversione, ma non lascia sicuramente indifferenti.  Personalmente ho trovato tante sue idee e realizzazioni davvero straordinarie: basti pensare alle tre magnifiche prime invernali di Shisha PangmaMakaluGasherbrum II.
E’ proprio per questo che ora, nel leggere della sua partecipazione, anzi del suo supporto di logista e guida, all’ “impresa” del pedalatore estremo Vittorio Brumotti rimango parecchio interdetto.  Se, di nuovo, da una parte questa presenza di Simone fa parte della sua visione anche mediatica della montagna, non posso fare a meno di notare che questa volta Simone oltrepassa, volente o nolente, la soglia di una spettacolarizzazione fine a sé stessa e parecchio gigiona. Se la mediaticità delle sue precedenti spedizioni, infatti, era comunque strettamente legata a performance alpinistiche vere ed anzi estremamente impegnative e tecniche,  in questo caso ci troviamo di fronte a quello che non mi sembra eccessivo chiamare numero da circo – con rispetto per il circo che vive di artisti straordinari. Ma come altro definire il tentativo di salire e/o scendere l’Icefall dell’Everest con una bicicletta e, peggio ancora, tentare il record di saltelli su una ruota in cima allo stesso? Si ha un bel da cercare di nobilitare la cosa con le difficoltà estreme dell’ambiente, con la preparazione e l’abilità tecnico-atletica – innegabile – del Brumotti, con l’iperbole del guinness dei primati – ma quante centinaia di record idioti sono registrati sulla bibbia delle velleità inutili? 
Purtroppo – questa è ovviamente opinione personale – tutta la cosa continua  ad apparirmi un ridicolo baraccone: venghino venghino siore e siori a veder il saltimbanco che zompetta sulla cima della Montagna più Alta del Mondo. Continua a sembrare quel che è: un uso della montagna come fondale grandioso per le proprie vanità, che se appaiono spesso folli anche quando applicate al vero alpinismo, quello effettuato a piedi, con piccozza e ramponi, qui, amplificate da un approccio completamente scollato, spaesato e spaesante – la bici sul ghiaccio quasi verticale – risultano davvero incomprensibili e anzi decisamente irritanti. 
Simone sostiene, immagino, la sua posizione di professionista che semplicemente presta le sue competenze ad un’impresa sportiva in montagna (non “di” montagna); ma forse una riflessione un po’ più approfondita sui presupposti – e le ricadute personali e mediatiche – dell’ “impresa” avrebbe giovato.
Moro scrive che comunque le vie normali di salita all’Everest sono già, e da anni, percorsi“commerciali”. Vero, ma un po’ debole e sbrigativo. Perché è pur sempre altrettanto vero che gli uomini e le donne che hanno calpestato a migliaia i fianchi del Sagarmatha, lo hanno fatto finora nei limiti di un approccio “tradizionale”. Magari con gran variabilità in tema di numero di arti, di età o preparazione, di uso d’ossigeno o mezzi di discesa – sci – ma pur sempre affrontando la montagna con mezzi – almeno questo – strettamente, tradizionalmente legati ad essa. E non sempre “tradizionale” si traduce con vecchio o arretrato, così come non sempre “nuovo” vuol dire innovativo e apportatore di un qualche progresso, tecnico-pratico o morale. Nella tradizione ben interpretata si ritrova spesso un approccio meditato, rispettoso della storia, dei luoghi e delle persone, una visione più umile e coerente dell’andare.
Saltellare con un mezzo ridicolo – unfit, scriverebbero gli inglesi che di fair means se ne intendono abbastanza – sui suoi ghiacci per finire nel Guinnes dei Primati e su Striscia la notizia non sarà forse il peggiore degli affronti per la Dea Madre della Terra, ma non mi sembra nemmeno rispettoso, né della sua essenza fisica e sacrale né del suo valore universale di simbolo.
Né temo faccia onore ad un alpinista vero e di valore come Simone Moro.

Manuel Lugli

La Montagna si merita più rispetto, non queste pagliacciate.
A chi interessato consiglio le mie video interviste a 2 grandi (alpinisti e Uomini):
Fausto De Stefani e Reinhold Messner.

AGGIORNAMENTO del 31.03.2012: Spedizione annullata, Brumotti e Moro tornano a casa. Il governo Nepalese ha ritirato tutti i permessi di cima delle spedizioni non puramente alpinistiche. L’Everest ha detto NO!

Kony 2012: ecco cosa ne penso

Kony 2012 è il nome della nuova campagna della ONG americana Invisible Children e soprattutto del video più virale della storia del web (100 milioni di visualizzazioni in 6 giorni). Joseph Kony è un guerrigliero ugandese, incriminato per crimini contro l’umanità dalla Corte Penale Internazionale (questo è un dato di fatto). La campagna di Invisible Children punta a “far diventar famoso Kony” in tutto il mondo, attraverso il video e altre iniziative, in modo che l’opinione pubblica possa far pressione sui governi, chiedendo loro di intervenire e catturarlo. Questo è ciò che sostiene la ONG.

Da quando la campagna è stata lanciata (prima settimana di Marzo 2012), se ne è parlato ovunque sul web. Devo ammettere che inizialmente il video aveva “catturato” anche me: un perfetto esempio di campagna virale efficace al 100%. Ma, prima di condividere e sposare la causa ho voluto documentarmi e andare a fondo della faccenda, soprattutto dal momento che uno degli obiettivi cui punta Invisible Children è quello di un intervento militare americano in Uganda…

Certo, sarebbe stato molto più facile inserire immediatamente il video sulla mia pagina facebook, chiedere a tutti di farlo girare che è importantissimo! e magari acquistare anche il “kit dell’attivista” (che consiste in qualche poster da appendere nella propria città e un braccialetto) come hanno fatto oltre 500mila persone, che con 30 dollari a testa pensavano di mettersi a posto la coscienza (per un totale di 15 milioni di dollari “regalati” alla – a dir poco discutibile – ONG in pochi giorni).

Morale della storia: è MOLTO più complicata di come ce la racconta Invisible Children; il signor Joseph Kony non si sa nemmeno se sia ancora vivo; sembra che in Uganda gli Stati Uniti abbiano interessi legati al petrolio; il video è pieno zeppo di inesattezze, cose non dette e slogan riciclati; dulcis in fundo, Jason Russell (regista del video e co-fondatore di Invisible Children) è stato arrestato pochi giorni fa per essersi masturbato in pubblico e aver sfasciato qualche auto, ubriaco o drogato, e ricoverato in psichiatria.

Per chi vuole approfondire seriamente:
- Oltre Kony 2012: cosa succede davvero in Uganda (GeoPolitica)
- Kony 2012: altre domande senza risposta (Vice)
- Video-testimonianza di una giornalista ugandese (YouTube)

Personalmente ho deciso che non appoggerò la campagna “Kony 2012″: continuerò invece a sostenere quelle associazioni che seguo da tempo, che a me sembrano molto più concrete, genuine e sicuramente meno hollywoodiane: Kiva | Actionaid | Survival | Save the children

I veri parassiti

Blitz dell’Agenzia delle Entrate a Cortina d’Ampezzo e in altre località turistiche frequentate dai vip.

Premesso che:
- i controlli vanno fatti, ovunque, e iniziare da dove è risaputo che “grana” ce né, mi pare giusto!
- molti si sono lamentati del periodo scelto per il controllo ma… i controlli a Cortina volete farli a marzo quando non c’è nessuno?! (a Jesolo ad esempio, li hanno iniziati ad agosto, giustamente).
- molti altri hanno chiesto a gran voce di fare controlli a Sud dove “Lì non sanno neanche cosa sono gli scontrini!” ma secondo me, quando ti dicono che hai la casa sporca, fai bene a pulirla invece che replicare che anche le altre sono sporche.
- la maggior parte degli italiani è contro l’evasione fiscale, degli altri però!

Ecco… detto ciò, non facciamoci prendere in giro più del dovuto. I veri parassiti di questo Stato sono altri, siedono in parlamento da decenni, ci governano, si tengono strette le loro poltrone, hanno stipendi vergognosi e ci fanno credere che sono lì a lavorare per noi…

Uno muore, in milioni piangono…

Quando un’immagine dice più di mille parole…

(traduzione: Uno muore, in milioni piangono. In milioni muoiono, nessuno piange.)

L’Italia nel mondo by Silvio Berlusconi

Dal sito del Governo Berlusconi del 1 settembre 2011:
“Nell’era della globalizzazione, la politica estera è importantissima per le ricadute che ha sulla sicurezza e sullo sviluppo dell’Italia. Fortemente consapevole di tutto ciò, da maggio 2008 a maggio 2010, il Presidente del Consiglio, ha partecipato a 473 meeting internazionali. Grazie a questo impegno, l’Italia è tornata ad essere autorevole protagonista in Europa e nel mondo.”

Dal sito The Guardian (quotidiano inglese) del 10 novembre 2011:
“Diciassette anni di Silvio Berlusconi alla guida dell’Italia hanno portato a un aumento della povertà, al dilagare del corporativismo, a un rafforzamento della criminalità organizzata, al prosperare del mercato nero e a una scioccante fuga dei cervelli. Raccogliere i pezzi sarà lungo e doloroso, e l’Italia potrebbe diventare un Paese diverso nel frattempo, verranno approvate misure di austerità, che porteranno a un aumento delle tasse e della povertà. Ma, da molti punti di vista, è difficile immaginare che le cose possano andare peggio di quanto vadano ora“.

Questa infine, la nuova copertina del TIME
(traduzione: L’uomo che sta dietro all’economia più pericolosa del mondo)

AGGIORNAMENTO DEL 13.11.2011
Ieri, 12 novembre 2011, Silvio Berlusconi si è dimesso. Migliaia di persone hanno festeggiato l’evento nelle piazze di Roma e in tutta Italia (compreso il sottoscritto). Riporto di seguito una nota che ho pubblicato oggi sulla mia pagina facebook.

Perché ho festeggiato le dimissioni di Berlusconi
Ho festeggiato anch’io le dimissioni di Berlusconi e vi dico perchè: ho festeggiato la fine di un impostore che per quasi 2 decenni ha stuprato questo Paese. Ecco cosa ho festeggiato, non certo il nuovo incarico di Monti (un burattino amico dei banchieri messo là dagli stessi politici venduti che ci governano da anni), né tutto lo schifo che c’è ancora in parlamento. Non mi illudo certo che da oggi l’Italia sia un Paese diverso, ma l’uscita di scena del peggior presidente del consiglio della storia italiana, se permettete è cosa da festeggiare per quanto mi riguarda.
Mi vergognavo di essere rappresentato nel mondo da un personaggio del genere: ora, per lo meno, quel nano di plastica non mi rappresenta più. E’ già qualcosa!
So bene che la speranza è un’ottima colazione ma una pessima cena, ma a volte sperare è necessario per sopravvivere e io da ieri, ho ricominciato a sperare in un’Italia migliore.

15 ottobre 2011: Roma brucia!

In un Paese civile e democratico, NON SI PUO’ mettere a ferro e fuoco una città.
Il problema, signori, è che il nostro NON E’ PIU’ un Paese civile e democratico da tempo!

Urge un cambiamento radicale: di questo passo la guerra civile non è lontana…


(foto ANSA)

Approfondimenti

La testimonianza di Fiorella Mannoia
“Io c’ero e ho visto centinaia di incappucciati, infiltrati tra persone indignate ma pacifiche, armate di spranghe di ferro, caschi e cappucci, spaccare vetrine e incendiare macchine, e ho visto forze dell’ordine cercare di fermarli. Se vogliamo pensare che a qualcuno facciano comodo questi idioti possiamo anche ragionare, ma armare una guerriglia contro la polizia ditemi a che cosa serve! A che cosa, se non a vanificare una protesta imponente? Alla fine, come per Genova non si farà altro che parlare di questi idioti, e le ragioni dei manifestanti (me compresa), stanchi di questi politici incapaci e di questo governo, saranno vanificate. Non stento a credere che a qualcuno fa comodo tutto questo, ora come allora. Ma penso che siamo tutti vittime degli stessi mandanti, società civile e poliziotti.” (dalla pagina facebook ufficiale di Fiorella Mannoia)

Il metodo Cossiga
“Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno. (…) Lasciarli fare (gli universitari, ndr). Ritirare le forze di Polizia dalle strade e dalle Università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di Polizia e Carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli e picchiare anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì… questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio”. (Francesco Cossiga 2008)

Aggiornamento del 19 ottobre 2011: Lettera aperta dei black bloc

A(i)utostrada!

Ma per caso il codice della strada è cambiato e io non ne so niente?!
Ma il sorpasso non si effettuava sempre e solo a sinistra?!

A volte mi sento come un viaggiatore del tempo, che è stato lontano da casa per secoli e quando rientra non capisce più niente di come gira il mondo.
Sono reduce (e superstite!) da una Venezia-Milano ai limiti della realtà! Ho fatto quest’autostrada molte volte negli ultimi anni ma la situazione attuale è veramente disastrosa.

E’ l’anarchia totale: code e rallentamenti improvvisi continui; auto lente che procedono tranquillamente nella corsia di sinistra e di conseguenza (ma non per questo giustificati) continui sorpassi nelle corsie di destra; furgoni che sorpassano zigzagando a 150 km/h; camion che cambiano corsia senza freccia nè alcuna preoccupazione per gli altri mezzi; auto che ti stanno incollate al culo sbattendosene completamente delle distanze di sicurezza; suv che ti arrivano dietro a tutta velocità facendoti gli abbaglianti per farli passare… quando davanti a te c’è una coda infinita! Quelli che se avessi una pistola gli ficcherei un proiettile in mezzo agli occhi senza pensarci due volte! (scusate lo sfogo) …e chi più ne ha più ne metta.

Ci sono più infrazioni in 10 secondi in 10 metri di autostrada che in 10 anni in una statale qualsiasi.
E qualcuno ha mai visto mettere una multa in autostrada per uno dei motivi che ho elencato qui sopra? Io mai. In compenso fioccano quelle per divieto di sosta nei comuni e nelle città, con la “piccola” differenza che in autostrada si muore (per colpa di quei coglioni e di chi dovrebbe far rispettare le leggi e non lo fa), mentre un parcheggio fuori posto non uccide nessuno.

Autostrade italiane 2011: si salvi chi può!