Category Archives: Ambiente e Natura

Il Mondo va a puttane? Chi se ne frega!

Siamo arrivati al punto che dev’essere un comico a ricordarci che il Mondo sta andando a puttane, perchè i media evitano completamente il discorso. Tv e giornali sono occupati a raccontarci le vacanze dei vip, a individuare il tormentone dell’estate, ad annunciare i colpi del mercato calcistico. E così noi possiamo starcene tranquilli sotto l’ombrellone o nei divani di casa nostra. Quello che succede “là fuori” non ci riguarda. Facciamo schifo!
Leggete, riflettete, diffondete, condividete, incazzatevi, reagite, muovetevi. Smettetela di essere così indifferenti!

Cronache da Armageddon (di Beppe Grillo)
Nel 2010 il Pianeta Terra ha fatto sentire la sua voce. Si merita la copertina del TIME come personaggio dell’anno. E’ una voce che grida nel deserto dei media che citano catastrofi bibliche come fatti di cronaca, un piccolo spazio tra le vicende della nostra corte dei miracoli, tra un Bocchino e un Bondi. La voce della Terra, mai così potente e frequente, è diventata un rumore di fondo, un brontolio di tuono consueto, sfondo delle vicende umane, qualcosa di ineluttabile come le grandi epidemie di peste del passato, o una somma di episodi inquietanti e sgradevoli che l’umanità fronteggerà grazie ai miracoli della tecnologia. Gli dei della fatalità e del progresso sono da sempre grandi alleati della stupidità umana. Colpisce il distacco di fronte alla distruzione del nostro ambiente, della casa in cui viviamo. Come se noi fossimo marziani in vacanza sulla Terra.
Il 12 gennaio un terremoto ad Haiti di magnitudo 7.0 causa oltre 200.000 vittime, tre milioni di persone sono colpite dal sisma. Il 27 febbraio un terremoto di magnitudo 8,8 colpisce il Cile e tutto il Pacifico meridionale. Il 14 aprile un sisma di 6,9 gradi causa 3.000 vittime nella regione del Qinghai, in Cina. Il 20 aprile nel golfo del Messico: l’incendio della piattaforma petrolifera Deepwater Horizon causa 11 morti e un gigantesco sversamento di petrolio: è un disastro ambientale mai registrato prima nella Storia. Il 16 luglio esplosione di due condotti un deposito di stoccaggio del petrolio nel porto di Dalian in Cina, secondo Greenpeace uno delle più gravi catastrofi ecologiche, riversate in mare tra 60mila e 90mila tonnellate di greggio. Il 30 luglio e nei giorni successivi la peggior ondata di maltempo da 80 anni provoca 1.500 morti e dodici milioni di sfollati inPakistan. Nel mese di agosto un’ondata di calore senza precedenti da più di mille anni colpisce la Russia con incendi colossali che provocano centinaia di vittime e il blocco dell’esportazione del grano. Alcune centrali nucleari sono assediate dalle fiamme. Nel mese di agosto al largo di Mumbai in India scontro tra una petroliera e una nave cargo con fuoriuscita di petrolio, decine di tonnellate di greggio riversate in mare. Il carico è composto da 1.200 container con sostanze chimiche e oltre duemila tonnellate di benzina, diesel e lubrificanti. Nel mese di agosto un’alluvione colpisce l’India con centinaia di morti e milioni di senza tetto. Nel mese di agosto il maltempo provoca allagamenti nell’Europa centrale con decine di morti. Nel mese di agosto un’alluvione senza precedenti a memoria d’uomo con fiumi di fango colpisce la regione del Ladakh in Tibet.
L’Onu parla di “un disastro peggiore dello tsunami e del terremoto di Haiti” riferendosi alle alluvioni di questa estate. La Terra ha la febbre, la temperatura dei primi sei mesi del 2010 è la più alta mai registrata. Si ritorna alle processioni medioevali come in Russia con il patriarca ortodosso che invoca la pioggia, i monaci tibetani che chiedono il conforto della preghiera e il Papa che rivolge un appello per tutte le popolazioni colpite. Nel frattempo un blocco di ghiaccio grande quattro volte l’isola di Manhattan si è staccato dalla Groenlandia e naviga nell’Oceano Atlantico.
Alla fine del 2010 mancano più di quattro mesi, prepariamoci. All’appello mancano lo Tsunami stile 2006, l’uragano Katrina del 2005 e l’eruzione del Vesuvio del 79 dopo Cristo. Un po’ di pazienza e arriveranno anche quelli, l’importante è mostrare una sana indifferenza.
(fonte: BeppeGrillo.it)

Moltitudine Inarrestabile

Come è nato il più grande movimento al mondo e perché nessuno se ne è accorto.

(testo)

Nella mia visione noi siamo parte di un movimento che è più grande, più profondo e più esteso di quanto noi stessi sappiamo o siamo in grado di sapere. Vola al di sotto e molto aldilà del radar dei media, è non violento, è nato dalla società civile, non ha bombe a grappolo, eserciti o elicotteri. Non possiede un’ideologia centrale, a capo non c’è un vertebrato maschio.
Questo movimento senza nome, è il movimento più variegato che il mondo abbia mai visto.
La stessa parola “movimento” secondo me è troppo ristretta per definirlo.
Nessuno ha dato inizio a questa visione del mondo, nessuno ne è a capo, non c’è ortodossia, è globale, senza classi inappagabile ed instancabile. Una conoscenza condivisa sta sorgendo spontaneamente da diversi settori, economici, culture, regioni e comunità. Sta crescendo e si sta diffondendo in tutto il mondo senza eccezioni.
Ha molte radici, ma quelle iniziali provengono dalle culture indigene, dai movimenti ambientalisti e per la giustizia sociale.
Questi 3 settori e le loro branchie si stanno intrecciando, prendono forma e si estendono.
Non è più semplicemente una questione di risorse, di pressioni o di ingiustizie, questo è fondamentalmente un movimento per i diritti civili e umani, è un movimento democratico. Questo è il mondo che verrà.

Quello che vedete qui è solo l’inizio di una lunga lista di almeno 130.000 organizzazioni che in tutto il mondo lavorano per la giustizia sociale ed ambientale. E’ una stima per difetto, potrebbero essere 250.000 gruppi o forse anche 500.000. Sono certo che leggendoli, la maggior parte di questi nomi, non vi saranno familiari, neanche noi abbiamo una vaga idea di quanto grande sia questo movimento.
Esso si basa sulle affinità, la comunità, la simbiosi, è pacha mama, è la mamma, capite? E’ la Terra che risponde, che si sta svegliando. Quelli che vedete elencati su questo schermo , sono vostri simili e ciò vi può dare un’idea di quanto sia grande questo movimento. Se avessi avviato questo video venerdì mattina alle 9 quando è iniziata la conferenza e lo avessi lasciato scorrere tutto il venerdì e tutta la notte, tutto il sabato e tutta la notte, tutta la domenica e tutta la notte e tutto il lunedì, ancora non avremmo visto ogni nome di ogni gruppo del mondo, che siamo noi.

E’ qualcosa di talmente nuovo che non riusciamo a riconoscerlo, perché siamo abituati agli eserciti, ai governi, alla guerra, alle chiese, alle religioni, perché non c’è un presidente per quello che stiamo facendo.
Quello che voi state creando è completamente sconosciuto. Questo movimento è ovunque, senza un centro, non ha un unico portavoce. E’ in ogni paese, in ogni città del pianeta, è all’interno di ogni tribù, in ogni razza, in ogni cultura, in ogni gruppo etnico al mondo. Questa è la prima volta che sul pianeta Terra sorge un movimento potente e non ideologizzato. 
Nel corso del ventesimo secolo le grandi ideologie sono state venerate al pari delle religioni, hanno dominato le nostre convinzioni. Sono le ideologie che hanno governato, il capitalismo, il socialismo, il comunismo.
Nelle parole di Ed Hunt le ideologie hanno fermato la Terra, blindandola, hanno combattuto per avere il controllo delle nostre menti, del nostro territorio, il che non è stato piacevole. Le ideologie vi hanno raccontato che la salvezza si trovava nell’affermazione di un solo modello, ma noi sappiamo dove si trova la salvezza. Lo sappiamo in quanto biologi e come organizzatori delle comunità, lo sappiamo dall’ecologia. La salvezza si trova nella diversità.

Questo movimento è la risposta immunitaria dell’umanità per resistere e guarire dalla malattia della politica, dall’economia avvelenata e dal deterioramento degli ecosistemi causati dalle ideologie. Tocca a noi decidere come saremo, chi saremo.
Questo è ciò che vuol dire ricostruire; questa è la capacità di risposta. Che ha a che fare con le possibilità e le soluzioni.
L’umanità sa cosa deve fare.
Paul Hawken 

Sul sito www.moltitudineinarrestabile.it è possibile leggere le prime 50 pagine del libro Moltitudine Inarrestabile, edito in Italia da Edizioni Ambiente (acquista il libro qui)

Breathing Earth: il respiro della Terra

BreathinEarth è un bellissimo simulatore on-line in tempo reale delle nascite, delle morti e delle emissioni di CO2 sul nostro pianeta. Sebbene i dati provengano da fonti attendibili, naturalmente non potranno mai essere precisi al 100%, ecco perchè si tratta appunto di una simulazione. Il sito è nato per sensibilizzare l’opinione pubblica sul riscaldamento globale e i cambiamenti climatici. Vuole farci notare infatti quante tonnellate di anidride carbonica vengano emesse ogni istante sulla Terra. Ci mostra inoltre l‘incredibile aumento della popolazione mondiale, per farci capire come sia necessario agire presto e tutti per evitare catastrofi altrimenti inevitabili. 
Sul sito, si spiega come la parola chiave sia RIDURRE
(i consumi in generale, i combustibili, gli allevamenti di bovini, ecc).

E’ un sito che lascia a bocca aperta, le nascite e le morti istantanee fanno impressione, ci fanno ridimensionare la nostra visione del mondo e della vita. E’ incredibile pensare che in Cina muore una persona ogni 3 secondi, che in India ne nasce una ogni secondo circa, mentre nelle Isole Falkland passano 11 giorni tra una nascita e l’altra; che gli Stati Uniti emettono 1.000 tonnellate di CO2 ogni 5 secondi; che in Italia, si nasce ogni minuto, si muore ogni 50 secondi

E’ incredibile pensare che nel breve arco di tempo che ho scritto questo articolo, nel mondo, sono nate 11.000 persone, ne sono morte 4.500 e sono state emesse oltre 2 milioni di tonnellate di anidride carbonica! 
Buona navigazione, fate un respiro profondo e scoprite BreathingEarth ;)

> Vai a BreathingEarth.net

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L’ultimo albero…

Quando l’ultimo albero sarà stato abbattuto,
l’ultimo fiume avvelenato, l’ultimo pesce pescato,
vi accorgerete che non si può mangiare il denaro.

La nostra terra vale più del vostro denaro. E durerà per sempre.
Non verrà distrutta neppure dalle fiamme del fuoco.
Finchè il sole splenderà e l’acqua scorrerà, darà vita a uomini e animali.
Non si può vendere la vita degli uomini e degli animali;
è stato il Grande Spirito a porre qui la terra e non possiamo venderla perchè non ci appartiene. Potete contare il vostro denaro e potete bruciarlo nel tempo in cui un bisonte piega la testa, ma soltanto il Grande Spirito sa contare i granelli di sabbia e i fili d’erba della nostra terra. 
Come dono per voi vi diamo tutto quello che abbiamo e che potete portare con voi, ma la terra mai.

Sahpo Muxika / Piede di Corvo (ex capo della tribù Piedi Neri / Pikàni, nativi americani)

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Tonnellate di rifiuti sull’Everest oltre quota 8.000. Gli sherpa salgono a raccoglierli.

screen-capture-11E’ necessario far pulizia sul tetto del mondo. La zona oltre quota 8.000 dell’Everest è diventata la discarica più alta del pianeta: vi si sono accumulate tonnellate di rifiuti lasciati dalle spedizioni alpinistiche. Una ventina di sherpa questa settimana salirà fin lassù per provvedere. 
Già in passato l‘Everest è stato ripulito dai rifiuti: ma non nella parte più prossima alla vetta (8.850 metri circa), dove il freddo e la scarsità di ossigeno si fanno particolarmente sentire. E lì c’è di tutto.
Dal 1952, anno in cui la cima fu conquistata dal neozelandese Sir Edmund Hillary e dallo sherpa nepalese Tenzing Norgay, gli alpinisti si liberano ad alta quota di tutto ciò che non serve. Anche perchè sono spossati dall’ascensione, e portare con sè i rifiuti rappresenterebbe un’ulteriore fatica. 

Circa 4.000 scalatori sono finora saliti fino in cima all’Everest. E oltre quota 8.000, dopo il loro passaggio, sono rimaste bombole di ossigeno, tende, bombole di gas, attrezzature alpinistiche, funi. In passato, dicono gli sherpa, l’immondizia era sepolta dalla neve. Ma ora, con l’aumento delle temperature, la neve si scioglie e i rifiuti affiorano in superficie, creando problemi agli scalatori. Si stima che ci siano due tonnellate di roba da riportare a valle. La spedizione di sherpa intende anche recuperare il cadavere di un alpinista svizzero morto durante l’ascensione due anni fa. 
(fonte: blogeko.it)

La tribù dei Dongria: quando Avatar diventa realtà

screen-capture-12Oggi vi voglio raccontare la storia dei Dongria Kondh, un’antica tribù indiana attualmente composta da circa 8.000 persone. I Dongria vivono in piccoli villaggi disseminati lungo i pendii delle colline di Niyamgiri (in Orissa, India) un territorio di spettacolare bellezza, coperto di dense foreste, popolate da una grande varietà di animali tra cui tigri, elefanti e leopardi. Sui fianchi delle colline, coltivano le messi, raccolgono frutti spontanei e selezionano foglie e fiori destinati alla vendita. 
Una compagnia mineraria minaccia la montagna sacra dei Dongria: la Vedanta Resources (multinazionale inglese) si sta preparando ad aprire un’imponente miniera a cielo aperto sulla montagna di Niyamgiri. La miniera di bauxite devasterà le foreste dalle quali i Dongria dipendono e distruggerà le vite di migliaia di altri componenti della tribù che abitano nell’area. La Corte Suprema indiana ha dato il via libera agli scavi, ma i popoli Kondh sono decisi a impedire la distruzione del loro luogo più sacro.

Survival International, l’organizzazione che difende i diritti dei popoli indigeni, ha rivolto un appello al regista del film Avatar, James Cameron, a nome della tribù dei Dongria Kondh dell’India. Nell’appello, Survival chiede a Cameron di aiutare la tribù dei Dongria Kondh, la cui storia è incredibilmente simile a quella dei Na’vi di Avatar.

Ognuno di noi può fare qualcosa per aiutare i Dongria: 
> Scrivi una lettera al primo Ministro dell’India chiedendogli di tutelare i diritti dei Dongria
> Effettua una donazione per sostenere la campagna per i Dongria Kondh

Home

Home – La nostra terra“  è un film-documentario sull’ambiente e il cambiamento climatico, di Yann Arthus-Bertrand, prodotto da Luc Besson, diffuso contemporaneamente il 5 giugno 2009 nelle sale cinematografiche di 50 paesi, in concomitanza con la giornata mondiale dell’ambiente.

Io l’ho trovato bellissimo! A tratti emozionante. Un film che dovrebbero proiettare nelle scuole, che dovrebbero obbligare tutti a vedere. Il film, che è stato prodotto senza fini di lucro, si pone come obiettivo quello di essere visto dal maggior numero di persone possibili per accrescere il livello di consapevolezza sulla responsabilità di ogni individuo nei confronti del Pianeta. E con me, ha raggiunto l’obiettivo: se prima ero solo interessato a certe tematiche, ora dopo la visione di questo film, ho deciso che voglio fare anch’io qualcosa di concreto! Non possiamo restarcene immobili, abbiamo il dovere di fare qualcosa. Allora, tanto per iniziare, questo post inaugura una nuova categoria sul blog, ovvero “Ambiente e Natura”, nella quale tratterò temi inerenti a tutto questo. Vi terrò aggiornati sugli sviluppi. Nel frattempo vi invito a guardare il film in questione: fermatevi un attimo, prendetevi un’ora e mezza di tempo. Si tratta di una cosa non importante, ma fondamentale! E ci riguarda tutti.

Questo film era un progetto che avevo in mente da 15 anni. Tutto ciò che ho visto e imparato mentre volavo sopra la Terra mi ha cambiato. Oggi voglio condividere tutto quello che ho acquisito. Questo film sarà eccezionale e intelligente ma, soprattutto, assolutamente costruttivo. Per farvi un esempio: la cosa importante non è che il 50% delle foreste sia scomparso, ma che il 50% ci sia ancora. Quello che è importante oggi è che siamo 6 miliardi di esseri intelligenti che possono agire. Attraverso la qualità delle immagini e dei suoi contenuti, questo film permetterà alle persone di capire che TUTTI abbiamo delle responsabilità e che tutti possiamo agire nel nostro piccolo. Come disse il mio amico Albert Jacquard “essere coscienti che il domani è in arrivo e che ognuno può avere un effetto su di esso è specifico dell’Uomo”. Yann Arthus-Bertrand

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