Category Archives: Ambiente e Natura

Il mio blog è a impatto zero

Con una piccola spesa (in base al traffico del proprio sito web) è possibile aderire a questa interessante e utile campagna. E’ il minimo che possiamo fare per contribuire, nel nostro piccolo, a ridurre l’impatto sulla natura. Fatelo anche voi e passate parola!

Questo blog ha aderito al progetto Zero Impact Web. Nonostante abbia fatto già molto per ridurre le emissioni di CO2, anche internet inquina. Secondo un rapporto di Greenpeace, con il tasso di crescita di oggi, nel 2020 i data center e le reti di telecomunicazione consumeranno circa 2.000 miliardi di kilowattora di elettricità, oltre il triplo del loro consumo attuale.
Ecco perché il blog www.matteogracis.it ha deciso di aderire a Zero Impact Web e fare la sua parte per contrastare il riscaldamento globale.
Le emissioni derivanti dalle vostre visite verranno compensate attraverso la creazione e tutela di foreste in crescita. É una piccola azione che se fatta da molti aiuta a creare consapevolezza e fare del bene all’ambiente. E soprattutto vi permette di navigare tra queste pagine in piena tranquillità!
Aderite anche voi a questa iniziativa, insieme possiamo fare la differenza!
Le emissioni generate da questo blog sono compensate dalla creazione e tutela di foreste in crescita in Costa Rica (vedi info, formato pdf).

Zerogas: rivoluzione energetica

Per dirla con le loro parole “Zerogas è un progetto basato sul volontariato da parte di migliaia di attivisti già presenti in tutta Italia, che vogliono sconfiggere le lobbies che finora ci hanno condizionato nella scelta e nell’utilizzo dell’energia. Le stesse lobbies che ci costringono ad usare le centrali a petroliocarbone, che cementificano le città costruendo inceneritori, che vogliono l’acqua privata e che spingono per il nucleare. Zerogas vuole LIBERARE i cittadini da questa schiavitù e rendere loro disponibili tutte le tecnologie rinnovabili già esistenti, poco diffuse, attualmente disincentivate o tenute nei cassetti delle multinazionali energetiche, che consentiranno, una volta applicate, non solo di smettere di inquinare il nostro ambiente ma di essere autosufficienti, spingendo l’autoproduzione e consentendo un risparmio notevole o addirittura un guadagno costante.”

Il tour nasce a seguito del successo ottenuto dalla rete tramite idee e conoscenza: si tratta di un incontro di circa 1 ora nella quale ci sarà una video proiezione e una presentazione dei vari progetti Zerogas (dallo stoccaggio di energia all’auto ad aria compressa, da un sistema alternativo per la produzione di energia elettrica a isolamenti termici innovativi per case a consumi zero, ecc).

Come spiegano gli ideatori di Zerogas è fondamentale la partecipazione del pubblico: “Il progetto prevede di aiutare i singoli cittadini attraverso class action economiche che ci consentiranno di sostituire man mano tutte le attuali tecnologie energetiche per ogni necessità, a cominciare dalle case passive fino agli automezzi e al tempo stesso ci consentiranno di destabilizzare il sistema annientando le lobbies e dirottando l’economia verso il beneficio a favore di tutti anziché di pochi. Per poter fare tutto ciò, chiediamo ai medesimi cittadini di unirsi in un’unica forza attraverso il web per un progetto totalmente open-source che vedrà ogni singolo cittadino come parte integrante di questo progetto facendolo diventare sia fruitore che diffusore di queste tecnologie e diventando finalmente “il cambiamento che vorremmo vedere nel mondo” anche dal punto di vista energetico. E’ l’opportunità di una vera e propria rivoluzione tecnologica, perchè solo con l’aiuto di milioni di persone potremmo liberarci dalla schiavitù energetica”.

L’invito alla partecipazione, oltre che ai cittadini, è rivolto anche agli amministratori pubblici e ai giornalisti.

Il tour Zerogas toccherà anche il Bellunese e farà tappa a Feltre il 10 maggio alle ore 20:00 allo Spazio giovani (ex manifattura Piave, p.le Guarnieri) e a Domegge di Cadore venerdì 11 Maggio 2012, alle ore 20:00 nella Sala San Giorgio (ex cinema). Entrata libera. Evento Facebook – Per ulteriori informazioni: 366.4186359

L’iniziativa è voluta e promossa da NuovoCadore.it (il portale del Cadore, di cui sono amministratore) e da alcuni cittadini impegnati sul territorio, quali Adriano Marengon (Domegge) e Andrea Fontanive (Feltre).

Link esterni
10 domande a ZerogasPagina facebook ZerogasSito ufficiale Zerogas

L’Everest in bicicletta: una pagliacciata!

Madre dell’universoDio del cielo: è così che i tibetani e i nepalesi chiamano l’Everest. Montagna sacra, per loro che ci vivono da millenni, “circo del no-limits”, per noi occidentali che non sappiamo più cosa inventarci.

In questi giorni Vittorio Brumotti, campione di bike trial e inviato di Striscia la Notizia, si trova in Nepal: vuole scalare l’Everest in bicicletta e una volta in cima, saltellare un po’. Si farà guidare da Simone Moro, alpinista italiano, attualmente tra i più forti al mondo. Volevo scrivere qualcosa a riguardo, ma nelle mie ricerche mi sono imbattuto in un articolo che dice esattamente ciò che penso e che avrei voluto dire (e lo dice molto meglio di come l’avrei fatto io). L’autore è Manuel Lugli, questo l’articolo:

Brumotti Everest Circus

Che Simone Moro sia un bravo alpinista, un uomo brillante, versatile ed un grande comunicatore è un fatto innegabile. A Simone mi lega una conoscenza ormai vecchia di anni, durante i quali ho sempre ammirato le doti che lo hanno portato ad essere uno dei pochi alpinisti – con Reinhold Messner – ad essere conosciuto da un pubblico molto ampio, non costituito da soli specialisti od appassionati di alpinismo. Le sue imprese hanno sempre avuto una forte componente  comunicativa ed empatica che le ha rese “comprensibili” e capaci di suscitare emozioni; che fossero le dirette su radio 24, i collegamenti via computer dai campi base o le sue serate, Simone ha sempre sfruttato al meglio le possibilità offerte dai media per promuovere la propria attività e la propria persona. Così come è sempre stato molto bravo a fare cordata con alpinisti straordinariamente forti e capaci – Bukreev ed Urubko su tutti – senza i quali, forse, certi exploit sarebbero stati più difficili.
 Come molti personaggi che si affrancano da un‘ aurea mediocritas – di nuovo Messner docet – ha suscitato, e suscita, approvazione entusiastica ed altrettanta drastica avversione, ma non lascia sicuramente indifferenti.  Personalmente ho trovato tante sue idee e realizzazioni davvero straordinarie: basti pensare alle tre magnifiche prime invernali di Shisha PangmaMakaluGasherbrum II.
E’ proprio per questo che ora, nel leggere della sua partecipazione, anzi del suo supporto di logista e guida, all’ “impresa” del pedalatore estremo Vittorio Brumotti rimango parecchio interdetto.  Se, di nuovo, da una parte questa presenza di Simone fa parte della sua visione anche mediatica della montagna, non posso fare a meno di notare che questa volta Simone oltrepassa, volente o nolente, la soglia di una spettacolarizzazione fine a sé stessa e parecchio gigiona. Se la mediaticità delle sue precedenti spedizioni, infatti, era comunque strettamente legata a performance alpinistiche vere ed anzi estremamente impegnative e tecniche,  in questo caso ci troviamo di fronte a quello che non mi sembra eccessivo chiamare numero da circo – con rispetto per il circo che vive di artisti straordinari. Ma come altro definire il tentativo di salire e/o scendere l’Icefall dell’Everest con una bicicletta e, peggio ancora, tentare il record di saltelli su una ruota in cima allo stesso? Si ha un bel da cercare di nobilitare la cosa con le difficoltà estreme dell’ambiente, con la preparazione e l’abilità tecnico-atletica – innegabile – del Brumotti, con l’iperbole del guinness dei primati – ma quante centinaia di record idioti sono registrati sulla bibbia delle velleità inutili? 
Purtroppo – questa è ovviamente opinione personale – tutta la cosa continua  ad apparirmi un ridicolo baraccone: venghino venghino siore e siori a veder il saltimbanco che zompetta sulla cima della Montagna più Alta del Mondo. Continua a sembrare quel che è: un uso della montagna come fondale grandioso per le proprie vanità, che se appaiono spesso folli anche quando applicate al vero alpinismo, quello effettuato a piedi, con piccozza e ramponi, qui, amplificate da un approccio completamente scollato, spaesato e spaesante – la bici sul ghiaccio quasi verticale – risultano davvero incomprensibili e anzi decisamente irritanti. 
Simone sostiene, immagino, la sua posizione di professionista che semplicemente presta le sue competenze ad un’impresa sportiva in montagna (non “di” montagna); ma forse una riflessione un po’ più approfondita sui presupposti – e le ricadute personali e mediatiche – dell’ “impresa” avrebbe giovato.
Moro scrive che comunque le vie normali di salita all’Everest sono già, e da anni, percorsi“commerciali”. Vero, ma un po’ debole e sbrigativo. Perché è pur sempre altrettanto vero che gli uomini e le donne che hanno calpestato a migliaia i fianchi del Sagarmatha, lo hanno fatto finora nei limiti di un approccio “tradizionale”. Magari con gran variabilità in tema di numero di arti, di età o preparazione, di uso d’ossigeno o mezzi di discesa – sci – ma pur sempre affrontando la montagna con mezzi – almeno questo – strettamente, tradizionalmente legati ad essa. E non sempre “tradizionale” si traduce con vecchio o arretrato, così come non sempre “nuovo” vuol dire innovativo e apportatore di un qualche progresso, tecnico-pratico o morale. Nella tradizione ben interpretata si ritrova spesso un approccio meditato, rispettoso della storia, dei luoghi e delle persone, una visione più umile e coerente dell’andare.
Saltellare con un mezzo ridicolo – unfit, scriverebbero gli inglesi che di fair means se ne intendono abbastanza – sui suoi ghiacci per finire nel Guinnes dei Primati e su Striscia la notizia non sarà forse il peggiore degli affronti per la Dea Madre della Terra, ma non mi sembra nemmeno rispettoso, né della sua essenza fisica e sacrale né del suo valore universale di simbolo.
Né temo faccia onore ad un alpinista vero e di valore come Simone Moro.

Manuel Lugli

La Montagna si merita più rispetto, non queste pagliacciate.
A chi interessato consiglio le mie video interviste a 2 grandi (alpinisti e Uomini):
Fausto De Stefani e Reinhold Messner.

AGGIORNAMENTO del 31.03.2012: Spedizione annullata, Brumotti e Moro tornano a casa. Il governo Nepalese ha ritirato tutti i permessi di cima delle spedizioni non puramente alpinistiche. L’Everest ha detto NO!

Orto sovversivo

Discorso di Roger Doiron, fondatore di Kitchen Gardeners International una rete non profit composta da 20.000 persone in 100 Paesi.

Coltivare un orto sovversivo
“Il mio nome è Roger Doiron e coltivo un piano sovversivo. È così sovversivo infatti che ha il potenziale per modificare radicalmente l’equilibrio di potere non solo nel nostro paese ma in tutto il mondo. Riconosco che le mie parole vi suonano.. vi suonano leggermente alla Doctor Evil, lo posso comprendere, ma, credetemi, abbiamo davvero poco in comune. I suoi piani segreti parlano solo di distruzione e segretezza mentre i miei piani parlano di creazione e apertura Infatti, il mio piano può funzionare se lo condivido con più gente possibile. Ed ora lo condivido con voi, ma mi dovete promettere che lo condividerete a vostra volta con altri.

Più cibo con meno petrolio, acqua, tempo
Sappiamo che la popolazione sta aumentando e molti di noi si rendono conto che sta anche cambiando. Dal 2007 è avvenuto un passaggio fondamentale: da un mondo principalmente rurale a uno principalmente urbano e questo ha implicazioni sul modo in cui sfameremo queste persone, sugli approvvigionamenti di cibo nelle città. Ora, immagino che ci sia qualche fan di Stephen King tra il pubblico presente, ed io sono uno di loro, ma posso dirvi che non ho mai letto niente di più spaventoso di questo. Ed è la statistica che dice che per permettere la crescita della popolazione dovremo coltivare più cibo nel corso dei prossimi 50 anni, di quello che abbiamo coltivato nel corso dei 10.000 anni passati. Ora, ciò che rende questo ancora più impegnativo, è che avremo bisogno di coltivare tutto questo cibo con meno. E quando dico meno, intendo un certo numero di cose, meno petrolio, per esempio. I geologi più rispettati credono che abbiamo già raggiunto il picco della produzione di petrolio mondiale. Ora potreste pensare che non ci sia un collegamento fra petrolio e cibo, invece di fatto ce n’è uno molto forte. Ci vogliono 10 calorie di energia da combustibili fossili, nel nostro sistema alimentare altamente industrializzato, per produrre una caloria di energia alimentare.

Gli orti crescono bambini e famiglie sane
Un altro messaggio importante è questo: gli orti crescono bambini e famiglie sane. Nell’economia attuale la chiave per far passare questo messaggio è, gli orti aiutano le famiglie a risparmiare. Rispetto a ciò, fidatevi tranquillamente delle mie parole, perché, un paio di anni fa, oltre a tritare gli ortaggi con mia moglie abbiamo tritato numeri. Ed abbiamo scoperto che alla fine, abbiamo risparmiato oltre 2000 dollari coltivando il nostro cibo. Voi,ora, potreste chiedere: se gli orti producono tutte queste belle cose, come facciamo a farne di più? Questa infatti è la domanda che la mia organizzazione “Kitchen Gardens International” si sta chiedendo e alla quale sta rispondendo. E la nostra risposta è essenzialmente questa: avremo bisogno di far leva sulle risorse ed il potere che abbiamo, gli orti e gli orticoltori che ci sono in modo da stimolarne di nuovi.

Una politica di incentivo alla coltivazione di orti
Stiamo usando tutti il codice fiscale per incoraggiare il trasporto e le case verdi, perchè non usarlo per il cibo “verde“? Stiamo parlando di un nuovo pacchetto di incentivi, perché non estenderlo agli orti? Perché no? Che cosa c’è ancora da fare?, abbiamo bisogno di agire localmente ed abbiamo bisogno di accertare che gli orti siano legali. Questo è un orto illegale, o almeno lo era. E’ stato fatto nel Michigan all’inizio dell’anno da una donna, madre di 4 figli, che per poco non ha dovuto scontare una sentenza a 93 giorni di carcere per aver coltivato un’orto di fronte a casa. Ok? Abbiamo ancora leggi del 20° secolo, dobbiamo aggiornare il nostro codice alle realtà che abbiamo di fronte adesso. E dobbiamo anche scoprire nuovi modi per portare la gente negli orti, persone che non hanno cortili. Penso che abbiamo anche bisogno di lasciare gli orti imprenditoriali e liberi.Ognuno di noi ha un ruolo da svolgere. Coltiva il tuo orto sovversivo adesso!” Roger Doiron

(Sottotitoli a cura di Rupo e Gigliola per Transition Italia)

Dolce Vita #37

E’ con grande piacere che vi presento il nuovo numero di Dolce Vita, rivista di cui sono dir. editoriale e che mi piace definire come “la rivista più indipendente e coraggiosa d’Italia“. Abbiamo voluto uscire con una copertina d’impatto, forte e “spietata” perché l’argomento principale trattato è più serio che mai.

L’intro del numero è composto da una serie di citazioni e aforismi di personaggi storici, che riporto di seguito e che invito tutti a leggere con attenzione e condividere.

La rivista si trova nelle edicole delle più importanti città italiane e in oltre 100 punti di distribuzione (da gennaio sarà nuovamente disponibile anche in abbonamento postale). Tutte le info e gli arretrati in free download sul sito ufficiale.

IPSE DIXIT

Il compito più alto di un uomo è sottrarre gli animali alla crudeltà. (Emile Zola)

Riconosci nell’animale un soggetto, non un oggetto? Allora sii coerente, non domandare “che cosa” mangiamo oggi, ma “chi” mangiamo oggi. (Charlotte Probst)

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali. (Gandhi)

Il cibarsi di carne è un residuo della massima primitività. Il passaggio al vegeratarismo è la prima e più naturale conseguenza della cultura. (Lev Tolstoj)

Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto. (Leonardo da Vinci)

Torturare un toro per il piacere, per il divertimento, è molto più che torturare un animale, è torturare una coscienza. (Victor Hugo)

Se sei convinto di essere naturalmente predisposto a mangiar carne, prova anzitutto a uccidere tu stesso l’animale che vuoi mangiare. Ma ammazzalo tu in persona, con le tue mani, senza ricorrere a un coltello o a un bastone o a una scure. Fai come i lupi, gli orsi e i leoni, che ammazzano da sé quanto mangiano. (Plutarco)

Tra uccidere animali e creare camere a gas come Hitler o campi di concentramento come Stalin, il passo è assai breve. Non vi sarà giustizia fin quando l’uomo reggerà un coltello o una pistola e li userà per distruggere coloro che sono più deboli di lui. (Isaac Bashevis Singer)

Coloro che uccidono gli animali e ne mangiano le carni saranno più inclini dei vegetariani a massacrare i propri simili. (Pitagora)

I nostri nipoti un giorno ci chiederanno: “Dov’eri tu durante l’Olocausto degli animali? Che cosa hai fatto per fermare questi crimini orribili?” A quel punto, non potremo usare la stessa giustificazione per la seconda volta, dicendo che non lo sapevamo. (Helmut Kaplan)

L’industria della carne ha provocato, fra gli statunitensi, più morti di tutte le guerre di questo secolo. Se la carne è la vostra idea di “cibo vero per gente vera”, farete meglio a vivere in un luogo veramente vicino a un ospedale veramente efficiente. (Neal D. Bernard – presidente del “Comitato Medico per una Medicina Responsabile”, USA)

Trovo inaccettabile che la violenza costituisca la base di alcune delle nostre abitudini alimentari. (Dalai Lama)

Nulla darà la possibilità di sopravvivenza sulla terra quanto l’evoluzione verso una dieta vegetariana. (Albert Einstein)

Il mondo come non l’avete mai visto

Non ci sono molte parole in grado di descrivere questo fantastico video…

E’ stato realizzato con la tecnica time-lapse, girato ad Aprile di quest’anno in Spagna (nella zona del Taide, vulcano che si trova sull’isola di Tenerife nelle Canarie). L’autore è Terje Sorgjerd, giovane e talentuoso fotografo norvegese.

Buona visione…

Il pianeta verde

“Il Pianeta verde” è un film francese del ‘96 che mette alla luce tutti i paradossi del mondo in cui viviamo attraverso il paragone con la società di un pianeta dove si vive con semplicità e genuinità, a contatto con la natura e concentrati sulla vera essenza umana. Un film coraggioso (per questo bocciato dalla critica), originale e che guarda lontano. Una pellicola che, insieme al documentario Home, si dovrebbe proiettare in tutte le scuole e che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

La regista Coline Serreau (che è anche l’attrice protagonista) affronta temi di grande importanza con ironia e intelligenza senza cadere mai nel banale. Un film che fa riflettere o meglio, che dovrebbe farci riflettere sul nostro presente e soprattutto sul nostro futuro.

Di seguito il film completo in italiano. Buona visione.

(link di sicurezza film completo)

Pannelli informativi nei rifugi delle Dolomiti

NuovoCadore.it è un portale di informazione locale e turistica dedicato al Cadore, splendida valle ai piedi delle Dolomiti, il posto dove sono nato e dove vivo alcuni mesi all’anno. Ho fondato NuovoCadore.it nel 2009 considerata la mancanza di un sito simile in zona, vista la mia passione per la comunicazione e l’amore per questa terra. In breve tempo il portale è diventato un punto di riferimento per residenti e turisti.

Questo dei pannelli informativi per i rifugi, è solo l’ultimo di una serie di progetti e iniziative realizzate attraverso il portale. Lo considero però particolarmente importante dal momento che riassume perfettamente alcuni dei valori su cui si basa NuovoCadore.it, ovvero la comunicazione, la valorizzazione del territorio, il rispetto per la natura e per il prossimo. Inoltre, è una chiara dimostrazione di come da un sito web possano nascere iniziative concrete. Infine, vuole essere un esempio di come si può cercare di risolvere alcuni problemi in modo alternativo e non coi soliti divieti, multe e tasse (che sappiamo bene, influiscono sempre negativamente sul turismo).

Il progetto può essere facilmente adattato ed esteso a tutta una serie di spazi presenti sul territorio tra cui aree pic-nic, parco giochi e in generale qualsiasi area verde e all’aperto. Cosa che NuovoCadore.it cercherà di fare in futuro.

Earthlings: il film che mi ha fatto diventare vegetariano!

La grandezza di una nazione e il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali.

Così, insegnava Gandhi.
Earthlings (terrestri) è un documentario sull’assoluta dipendenza dell’umanità dagli animali (usati come compagnia, cibo, vestiario, per divertimento e ricerca scientifica) e illustra inoltre la nostra totale mancanza di rispetto e pietà nei loro confronti.
E’ incredibile come ancora oggi, dopo millenni di evoluzione, continuiamo a trattare gli animali in maniera a dir poco vergognosa!

E’ da alcuni anni che ho iniziato a pormi il problema dell’origine del cibo che mangio. Ma è solo ora, con la visione di questo documentario, che ho deciso che diventerò vegetariano. Non posso più far finta di niente, non posso più ignorare, non posso più prendermi in giro. La mia coerenza, la mia sensibilità e la mia intelligenza mi impongono un cambiamento drastico nelle mie abitudini alimentari (e non solo queste). Ho intenzione di battermi d’ora in poi con i mezzi che ho a disposizione, per contribuire (nel mio piccolo) a cambiare gli inaccettabili “meccanismi” mostrati nel film Earthlings, o almeno per non esserne più complice! Conoscendomi, so che le mie azioni a riguardo saranno molto più efficaci se io per primo metterò in atto degli importanti cambiamenti su me stesso: ecco spiegata quindi la mia scelta di diventare vegetariano. Inizierò col selezionare ulteriormente il cibo, escludendo da subito le carni dei supermercati e dei ristoranti classici. Cercherò di verificare la provenienza di tutti i prodotti di origine animale che mangerò e quando non sarà possibile, eviterò di mangiarli. Approfondirò infine tutto ciò che riguarda il mondo dei vegan e dei vegetariani, perchè questa è la strada giusta e che ho deciso di percorrere.

Tornando all’argomento principale di questo articolo, il film è narrato dall’attore Joaquin Phoenix, candidato due volte al premio Oscar e vincitore di un Golden Globe nel 2006, e la colonna sonora è di Moby.

Attraverso uno studio approfondito svolto all’interno di negozi di animali, allevamenti di animali domestici, rifugi, ma anche negli allevamenti intensivi, nell’industria della pelle e della pelliccia, in quella dello sport e dell’intrattenimento, e infine nella professione medica e scientifica, EARTHLINGS usa telecamere nascoste e filmati inediti per tracciare la cronaca quotidiana di alcune delle più grandi industrie del mondo, che basano i loro profitti interamente sugli animali. Potente e informativo, EARTHLINGS è un film che fa riflettere ed è finora il più completo documentario mai prodotto sulla correlazione tra la natura, gli animali e gli interessi economici degli umani.

ATTENZIONE: Il documentario contiene scene forti, violente, crudeli, che possono turbare e impressionare, ma a differenza di altri casi, in questo la visione è consigliata a tutti. Se l’unico modo che abbiamo per cambiare le cose è quello di rimanere impressionati, così sia! Abbiate i coglioni e la pazienza di guardarlo fino in fondo e sappiate che tutti noi siamo complici e responsabili degli obbrobri che vedrete, ogni volta che ci sediamo a tavola o ogni volta che entriamo in uno zoo.

Prima di lasciarvi al film/documentario, voglio concludere l’articolo come l’ho iniziato, con una massima, questa di uno dei più grandi geni dell’umanità, Leonardo Da Vinci:

Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.

Buona visione (durata 95 minuti, lingua inglese con sottotitoli in italiano)

Referendum 2011: 4 SI per la liberta’!

Beni fondamentali come l’acqua, la sicurezza e l’uguaglianza non possono essere messi in discussione. Abbiamo tutti il dovere di difenderli.
E’ in gioco il nostro presente e il futuro dei nostri figli. Riprendiamoci la liberta’, o per lo meno, cerchiamo di non perderla definitivamente!

Referendum tradotto per noi comuni mortali:
- Vuoi che un ladro vada in galera anche se è il Presidente del Consiglio? (SI)
- Vuoi che l’unico posto dove stipare una barra di uranio impoverito sia il culo di chi vuole il nucleare? (SI)
- Vuoi continuare a farti il bidet senza dover usare il Telepass? (SI)
- Vuoi innaffiare le tue piante senza usare Uliveto e Rocchetta? (SI)

Andate a votare, portate con voi parenti-amici-conoscenti e passate parola!