Gli italiani che vogliono il Duce

Riporto un post trovato in rete, che condivido pienamente. E per i nostalgici del Duce, ci tengo sempre a ricordare, che l’apologia del fascismo è reato! Buona lettura.   

duce-grossa-2Non c’è altra spiegazione: a gran parte degli italiani piace essere dominati. Li eccita, proprio. Gli viene duro -oppure si bagnano, a seconda del sesso- al solo pensiero di essere guidati con l’autorità, la forza, l’arbitrio. Li rassicura, credo. Così possono smettere di pensare, ché pensare significa necessariamente dover diventare individui liberi, cioè responsabili, e voi capirete che essere responsabili non è per niente una passeggiata, perché impegna, comporta sacrificio e può pure andare a finire che non ci dormi di notte. E invece vogliono dormire tranquilli, loro. Certo, hanno delle necessità e dei bisogni, desiderano delle cose: ma preferiscono prendersele furtivamente quando qualcuno gliele dà, come quando si butta l’avanzo della cena nella ciotola di un cane, piuttosto che rivendicarle come diritti. Perché i diritti comportano degli obblighi. E quegli obblighi, diciamocelo, chi cazzo te lo fa fare di prenderteli? Meglio schiavi, si fa meno fatica e tutto sommato si campa lo stesso. Per non dire meglio. 
Non è che quegli italiani non le vedano, non le riconoscano o non le capiscano, tutte le nefandezze che stanno succedendo. Il guaio, quello vero, è che le vogliono. (fonte: metilparaben.blogspot.com)

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G8 Genova, violenze Bolzaneto: tutti condannati in Appello

Questa, mi sembra sia una notizia che è passata un po’ inosservata… come spesso succede in questo Paese. Io non sono un no-global, anche se effettivamente, la globalizzazione ha molti aspetti negativi secondo me. Però qui non si tratta di essere schierati da una o l’altra parte, qui si tratta di fatti gravissimi compiuti da chi invece ci dovrebbe difendere, da quelle che sono chiamate (quasi ironicamente ormai) le FORZE DELL’ORDINE
Alcuni mesi fa avevo pubblicato un post a riguardo qui sul blog, intitolato DI LORO NON MI FIDO PIU’, che a questo punto trova un’ulteriore conferma e che vi invito a leggere (o rileggere).
Riporto invece qui di seguito la notizia in oggetto:

Ribaltata in Appello la sentenza di primo grado per i 44 imputati delle violenze commesse sui manifestanti nella caserma di Bolzaneto nel luglio del 2001 a margine del G8 di Genova. I giudici della Corte d’Appello (presieduta da Maria Rosaria D’Angelo) hanno considerato tutti gli imputati responsabili civilmente per i reati per cui erano stati assolti in primo grado. Nella maggior parte dei casi i reati risultano prescritti ma, avendo riconosciuto la colpevolezza degli imputati, la Corte li ha condannati a risarcire le parti. La sentenza di secondo grado è giunta dopo oltre 11 ore di camera di consiglio. Sette imputati sono stati condannati anche penalmente a pene comprese fra uno e tre anni: l’assistente capo della Polizia di stato Massimo Luigi Pigozzi (3 anni e 2 mesi), gli agenti di polizia penitenziaria Marcello Mulas e Michele Colucci Sabia (1 anno) e il medico Sonia Sciandra (2 anni e 2 mesi). Pene confermate a 1 anno per gli ispettori della Polizia di Stato Matilde Arecco, Mario Turco e Paolo Ubaldi, che avevano rinunciato alla prescrizione. 
“Ritengo che si debba esprimere soddisfazione. Sono stati condannati tutti, anche quelli che erano stati assolti in primo grado e quindi si è affermata la loro responsabilità”. Lo hanno detto Heidi e Giuliano Giuliani, i genitori di Carlo, ucciso nel luglio del 2001 in piazza Alimonda durante il G8 di Genova. ”Si trattava di reati - hanno aggiunto - che prevedevano un certo numero di condanne. E’ intervenuta la prescrizione e quindi non c’è carcerazione o sconto della pena. Tutti quanti, però, dovranno corrispondere risarcimenti civili alle parti offese, a chi, a Bolzaneto, ha subito violenze fisiche e morali. Finalmente si può dire che una sentenza positiva è arrivata sui fatti di Genova. Attendiamo le altre”. (fonte: SKY TG24)

poliziotto2

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Chart Febbraio 2010

1. Euros (Serious Jones)
2. Nessun dorma (Pavarotti)
3. The times they are a changin (Tracy Chapman)
4. Sacrifice (Lisa Gerrard & Pieter Bourke)
5. Piccinin (Pitura Freska)
6. Vite Hardcore (Siruan)
7. Non è una canzone (Fabrizio Moro)
8. Guilty (Noyz Narcos)
9. Wavin flag (K’naan)
10. Attenti al lupo (Lucio Dalla)

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Sono sempre alla ricerca…

…di un’ombra di trasalimento, di quel bisbiglio di eccitazione, perchè non ha senso vivere se manca questo.

screen-capture 
(da “Vi presento Joe Black”)

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Vite Hardcore

(comunicato stampa)
vite-hardcore_500E’ on-line da oggi “VITE HARDCORE“, il nuovo street single di Matteo Gracis in arte SIRUAN, artista del nord est impegnato ora nella promozione del suo ultimo album. Il pezzo, è il primo estratto del disco che uscirà in primavera e che s’intitolerà “BRIVIDI“, una raccolta di 16 canzoni realizzate dal 1999 ad oggi, ri-registrate e ri-arrangiate da musicisti di livello. Una sorta di greatest hits quindi, per riassumere e concretizzare l’esperienza musicale dell’artista.
Registrazione e missaggio sono stati affidati a Irko dello Studio Beat2 di Treviso e il mastering è stato realizzato allo Sterling Studio di New York.
In concomitanza è stata attivata anche la nuova pagina myspace, realizzata da Exo: www.myspace.com/siruan

Il disco sarà disponibile tra qualche mese e, come anticipazione, sul numero di maggio/giugno del bimestrale Dolce Vita (www.dolcevitaonline.it) - rivista di culto e media partner dell’artista - verrà allegato un Ep gratuito di 6 tracce.

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Internet for peace

logo_splashDa un po’ di tempo stiamo assistendo ad un numero sempre maggiore di persone che, seppur non avendo nessuna conoscenza in merito, si lanciano in commenti e opinioni riguardo alla Rete.
Nelle tv nazionali si vedono sempre più spesso trasmissioni dedicate ai pericoli del Web: è recente uno speciale del TG4 in cui Emilio Fede definisce Facebook “un dramma vero e autentico” chiedendo poi a gran voce la chiusura dei social network. Come se la Rete fosse la causa di ogni male nel mondo adolescenziale, un oscuro nascondiglio di pervertiti e molestatori o un luogo di ritrovo per guerrafondai e terroristi (da notare che sui social network gli utenti si registrano col proprio nome e cognome reale). Questo è solo un piccolo esempio del ‘taglio’ che i nostri mass media danno del World Wide Web, a dimostrazione del fatto che temono di perdere il monopolio dell’informazione.

Ma per fortuna il web è una realtà viva, creata e alimentata da tutti noi e fortunatamente la risposta alle accuse infondate e alle calunnie non si è fatta attendere. E’ con immenso piacere che segnaliamo la nascita un nuovo, importante progetto in continua evoluzione.

IO AMO INTERNET: è un’iniziativa lanciata da Riccardo Luna (Dir. Wired Italia) per un uso libero, ma anche responsabile, della Rete.
Internet e il web oggi sono nella vita di miliardi di persone in tutto il pianeta. Non rappresentano un mondo a sé, ma uno strumento di cultura, progresso, impresa e comunicazione. L’utilizzo di questi strumenti non richiede nuove leggi, laddove già quelle esistenti definiscono quali comportamenti sono ammessi e quali sono proibiti. Il controllo eccessivo di Internet non solo non è tecnicamente possibile e fallimentare ovunque sia stato tentato, ma comporterebbe un’esclusione dalla costruzione e partecipazione attiva dal presente e futuro degli italiani.
Per queste ragioni il gruppo Amo Internet si oppone a iniziative legislative di controllo, come vengono effettuate con sempre maggiore frequenza in Italia. Effettuate sotto varie etichette che paiono ragionevoli a chi non ha modo di dedicare il tempo necessario per la loro analisi, guardate più a fondo ognuna di queste manifesta una natura repressiva, con effetti collaterali disastrosi per lo sviluppo sano, trasparente e legale delle tecnologie di rete in Italia. Paradossalmente sono queste stesse leggi che renderebbero le attività indesiderabili o criminali più difficilmente controllabili.

In occasione della conferenza mondiale “Science for Peace”, è stato inoltre lanciato il progetto “Internet for Peace” che propone di candidare il Web al Premio Nobel per la pace 2010. E’ stato creato anche un sito dedicato; uno spazio no-profit di incontro e confronto tra gli internauti interessati al tema della pace e della comunicazione globale. Il sito ha uno spazio riservato ai subscribers, rivolto cioè a tutti coloro che vogliono aderire alla campagne e sottoscrivere il manifesto del progetto. Un enorme planisfero visualizzerà in tempo reale i nomi e la provenienza di tutte le persone che nel mondo avranno sostenuto la candidatura di Internet al premio Nobel. Questo sito è aperto a raccogliere le voci di quanti desiderano esprimersi intorno all’idea che la Rete sia un grande mezzo per diffondere messaggi di pace.
Gli utenti potranno contribuire alla campagna creando video e foto che rappresentano la loro versione del manifesto Internet for Peace.
Il Perché di questa candidatura è presto detto. Internet non è solo una rete di computer collegati tra loro o un contenitore di pagine navigabili dagli utenti, ma un potente strumento di comunicazione in grado di oltrepassare distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare.
Internet è uno strumento di democrazia fruibile da tutti, veicolo di messaggi di solidarietà e PACE.
E’ il più grande strumento di avvicinamento tra le persone che l’umanità abbia mai concepito. I Social Network come Facebook, Twitter, LinkedIn, la condivisione della conoscenza come Wikipedia, il teatro unico offerto dai vari Vimeo e YouTube, e tutti gli altri strumenti di condivisione di idee, pensieri, progetti, fanno di Internet il luogo in cui l’umanità si incontra ogni giorno.
E se questa vi pare una affermazione forte, fate caso a quanti “abitanti” ha Facebook (oltre 300 milioni) e paragonatela alla dimensione di una Nazione come l’Italia (meno di 60 milioni). Facebook ha più utenti che Italia, Germania e Giappone (insieme) abitanti!
Dal dating alla Cultura, gli abitanti di questo pianeta stanno usano la Rete per incontrarsi e conoscersi. E questo avviene in ogni dove e in ogni istante. Questa vicinanza costituisce le condizioni ideali nelle quali la PACE può avere l’opportunità di fiorire (alla faccia di quella disinformazione televisiva e spesso politica che gode dal citare la Rete solo quando deve parlare di pedofilia o di fomentatori di violenza).

Per tutti quelli che volessero dare un contributo reale a costruire un mondo migliore (perchè di questo si tratta), l’invito è di condividere/divulgare questa notizia e sottoscrivere la propria adesione su www.internetforpeace.org

(articolo pubblicato su Dolce Vita #26 gennaio/febbraio 2010)

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Big up Antonino Monteleone!

n23145247487_6708Antonino Monteleone, 24 anni, giornalista scomodo e blogger irriverente. Si occupa di ‘ndrangheta, cronaca giudiziaria, politica ed attualità. E’ nato e vive a Reggio Calabria. La scorsa notte la sua macchina è stata incendiata, secondo le più classiche modalità mafiose. Bisogna difenderlo, supportarlo, sostenerlo, esprimergli la nostra solidarietà, la nostra gratitudine. E’ un bene prezioso, in questo Paese allo sfascio! Lui si è un vero giornalista, tra i più coraggiosi e determinati che abbiamo in Italia.
L’ho contattato alcuni anni fa, dopo che il suo blog era stato censurato e chiuso, proponendogli di scrivere anche per Dolce Vita: lui in questo contesto si definisce un “antiproibizionista non praticante” e ha la rubrica fissa “Radio Londra”, dove tratta temi di politica e attualità. E’ un onore pubblicare i suoi articoli (QUI potete leggerne alcuni). 
Come scrive Strill.it (altra realtà con la quale lui collabora), Monteleone a meno di 25 anni, ha dimostrato in questi anni il coraggio che tanti illustri colleghi a capo di prestigiose redazioni non hanno palesato in decenni di “onorata carriera”.
Questo è il suo blog, questa la sua pagina facebook. Seguitelo!

Di seguito un suo intervento ad Anno Zero del 5 febbraio 2009

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